Juve, dagli ottavi è sempre “crisi-gol”

di Susanna Gatto |

La gara contro il Porto negli ottavi di finale di Champions League avrebbe dovuto rappresentare per la Juventus la partita del mese, l’unica da non sbagliare dopo la delusione degli ultimi due anni nella fase ad eliminazione diretta della competizione più prestigiosa del calcio europeo.

I Bianconeri, dopo la sconfitta a Napoli in campionato ne incassano un’altra perdendo per 2-1 all’Estádio do Dragão contro i padroni di casa. Il risultato, tuttavia, sembra essere la notizia più positiva di una serata dove la Juventus ha disputato una delle peggiori prestazioni viste fino ad ora dalla guida di Andrea Pirlo.

A salvare il discorso qualificazione e ad evitare per l’ennesima volta di dover ricorrere ad un’impresa in rimonta arriva in soccorso il gol di Federico Chiesa al minuto 82’, uno dei pochi, se non l’unico, a dimostrare carattere fino all’ultimo minuto di recupero e a permettere alla Juventus di potersi giocare la qualificazione nella gara di ritorno all’Allianz Stadium con relativa tranquillità.

Quel che è certo è che servirà una squadra totalmente diversa: ancor più dei problemi tattici, evidenziati anche oggi nella puntata di JB Zona da Jacopo Azzolini, Davide Rovati e Luca Momblano, ha deluso infatti l’approccio mentale. I due gol incassati dalla Juventus, entrambi nei primi secondi dei due tempi di gioco, lasciano ben intendere come l’approccio alla gara non fosse quello giusto.

Interessante è però l’osservazione di Luca Momblano a JB Zona sulle difficoltà della squadra di segnare nella fase ad eliminazione diretta da tre anni a questa parte:

«in questi tre anni siamo costretti ad andare a pesare il nostro svarione, la nostra svista o il rigore non dato all’ultimo minuto del secondo tempo perché nella fase ad eliminazione diretta abbiamo difficoltà a segnare e questo è un dato di fatto. La verità è che la svista può capitare e capita anche alle squadre che alla fine la Champions la vincono, con la differenza che queste sono anche in grado di segnare e ribaltare la partita».

Tenendo conto delle assenze importanti di giocatori come Cuadrado, Dybala, Bonucci e Arthur, che certamente penalizzano la squadra in quanto a fantasia e costruzione di gioco, il problema sembra essere anche quello del gol: la squadra, infatti, contro il Porto ha creato ben poco dal punto di vista offensivo, 5 tiri in porta in 90 minuti, con un livello di pericolosità bassissimo.

La poca produzione in attacco ha caratterizzato la squadra in quest’ultimo periodo a differenza dei primi tre mesi di stagione in cui Andrea Pirlo aveva fatto vedere una squadra, anche se squilibrata, certamente molto offensiva e imprevedibile.

ContinuaLuca Momblano:« se in campionato serve più equilibrio e la squadra può accontentarsi di un atteggiamento meno offensivo è arrivato forse il momento di capire che per essere tra le prime d’Europa e andare avanti in Champions League è necessario osare e segnare di più».