JBWINE – Una Roma rossa come il sangue: 2-2 all’Olimpico in 10

di Sabino Palermo |

Ci aveva abituati benissimo la Juventus di Andrea Pirlo: smoking, aperitivo e vino bianco d’annata contro la Sampdoria in casa. Alla prima sfida in trasferta, invece, il bicchiere bianconero è mezzo vuoto e di un color rosso purissimo. Uno vino dei Castelli Romani, amaro da digerire, che frena il cammino in campionato.

PIEDI INVERTITI POCO ARMONICI – Il tecnico bresciano ha una voglia matta di sorprendere tutti. Lo aveva fatto con Frabotta una settimana fa, e continua all’Olimpico con l’inserimento di Morata in attacco e Cuadrado-Kulusevski a piedi invertiti sulle fasce. Sembra il preludio ad una domenica votata all’attacco, ma sin dai primi minuti questo presentimento viene spento dalla lentezza della mediana e dalle difficoltà in ripartenza. La Roma fa pressing, gioca tra le linee e trova spesso il modo di far male alla retroguardia juventina.

IN ALTO I CALICI PER I RIGORIDzeko accompagna la manovra, ma sbaglia clamorosamente davanti a Szczesny. Morata non conclude mai ed è di intralcio alla manovra offensiva. Se i due centravanti si annullano, ci pensano i compagni a “frizzare” la serata. Rabiot prima, Pellegrini poi: due mani sbadate dentro l’area regalano a Veretout e Cristiano Ronaldo i rigori dell’1-1. Sembra finire il primo tempo, quando l’onda giallorossa travolge la difesa bianconera: contropiede ubriacante che viene concluso ancora da Veretout. Umore sotto i tacchi e tutti negli spogliatoi.

ROSSO DI RABBIA E CONFUSIONE – Nella ripresa lo spartito non cambia, così Pirlo prova a scardinare le idee romaniste inserendo Arthur e Douglas Costa. Ma Rabiot si fa bere dall’ingenuità e prende un rosso in mezzo al campo: bianconeri in 10 contro 11 e in totale difficoltà.

Una confusione totale in cui la Roma non riesce a venire fuori e, paradossalmente, fa il gioco della Juventus. Dentro Bentancur e coppia di centrocampo totalmente nuova: sarà un caso, ma la squadra di Pirlo trova la quadratura giusta nella sofferenza. Così è bastata una zuccata splendida di Cristiano, su pennellata di Danilo, a riportare il match in parità.

Un pareggio che non ha il colore intenso dei tre punti, ma che ha la persistenza di una nuova visione del calcio. Una squadra che, nonostante le difficoltà – anche mostrate dalla panchina – non si è disunita e ha trovato il modo di strappare un punto importante alla Roma. Certo, chi si aspettava lo scintillio contro la Samp, è rimasto deluso ma c’è ancora tempo (dal campo al mercato) per ritrovare l’entusiasmo perduto…


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