J Report: crescita lenta, con l’incognita dei diritti TV

di Mario Sironi |

 

La situazione di bilancio di Juventus SPA, giunto alla semestrale del 31 dicembre 2017, si presenta con un profilo generale che definirei in un termine sintetico “soddisfacente”, e con alcune criticità da evidenziare. Il fatturato vede un calo di circa 8% che però è il risultato di due forze opposte: da un lato la fine dell’effetto Pogba, ossia le minori plusvalenze in termini di gestione parco giocatori, rispetto a 12 mesi (45 milioni di euro in meno); dall’altro la crescita complessiva di tutte le restanti voci dei ricavi e cioè ricavi da gare, diritti TV e media, sponsor/pubblicità, prodotti e licenze.
Questo quadro impone due riflessioni:
– il rischio che ogni due/tre anni si debba ricorrere alla monetizzazione di qualche pezzo
pregiato per sostenere il business;
– la cruciale importanza delle altre voci di ricavo che in Bundesliga e Premier rappresentano, come sappiamo, voci di bilancio ben più corpose.

All’interno di queste voci la più delicata è quella dei diritti TV, che come sappiamo in questo momento risentono del possibile cambio della guardia (Sky/Mediaset vs. Mediapro) ma soprattutto della nuova normativa di legge che sta per modificare le modalità di distribuzione dei somme tra i club di Serie A.

Nel momento in cui scriviamo, in attesa dei decreti attuativi dettagliati, la ripartizione sembra essere impostata con questo metodo: 50% in parti uguali, 30% sulla base dei risultati sportivi e il restante 20% in funzione del numero di spettatori e di share televisivo raggiunto. Capite da voi che si tratta di una forte incognita, peraltro rimarcata anche nell’ultimo incontro di Andrea Agnelli con gli azionisti avvenuto all’Allianz Stadium.
Le proiezioni di alcuni analisti sono tutte orientate al calo di questa voce di ricavo per la Juve, con valori in riduzione di almeno 10/15 milioni di euro all’anno.

I ricavi dunque sono ancora fortemente legati all’eventuale ‘players trading’ e alla volatilità dei contratti tv/media a loro volta dipendenti dalle norme in vigore, non potendo la Juventus vendere i diritti singolarmente .
Sono criticità che da anni evidenziamo commentando i bilanci bianconeri e che ancora non hanno trovato un punto di svolta anche per la peculiarità del mercato italiano e per gli inevitabili giochi politici di Lega e Federazione.
Tornando ai numeri, Juventus SPA evidenzia comunque un buon livello di utile (43 mln €), che porta il capitale netto ad un attuale 137 milioni .

Se pensiamo che esistono club blasonati (?) che presentano capitale netto negativo, non possiamo che pensare che alcune società che si accreditano come nostri competitor, in realtà non lo siano affatto.
Per contro l’indebitamento complessivo netto cresce di oltre 100 mln raggiungendo il livello di quasi 280 mln.
Il semestre infatti ha drenato flussi di cassa (ora negativi) e Juventus ha attinto alle linee di credito esistenti e alle disponibilità liquide che infatti si sono dimezzate. Ricordiamo che la Juve dispone di linee di credito per totali 546 milioni utilizzate al 75%, sotto varie forme tra fidi di cassa, finanziamenti, lessino e anticipi contratti. Utile rilevare che gli oneri finanziari risultano praticamente invariati a testimonianza di una gestione comunque efficace da questo punto di vista. Il patrimonio giocatori risulta in crescita di circa il 10%, mentre si registra un forte risparmio
alla voce ‘oneri da gestione diritti calciatori’: non tutti gli anni infatti si paga la “tassa Raiola”.
Il rapporto tra monte stipendi e parco giocatori è passato da 0.3218 a 0.3101, a significare un incremento degli ingaggi inferiore alla crescita a bilancio del parco atleti.

Di contro aumentano fin da questo semestre gli ammortamenti annuali dei diritti alle prestazioni dei giocatori, in incremento del 26%. Effetto che potrebbe essere in parte bilanciato a breve dal ritiro agonistico e/o dalla fine contratto di qualche giocatore, dall’ingaggio comunque importante (Buffon, Barzagli, Lichtsteiner ad es.)
In definitiva una semestrale in qualche modo interlocutoria, ma che registra ancora una volta la stagionalità del settore e la peculiarità del business calcistico italiano.
Forte dipendenza dai diritti tv/media, ricavi commerciali puri in continuo aumento ma a livelli ancora troppo limitati (invito ancora una volta a visionare i dati del Bayern Munchen, da questo punto di vista un vero e proprio benchmark di riferimento).

Il pieno avvio del J Center alla Continassa, nei pressi dello stadio, previsto per l’estate 2018, potrà dare linfa vitale a tali ricavi commerciali : si completerà il trasferimento delle attività della prima squadra e partiranno anche Hotel e Concept Store.
Juventus sta lavorando sodo da questo punto di vista: il recente accordo con Netflix è significativo e la relativa produzione della serie video “First Team Juventus” è progettata proprio per chi ha poco background juventino, ma è un potenziale nuovo tifoso/cliente .
Sono gli stessi obiettivi del nuovo logo, se ci pensate bene, con risultati che potranno attendersi a mio avviso nel medio periodo

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