L’Italia tratta, la Germania gioca

di Giacomo Scutiero |

Lunedì l’Italia riaprirà davvero tutto. L’accordo con le Regioni è fatto, dopo una giornata estenuante di colloqui e contrattazioni tra governo ed enti locali.

Un altro vertice, quello del calcio tra Federcalcio e Lega, ha prodotto un’intesa fino ad un certo punto: c’è condivisione delle proposte per garantire la ripresa in piena sicurezza ed il protocollo è stato integrato “per risolvere alcune problematiche oggettive”; ricordiamo la responsabilità ampia dei medici, il ritiro lungo dei calciatori e la loro quarantena collettiva in caso di positivo che metterebbe k.o. tutta la squadra. Al solito, l’ultima parola spetta al Comitato ed ai ministeri di Salute e Sport.

Se i giocatori sembrano poter chiudere un occhio circa l’isolamento prolungato a mo’ di oasi felice anti-contagio, d’altra parte è impossibile il loro cedimento sulla quarantena di gruppo perché brucerebbe tutto il lavoro e tutti gli sforzi fatti.
La FIGC ha espresso la sua perplessità in merito: “È il tema. Stiamo affrontando la cosa con determinazione, prudenza ed attenzione per evitare stress, tensioni e soprattutto che la partenza del campionato sia falsa”. Il presidente Gravina ha parlato di “piccoli ostacoli da risolvere”, dunque gli aggiustamenti sarebbero predisposti. Il ministro dello Sport dice “Dipende”: nessun ostruzionismo, “se la curva dei contagi lo consente, siamo pronti a rivedere la regola della quarantena in maniera meno stringente”.

L’UEFA non si smuove, anzi continua a minacciare conseguenze per le federazioni che non termineranno i tornei. Il presidente Ceferin ha ben chiaro che il problema numero uno sia la quarantena in caso di positività, come non dubita che la Bundesliga abbia adottato misure funzionali al proseguimento dell’attività.
Ribadendo che la scelta sospensiva della Ligue 1 sia stata affrettata, Ceferin fa notare che per partecipare alle prossime competizioni europee saranno obbligatori i preliminari per chi seguirà l’esempio della Francia.

L’altro caos recente è quello dei medici. L’INAIL ha chiarito che la responsabilità loro sarebbe soltanto nel caso di dolo o colpa grave e la Federazione si dice tranquilla nel rapporto coi dottori.
Infine, una questione sin qui poco dibattuta ovvero quella delle strutture ricettive disponibili per i ritiri delle società. Gravina chiede ai ministri Spadafora e Speranza di consentire gli allenamenti collettivi anche in assenza di hotel dedicati; il Napoli ha sollevato il problema perché l’albergo individuato è chiuso da due mesi e necessita di una manutenzione di almeno dieci giorni. Altrimenti, l’ultima richiesta sarà quella di poter essere isolati a domicilio.

La Serie B era presente all’assemblea ed ha preso atto dell’assenza di un provvedimento governativo circa gli allenamenti di gruppo. In aggiunta, l’eventuale ripresa dovrebbe richiedere un preavviso di almeno dieci giorni per le ovvie esigenze organizzative e gestionali dei club. Comunque, all’unanimità, si vuole ripartire.
Intanto, torna il calcio giocato. Tutto vero. In Germania, tre giorni di Bundesliga tra oggi, domani e lunedì. Il DS del Bayern non vede l’ora e spara: “Avremo un miliardo di spettatori tutti per noi”. Cala, Rummenigge, ma comunque un segnale molto forte per lo sport.