Giusto fermare

di Davide Terruzzi |

Quattro minuti. Il pallone fermo. L’arbitro, Massimiliano Irrati, ha deciso che il gioco è sospeso. Non si riprende finché quei cori non vengono più intonati. Ululati, fischi, contro il giocatore del Napoli Koulibaly che si abbinavano ai soliti ritornelli che si sentono purtroppo quando giocano gli azzurri.

Irrati così entra nella storia. E’ il gesto più importante di questo turno di campionato (e non solo). Il direttore di gara ha avuto il coraggio di applicare il regolamento, quando al 69 minuto la situazione era diventata intollerabile; la norma che prevede la sospensione temporanea della partita è stata introdotta proprio per offrire uno strumento per provare a porre fine agli ignobili, ignoranti insulti razziali.

Ora la palla è nelle mani del giudice sportivo. Nel luglio 2014 fu ritoccata quella parte del codice di giustizia sportiva della Figc che riguarda la prevenzione dei fatti violenti (articolo 12): tolto il riferimento alla discriminazione territoriale, resta quello razziale. A Tosel il compito di sanzionare la Lazio modulando la pena: da una multa forte alla sconfitta a tavolino passando per la chiusura di un settore o dell’intero stadio. Irrati ha avuto coraggio. Speriamo non finisca all’italiana, ma la decisione dell’arbitro non può che essere applaudita.