Io, Nando e lo stile Juve

di Antonello Angelini |

Mi innamorai di Fernando Llorente da subito, per le sue caratteristiche fisiche (ho sempre amato i centravanti grossi e alti), per la sua eleganza stile Juve e per altri due fatti: il primo avvenuto durante l’estate in hotel a un mio amico juventino, che al bar incontrò questo ragazzone spagnolo. Dopo aver chiacchierato un po’ gli chiese: “tu di che ti occupi?”. E quello rispose: “faccio il calciatore”. Ovviamente il mio amico gli chiese in quale squadra giocasse in Spagna. Lui rispose che avrebbe giocato nella Juventus. Solo allora il mio amico capì che era Fernando Llorente il nuovo acquisto bianconero in vacanza a Poltu Quatu – Sardegna. Mi chiamò subito e mi raccontò l’episodio.

Poi iniziò maluccio, un golletto al Verona, poche presenze anche per un piccolo infortunio. Poi la prima partita che vidi dal vivo. Fiorentina-Juventus 4-2. Scrissi di un grandissimo Llorente nell’articolo su Il Tempo e su Juventibus il giorno dopo. Non perse una palla, giocò bene di testa e piede, ma la sua prestazione passò inosservata a causa della sconfitta juventina da 0-2 a 4-2. Per me fu una sconfitta casuale, la squadra giocò benissimo e lo scrissi. Per molti juventini isterici iniziarono le critiche, le tragedie. Per me sbocciò l’amore per Fernando Llorente, oltre la consapevolezza che la Roma prima a punteggio pieno non avrebbe avuto vita facile con questa Juve che dominò a Firenze per 60 minuti, fallendo il terzo gol e poi prendendo una imbarcata casuale tipo derby di tanti anni fa (Bonesso–Dossena e Torrisi oltre che il 3-0 diventato 3-3).

Nando segnò 17 gol quella stagione mi pare e furono 102 i punti, mentre a Roma dopo le prime nove giornate cantavano “amo ucciso er campionato” e chiedevano a noi juventini se conoscessimo la tabellina del 3. Finirono come al solito a 17 punti con tutte le illusioni tipiche della capitale giallorossa. Llorente segnò tanto di testa ma anche di piede, fu importante nella manovra e tolse avversari a Tevez. Un gran giocatore che mancò solo un pochino di carattere l’anno successivo, nel quale messo in discussione dall’esplosione di Morata entrò in crisi, pur disputando una stagione discreta ma non all’altezza della precedente. Ecco perché la Juventus se ne è privata senza incassare un euro dal cartellino. Mandzukic viene ritenuto migliore non dal punto di vinsta tecnico, ma caratteriale. Oltre che nell’esperienza. Tanto da spendere 20 milioni per la sostituzione.

Llorente però era uno senza tatuaggi, senza cresta, senza capelli con gel o orecchini. Un vecchio stile Juve . E per me tifoso-giornalista ormai 50enne una delizia. In un mondo di cafoni lui rappresentava ancora quell’eleganza fuori e dentro il campo. Mai una parola di troppo, mai una intervista scomposta, mai una protesta. Una volta gli chiesi una dedica per mail per un bambino malato e mi rispose subito. Tanti altri non sono così disponibili.

Due scudetti, una Coppa italia, una Supercoppa e una finale di Champions League con tanti gol importantissimi in Europa: Real Madrid due volte, Olimpiakos, Malmoe tra le sue vittime. E se contro di noi segnerai, Fernandone , e magari sarà il gol del pareggio finale, sarò davvero felice per te.