Io e Cristiano 2.56 metri sopra il cielo

di Massimo Zampini |

Sarà il record di presenze di Buffon o magari l’ultima partita in campionato di un decennio che si presentava stregato e si è rivelato sensazionale – e il termine non rende neanche – ma il rischio di essere retorici oggi è davvero alto.

Meglio limitarsi alla partita, alla grande attesa per il tridente, con qualche timore che non si ripeta e quindi ci induca a tornare indietro; a una partita vinta meritatamente contro una Samp non pericolosissima ma in ripresa e sempre in partita; al meraviglioso gol di Dybala che al volo mira e la piazza all’angolino, mentre uno normale starebbe pensando intanto a prenderla e a non svirgolarla; alla solita paura che arriva dopo il gol, alle leggerezze che ci fanno raggiungere anche stavolta, al pensiero che si deve ricominciare da capo e non è facile a Marassi, dove l’anno scorso ne abbiamo perse due su due; al fatto che stia finendo il primo tempo, siamo 1-1, forse darà uno o due minuti ma ci siamo complicati di nuovo la vita da soli.

A un cross che quando parte si capisce subito che è troppo lungo, ecco un’altra potenziale occasione sprecata: serve un po’ di precisione in più nel secondo tempo. Sta oltrepassando il portiere, che infatti rimane fermo in porta e tranquillo, tanto il pallone è altissimo e ci sono comunque dei difensori lì intorno, così, giusto per sicurezza.

Chi è quel nostro giocatore che salta là in fondo? Ah, Ronaldo, ok, ma è già in aria e la palla è ancora lontana, peccato.

Il fatto inspiegabile è che Cristiano rimane sospeso, così pare aver deciso, finché non arriva il pallone. E rimane lì – e noi rimaniamo con lui, non scendiamo mai – alla stessa altezza, oltre 2.50 metri, per quasi un secondo, così può colpirlo precisamente, perché deve metterlo sotto la traversa, sennò che impresa è?

Ed è mentre accade tutto questo, mentre ci rendiamo conto di avere assistito – e in parte partecipato, perché in aria con lui siamo rimasti anche noi – a un grande gesto atletico e tecnico, che vengono in mente quelle settimane surreali in cui è toccato leggere davvero (ahimè perfino da qualche juventino) che Ronaldo è il problema della Juve, che tocca farlo giocare e quindi costruirgli la squadra intorno, che non ha voglia di impegnarsi in campionato, che ormai ha un’età e quindi è probabilmente al tramonto. E mentre ci ripensiamo lui fa un altro gol in fuorigioco di pochi centimetri e ne sfiora un altro, che finisce fuori per un niente. E io lo so che se non ricevi una dura lettera di Salvo24 a pagina mille del Corriere dello Sport non hai diritto di arrabbiarti, creare un caso e saltare conferenze stampa, ma ci si chiede cosa avrebbe dovuto fare lui, per quei mille articoli zeppi di sentenze, le bugie tipo “non salta un uomo da anni” o il titolone “CRisi”, dopo il brillante e rispettoso “CRsex” (entrambi non a pagina mille, ahimè) dell’anno scorso, senza che ovviamente sia mai arrivata una riga di scuse o spiegazioni, con conferenze tutte svolte regolarmente.

E allora lasciali scrivere, illudersi, alludere, detestarti, temerti. E vola, Cristiano, continua a volare.