Caso Suarez, Intrieri a CJ: «Comunicato della Procura? Un infortunio»

di Mauro Bortone |

Sta facendo discutere la comunicazione da parte della Procura di Perugia sulle novità relative al caso Suarez e all’esame “farsa” per l’ottenimento della cittadinanza italiana, che ha portato alle misure interdittive nei confronti dei vertici dell’Università e di alcuni docenti coinvolti nella vicenda.

Eppure al centro dell’attenzione mediatica c’è soprattutto la notizia sulle indagini che si stanno realizzando nei confronti di alcuni dirigenti della Juventus, trasformatosi subito in “indagati certi”. A Casa Juventibus, ospite del salotto virtuale di Massimo Zampini, l’avvocato penalista Cataldo Intrieri ha provato a far luce su quanto sta avvenendo in queste ore, sottolineando innanzitutto alcune modalità adottate dalla Procura sul caso Suarez.

«È accaduto – spiega – che la Procura della Repubblica di Perugia e il procuratore capo Raffaele Cantone hanno emesso un comunicato stampa sulla vicenda Suarez. Il comunicato sembra fatto da un ufficio comunicazione più che da un ufficio dello Stato italiano, perché in esso si dà notizia dell’accoglimento di misure interdittive, ovvero di sospensione della professione, per la preside della facoltà degli stranieri di Perugia, del rettore, del direttore generale, di una professoressa curatrice dell’esame e di un altro professore».

«Nello stesso comunicato – prosegue l’avvocato -, dove si dice che nel rispetto del principio di riservatezza hanno acquisito elementi di prova che dimostrano che l’esame di Suarez sia stato una farsa, nei successivi due periodi viene chiamata in causa la Juventus».

Nello specifico, il penalista sottolinea che si ipotizzano «nuove ipotesi di reati nei confronti di soggetti diversi dagli appartenenti dell’Università tuttora in corso di approfondimento». Tradotto, dunque, si sta indagando sulla Juventus e in qualche modo la Procura ritiene i dirigenti corresponsabili di questa truffa.

Ma per Intrieri il comunicato è un «infortunio» perché ancora una volta si forniscono notizie coperte dal cosiddetto segreto di ufficio. «Può la Procura di Perugia – si chiede – dare notizia di nuove indagini in corso coperte da ufficio?».

Per chiarirlo, l’avvocato evidenzia che ci siano notizie non più coperte da segreto, ovvero le misure interdittive emesse. D’altro canto, aggiunge, però, che esista il divieto di pubblicare anche il contenuto di quegli atti (stando all’articolo 114 del codice penale che vieta la pubblicazione anche per estratto di contenuti degli atti, addirittura fino a quando non venga emessa una sentenza di primo grado).

«Qui – sottolinea – si va oltre, perché si danno notizie di indagini che invece dovrebbero essere coperte dal segreto, quelle che riguardano i dirigenti della Juve in corso di approfondimento. È un comunicato atipico. C’è un altro discorso decisivo, ovvero esiste una normativa europea che noi italiani siamo obbligati ad applicare, per cui si fa divieto agli organi inquirenti di anticipare giudizi sulla responsabilità delle persone indagate. La direttiva europea con comunicati simili, a mio giudizio, viene violata».

Per quanto esposto e proprio perché chi sta scrivendo quella comunicazione è parte del procedimento, ovvero il rappresentante della pubblica accusa, Intrieri aggiunge: «Considero il comunicato un infortunio». Da parte del penalista c’è però l’invito a non sfociare nel complottismo e alla domanda specifica sul perché la Procura scelga questa linea ipotizza che possa essere filtrata qualche fuga di notizie sulle indagini, cosa peraltro che Cantone ha già dimostrato di non gradire, che abbia indotto la Procura e il procuratore capo ad anticipare questa informazione per evitare “lo stillicidio delle notizie incontrollate”.

Ma sottolinea: «Quando si dice che stiamo indagando non significa che ci siano tecnicamente degli indagati (nel frattempo è arrivata una nota della Juventus sull’ufficialità di Fabio Paratici nel registro degli indagati, ndr). L’orientamento della Procura sembra quello di ritenere la Juve a conoscenza della modalità truffaldina dello svolgimento di questi esami e che abbia indirizzato Suarez a svolgerlo lì per quella modalità: è convinta che ci sia stato uno specifico mandato sul caso Suarez».

Quel riferimento all’accelerazione, dunque, sarebbe un modo per indicare la possibile istigazione di reato da parte della Juve nella vicenda.

«Il mio invito – conclude l’avvocato – è quello ad essere prudenti e ad aspettare che vengano depositati tutti gli atti, non i singoli estratti».


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