L’intervista di Sarri ha confermato le scelte illogiche della Juve

di Valerio Vitali |

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Nella sua intervista di ieri sera a Sportitalia, Sarri ha ribadito ancora una volta il suo mancato feeling con il mondo Juve. Dalle sue parole, inequivocabili e certamente limpide, è trapelato più di qualche dissapore con la società bianconera. Molte delle sue dichiarazioni sono state al vetriolo contro la Juventus, con qualche sassolino tolto dalla scarpa.

“Lo scudetto vinto con la Juve è stato sottovalutato e nemmeno troppo festeggiato. Dopo la vittoria del campionato ognuno ha festeggiato a modo suo, senza nemmeno organizzare una cena. Quest’anno invece hanno festeggiato il quarto posto. Questo perché nel calcio non devi dare nulla di scontato, sebbene dopo 8 anni per un gruppo così vincente poteva anche starci”. Queste le parole di Sarri che si uniscono a precedenti dissapori vissuti con il gruppo squadra.

A tal proposito il tecnico toscano ha voluto evidenziare un passaggio nell’ottobre 2019. Ne ha parlato così: “A ottobre della stagione alla Juve ho detto al mio staff: o restiamo, proviamo a vincere e ci cacciano, oppure ce ne andiamo adesso a casa. Abbiamo scelto di venire a compromessi per vincere lo scudetto”. Proprio di compromesso si è parlato per tutto il periodo (e oltre) di Sarri alla Juve. Un vecchio argomento che è stato definitivamente sfatato dall’allenatore ex Napoli e Chelsea una volta per tutte.

Altro passaggio dell’intervista di Sarri che ha fatto storcere il naso a più di qualche tifoso della Juventus è quello relativo a Cristiano Ronaldo. La gestione del portoghese è stata molto complicata secondo il nuovo tecnico della Lazio: “La gestione di Ronaldo non è semplice, anche perché ci sono interessi dietro. A dire la verità, io mi ritengo più bravo a fare l’allenatore e non il gestore. Alla fine i numeri te li porta a casa ma è come gestire una multinazionale in una società con altri interessi da curare”. 

Infine, quello “scudetto perso in albergo” preso a sfottò da parte della platea bianconera negli ultimi 3 anni a questa parte. Queste le parole di Sarri su quel tormentato weekend di fine aprile 2018: “Scudetto perso in albergo a Firenze? Quella sera ho visto giocatori del napoli piangere perché si sono visti sfumare un sogno da sotto gli occhi. Quegli episodi dubbi e controversi della sera prima (in Inter-Juve, ndr) ci hanno toccati e ci hanno scossi”.

Episodi dubbi, presunto complottismo, un antijuventino dei più classici e mai demodé che si è seduto sulla panchina della Juventus in uno dei matrimoni più illogici che il calcio moderno ricordi. Il “Sarrismo” alla Juve non poteva e non potrà mai attecchire, ma questo si sapeva già. Con buona pace di quel compromesso che comunque uno scudetto a Torino lo ha portato. E nell’intervista di ieri sera Sarri non ha fatto altro che confermarlo.