Intervista a Guardiola, il riassunto

di Juventibus |

Pep Guardiola ha parlato ai microfoni del sito del Manchester City, un’intervista esclusiva di 23 minuti in cui ha toccato vari temi:

Il grosso dell’intervista è incentrato sulla trionfale stagione appena conclusa, chiusa con uno storico 4/4 per quanto riguarda i trofei interni, con un riferimento particolare al primo “back  to back” (due scudetti consecutivi) da 10 anni a questa parte. Poi arrivano ulteriori riferimenti alla stagione, come le vittorie contro il Liverpool e il Manchester United, ma anche alla sconfitta contro il Newcastle, che sembrava aver pregiudicato il cammino verso il titolo, rimasto invece possibile in virtù di alcuni passi falsi del Liverpool, e poi vinto al culmine di una eccellente rimonta

l’intervista si snoda anche sui metodi di lavoro del tecnico catalano, sulla loro intensità, con accenno particolare al suo preparatore atletico, sulla sua filosofia e sull’importanza relativa alla condizione fisica (uno dei suoi cavalli di battaglia). Due parole anche sulle sue influenze, soprattutto Johan Cruijff, e sulle sue vittorie più belle (tutte, ovviamente)

la parte più interessante dell’intervista riguarda il suo splendido rapporto con Begiristain, del suo splendido rapporto con l’Inghilterra, con l’ambiente, soprattutto nel suo problematico primo anno al Manchester City, dove nonostante i risultati altalenanti, ha sempre avuto il supporto dei tifosi. Da qui il confronto con Spagna, Germania, e anche Italia, dove invece il supporto dei tifosi, per lui, appare più condizionato dai risultati (“ti fischiano”)

Dulcis in fundo, dopo aver rivendicato con orgoglio il suo lavoro verso chi ha dubitato di lui, Guardiola si spinge oltre e parla di pianificazione dell’ultimo biennio in blu, con l’idea di sedersi a tavolino con la società per pianificare il futuro prossimo

L’intervista è stata sicuramente girata dopo la vittoria dell’FA Cup (quindi dopo il 18 maggio), e non sembra per niente una lettera di congedo, ma una dichiarazione d’amore all’ambiente Manchester City.

Chi vivrà, vedrà.