Inter-Juventus 1-2: licenza d’uccidere. Loro e noi!

di Fabio Giambò |

Da un lato i calci, il nervosismo, il carattere, la voglia di dimostrare di essere i migliori, la parte nerazzurra, la parte dell’Inter. Dall’altro il gioco, la calma, le trame, i Ronaldo, i Dybala, gli Higuain, i gol, i tre punti. Forse è la serata migliore della Juventus da quando Sarri siede sulla panchina bianconera, ed il fatto che sia venuta fuori a San Siro nella serata ad oggi più importante della stagione è abbastanza significativo.

Si parte con due sorprese, Bernardeschi e Dybala in, Ramsey ed Higuain out: una mossa è azzeccatissima, l’altra un po’ meno, ma tatticamente è l’opzione giusta, quel che manca è il singolo. Un singolo che risponde ad un involuto Federico Bernardeschi. La prestazione della Joya si commenta da sola, dal gol a tante altre belle giocate, alla voglia di incidere che non sempre riesce, ma che responsabilizza l’argentino. Riesce a metà l’esperimento tridente, ma anche quella finisce per diventare una mossa quando finisce la partita dell’ex Palermo: l’Inter lì perde le distanze, Bentancur da subentrante sa quel che deve fare, l’assist è al bacio.

E poi c’è quel tizio là, che a San Siro ha già dato di che farci godere, questo è la punta dell’iceberg che fa esplodere la parte bianconera di chi stava sugli spalti e alla tv: Gonzalo Higuain. Una scena già vista: due anni fa ci pensò Spalletti con l’inserimento di Santon, oggi il grazie va a mister Conte che mette Bastoni. Ci hai messo in difficoltà, Antonio, ma ti manca ancora uno step per mettere il naso davanti: magari ci riuscirai a maggio, oggi no. Oggi vince la Juve, la più bella monotonia della storia del calcio.