Inter – Juve, si puo’ perdere ma non in questo modo

di Valerio Vitali |

Inter - Juve

Di questo Inter – Juve che ferisce profondamente resteranno delle cicatrici difficilmente trascurabili. I bianconeri oggi hanno affrontato la trasferta di San Siro come se fosse un’amichevole. Senza piglio, grinta, con un’andatura al limite del sopportabile. Per molte volte infatti i nerazzurri ci hanno “graziati” sciupando una miriade di occasioni, figlie di uno squilibrio tattico sul quale Pirlo è obbligato profondamente a lavorare.  Si sapeva da inizio anno che sarebbe stata dura per molteplici motivi, ma dinnanzi alla capacità negativa di subire così tante reti, la Juventus deve lavorare e deve cambiare marcia al più presto.

Il tempo scarseggia davvero e quasi non ce n’è per invertire la rotta se non in un girone di ritorno DA JUVENTUS. Morale della favola: si puo’ perdere a San Siro ma non in questo modo. Imprecisioni tecniche nei cross e nelle conclusioni, la mancata cattiveria nei contrasti, così come la mollezza di una squadra che tende ad auto annichilirsi non rappresentano certo un buon viatico per il futuro prossimo. In Inter – Juve i bianconeri hanno peccato in termini di equilibrio e il secondo gol interista ne è la testimonianza. Quello stesso equilibrio che ti fa stare corto tra i reparti, attento sulle palle mezze e mezze e che ti permette anche di giocare in un certo modo.

La Juve la partita l’ha persa non solo in mediana ma anche sulle corsie esterne. Il pressing sempre a vuoto e spesso inconcludente (a partire dalle due punte fino a quello dei difensori) ha poi fatto il resto. E’ mancata poi la personalità anche degli interpreti di maggior peso. Vedasi i vari Cristiano e Morata su tutti. E’ mancata la personalità di un centrocampo da andamento lento, verrebbe da dire NULLO. E’ mancato un regista che abbia saputo mettere in condizione la Juve di fare il proprio gioco, così come Ramsey che non ha attivato al meglio quelle situazioni mezze e mezze che sarebbero potute costare caro agli avversari. Ma più di tutte (ed è la nota più grave) è mancata la Juventus e il suo DNA guerriero.