Inter-Juve 1-2: Kramer contro Kramer

di Willy Signori |

Si era capito da subito che avrebbe vinto la Juventus:
Nel prepartita sky passavano immagini di Sarri e Conte, interviste di Marotta e Paratici: sembrava ferragosto a Villar Perosa, JuveA-JuveB, una festa bianconera.

Partita da categorie: categorie di squadre e di giocatori, anche all’interno delle stessa compagine: Dybala è un campione e si vede nelle partite che contano, Bernardeschi, che non sbaglia un controllo*, è un tarocco. Bravo a schermare ma nessuno si farebbe uno scudo d’oro per ripararsi dalle radiazioni.

Poi Sarri, che prepara la partita in maniera superba, decide di giocare in 11 e concede ben 600 secondi all’esperimento Dybala trequartista. Però il tecnico juventino, anzi no, quello della Juventus (va specificato perché pure quello dell’Inter è juventino fradicio e sarebbe morto stasera per potersi sedere nell’altra panchina) dà una dimostrazione pratica di cosa significhi azzeccare i cambi e non solo quello di Higuain, uno a cui quella porta là di San Siro comincia a fare lo stesso effetto delle magliette azzurre del Napoli…

È una Juve che somiglia a se stessa, che restituisce in campo il valore della rosa. Una Juve che non specula, che non si accontenta, che ha un’idea e la persegue, che gioca, che vuole giocare e vincere pure quando il pareggio in casa della capolista potrebbe andare bene e questo grazie anche ai protagonisti:

Bonucci da monumento
deLigt bravissimo nella gara di scivolate; sta crescendo tra luci e ombre, ma nei momenti di buio prendere un palo in fronte è un attimo
Pjanic migliore in campo, valorizzato, diamante incastonato in un anello prezioso, prende in mano il centrocampo e rimanda a scuola Iniesta (finché resta in campo) e Xavi vestiti di nerazzurro
Cuadrado perfetto come AS tranne per il giallo stupido che decide di prendere e Khedira ha deciso che sto addio al calcio me lo vuole far sudare
CR7 normale, che per i suoi standard significa fare cose che per gli altri sono straordinarie
Dybala, come detto sopra è un campione, dio benedica il giorno che il Manchester UTD ha rifiutato lo scambio con Lukaku, che non è scarso per carità, stasera ha anche risolto bene un paio di mischie e realizzato una meta.

Il peso di una vittoria viene dato come sempre anche dal valore dell’avversario: l’Inter in crescita, squadra tosta, non molla mai, allenata da quello che ritengo il miglior allenatore italiano, i migliori sono stati D’Ambrosio, mister “5 polmoni” Barella, Martinez e Rocchi.

La prestazione è stata così soddisfacente, così confortante, così autoritaria e di personalità di fronte ad un avversario caricato a molla, in palla e che giocava in casa che il risultato alla fine era la cosa meno importante e non solo perché è ottobre e siamo alla settima giornata ma perché abbiamo vissuto questa partita con la convinzione crescente che lo score sarebbe stato solo un logico risultato della prestazione e che se anche questo non fosse avvenuto stasera sarebbe stata solo una questione di tempo.

W la Juve. È sempre bello tifarla e vederla vincere, ma farlo così è ancora più bello.

 

*non tocca un pallone, tranne un passaggio ad Handanovic.