Inter-Juve 1-2: Focus tattico – I cambi di Sarri

di Davide Rovati |

Maurizio Sarri non ha mai allenato una rosa ampia come quella della Juventus 2019-20 e sta già dimostrando di voler attingere a piene mani a tutte le risorse disponibili in panchina per piegare l’indirizzo delle partite a suo favore. Con Inter-Juve sono già 4 le gare stagionali in cui Sarri finisce i cambi a più di un quarto d’ora dal termine, segno di una condizione atletica ancora non ottimale, ma anche di una forte volontà di incidere da parte dell’allenatore, a costo di prendersi rischi non indifferenti.

Durante Inter-Juve Sarri ha effettuato un doppio cambio al 61’, inserendo Bentancur per Khedira e Higuain per Bernardeschi e spostando Dybala nella posizione di trequartista.
La squadra aveva in mano la partita: per tutti i primi 15’ del secondo tempo, l’Inter aveva faticato a uscire dal nostro pressing, buttando via molti palloni con Handanovic, Barella e Godin fra i più imprecisi. Proprio l’uruguagio, autore fin lì di una prestazione non stellare ma aggressiva su Ronaldo, ha dovuto abbandonare il terreno di gioco nel momento più complicato per i suoi, acuendo la sensazione di impotenza della squadra di Conte.

A una Juve saldamente in controllo della partita mancava però pericolosità negli ultimi metri. Sarri ha provato a capitalizzare il dominio inserendo più qualità in attacco, pensando forse di controbilanciare l’uscita di Bernardeschi, che stava lavorando su Brozovic, con la maggior copertura garantita da Bentancur rispetto a Khedira.

Con quel cambio la partita invece è girata a favore dell’Inter a causa di un effetto domino che ha riconsegnato il centrocampo in mano ai nerazzurri, riassumibile nei seguenti punti:

  • Un Dybala molto stanco ha faticato a schermare Brozovic, che ha così potuto giocare più palloni con meno pressione;
  • Barella si è abbassato più frequentemente a dare manforte al suo regista in fase di impostazione;
  • Come conseguenza, il “terzo” Vecino è stato lasciato libero di fare ciò che sa fare meglio: cercare spazi nella trequarti, da incursore puro.

I passaggi di Brozovic e Barella, combinati, nel secondo tempo di San Siro. Ogni pallino rappresenta un passaggio. Notare i 10 passaggi tra il 50’ e il 60’ contro i ben 26 passaggi che intercorrono tra l’ingresso di Bentancur/Higuain e quello di Emre Can.

La posizione di Vecino, autore per nostra fortuna di una prestazione tecnicamente insufficiente, è stata un rebus di difficile risoluzione per il nostro centrocampo. Qui di seguito alcune situazioni in cui il centrocampista uruguagio si è fatto trovare benissimo tra le linee ed è riuscito a collegarsi con le due punte, che tenevano impegnati i centrali.

Sarri è stato rapido a capire che la sua mossa aveva messo in difficoltà la squadra e, con l’ingresso di Emre Can, è tornato a schierare un centrocampista nella posizione di vertice alto del rombo, spostandovi Bentancur – che aveva convinto poco nei dieci minuti giocati da mezz’ala destra. Rodrigo è riuscito a lavorare bene a uomo su Brozovic e anche a “pizzicarlo” alle spalle in un paio di occasioni, come quella del tiro alto su cross di Ronaldo, oltre a risultare decisivo nella splendida azione per il gol di Higuain. Anche Emre Can ha dato un contributo importante nel pressing limitando le situazioni in cui l’Inter ha potuto costruire l’azione con tranquillità.

Bentancur a uomo su Brozovic sulla costruzione bassa dell’Inter.

Bentancur a rimorchio, prendendo il tempo al suo dirimpettaio.

Gli inserimenti di Vecino hanno comunque continuato a crearci qualche difficoltà di troppo anche nel finale di partita, soprattutto quando Brozovic era lasciato libero di verticalizzare senza pressione (qui la combinazione porta a un tiro sporcato di Lautaro Martinez).

Morale della favola: Sarri è stato coraggioso a volerla vincere, ma anche umile e reattivo a tornare sui suoi passi quando ha capito che la squadra non riusciva a supportare i tre attaccanti. La panchina della Juve è una risorsa determinante per lunghezza e qualità che il tecnico toscano sembra avere tutta l’intenzione di usare fino in fondo.