L’Inter è sola in testa (e non lo dice Galliani)

di Riceviamo e Pubblichiamo |

Oltre al tradizionale conteggio dei punti, ci sono metodi alternativi di leggere la classifica della massima serie. E non mi riferisco a media inglese o diversa attribuzione dei punti per vittorie, pareggi o sconfitte, bensì ad un calcolo in funzione degli attuali equilibri, o meglio disequilibri di forza in serie A.

Il campionato sembra diviso in due gruppi. Nel primo Juventus, Napoli le due milanesi e le due romane. Nell’altro le rimanenti quattordici squadre, molto diverse tra loro, ma con una caratteristica comune: la quasi impossibilità, almeno fino ad ora, a far punti con il precitato sestetto. Quindi per le società di vertice, vincere con le altre, quelle del secondo gruppo, diventa uno standard minimo per poi giocarsela nei confronti diretti con i top team.

Da queste premesse la classifica delle sei andrebbe calcolata in questo modo: 0 punti in caso di vittoria con squadra del secondo gruppo, meno 1 o meno 3 in caso di sconfitta. Computo tradizionale in occasione degli scontri diretti tra le grandi.

Al termine della quarta giornata, ecco allora come risulterebbe la classifica:

Inter punti 3: vittoria in una scontro diretto con la Roma e nessun punto perso in giro;

Lazio punti 1: ai 3 punti del successo sul Milan vanno detratti 2 per il pareggio con la Spal;

Juve e Napoli 0: percorso netto ma nessun confronto diretto nel girone a sei;

Milan -3: per il passo falso con la Lazio;

Roma -3 (sebbene con una partita in meno che essendo con la Samp può solo portare a dei peggioramenti, visto che la vittoria “obbligatoria” vale appunto zero punti).

Restando in attesa dei Vostri commenti, spero solo mi sia dato atto che questo tipo di computo ha più senso dei curiosi quanto complicati algoritmi a cui il Geometra Galliani ci aveva abituato negli ultimi tempi. Quelli che servivano a dimostrare che a partire dalla tale giornata, o tenendo conto solo delle partite che gli interessavano, la sua squadra stava dominando il torneo sebbene si trovasse nelle posizioni di rincalzo.

 

Di Rodolfo Lollini