L’inizio di una nuova Era Juve

di Milena Trecarichi |

La vittoria al Meazza sull’inter, ma più in generale la nuova creatura che sta nascendo segna l’inizio di una nuova era: anche la Juve può esprimere un buon calcio, senza bisogno di “scimmiottare il Barcellona” come diceva qualcuno tempo fa.

Come ne “La Bella Addormentata”, anche la Juve vista nell’ultima partita ha dato la sensazione di esser stata svegliata da un sonno durato anni, da un principe, o nel nostro caso da un comandante.

Finalmente si è vista una squadra “viva”, consapevole della sua forza, una squadra che non ha speculato su un risultato ugualmente positivo (pareggio), ma ha cercato la vittoria con quella leggerezza, o spensieratezza che dir si voglia, in campo che non si vedeva da tempo.

I giocatori si divertono in campo si vede, niente più musi lunghi, gesti di frustrazione o impotenza. Lo scetticismo iniziale che aleggiava intorno al nuovo mister, ritenuto forse inadeguato, sembra ampiamente superato.

Di questo bisogna rendere merito anche al modo in cui Sarri ha approcciato il sempre più esigente e complicato “mondo Juve”. Conferenze stampa moderate, quasi low profile,senza provare ad “arruffianarsi” i suoi nuovi tifosi con frasi fatte, facendo parlare solo ed esclusivamente il campo.

Nel giro di un mese è riuscito a guadagnarsi stima e fiducia dei giocatori che non hanno bisogno di dichiarare a mezzo stampa che si “farebbero ammazzare per lui” – frasi ad effetto che si sentono altrove- ma che vanno dimostrate invece sul campo, tra allenamenti e partite.

La proposta calcistica di Sarri ha fatto “breccia” sia nella testa dei giocatori, sia nel cuore dei tifosi. Finora guardare le partite della Juve è spesso un vero inno al divertimento.

Alzi la mano a chi l’indomani viene voglia di rivedere la replica dell’intera partita, o chi non vede l’ora di vedere la prossima partita, con la curiosità di vedere quali saranno i prossimi miglioramenti, le prossime giocate.

Siamo qui a contare quanti palloni tocca Pjanic e a comoiacersi del proprio allenatore che non vuole una squadra che si abbassa dopo ma continui a giocare!

Ma la vera goduria sta nel sentir dire all’allenatore che l’obiettivo è avere il predominio territoriale in tutti i 90′, e cbe da vero direttore d’orchestra qual è, dice:  “se c’è uno spartito, le improvvisazioni jazzistiche sono importanti per i giocatori di talento”, tradotto in soldoni: dal gioco corale si possono esaltare le individualità.

Basti pensare ai due gol al Meazza, prodezze di due grandi giocatori, ma non frutto del caso. Sul primo gol di Dybala, Ronaldo fraseggia a centrocampo attirando a sé Godin e De Vrij, Pjanic prima intercetta molto alto e poi vede Dybala scattare e di prima lancia l’argentino che costringe Skriniar a spostarsi in una zona non congeniale ed infila Handanovic con un bel tiro, sorprendente da quella posizione defilata. L’apoteosi del sarriball è nell’1-2 di Higuain, nato a seguito di una ormai celebre azione manovrata da 24 tocchi!

Ora Sarri non boccia del tutto l’obiettivo di far coesistere il trio d’attacco CR7-Pipa-Joya, dopo esser riuscito a far giocare insieme, proprio nel big match in trasferta, per la gioia di tutti i tifosi, Dybala e Ronaldo.

I giocatori di qualità in campo possono sempre giocare insieme, quello che negli anni scorsi si è capito (ed osato) solo per troppi pochi mesi.

Lo spartito è cambiato e la sinfonia comincia a piacere da matti, col risveglio, dopo due anni di vittorie quasi per inerzia, della Bella Addormentata, la nostra Juve.