Inferno Metropolitano

di Sabino Palermo |

Nella notte più buia della stagione non ci sono luci a salvare gli uomini di Allegri. La gara più importante conclusa nella maniera peggiore possibile: voi mi chiederete, perché?

Non è il 2-0, risultato giusto e che inchioda la Juve nella cornice del Wanda Metropolitano, ma la disfatta bianconera è nell’atteggiamento impaurito di fronte ad una squadra feroce, bestiale è letale. Ci ha graziato Diego Costa, poi il miracolo di Szczesny su Griezmann ed infine anche il VAR stava “aiutando” i nostri Santi in Paradiso. Alla fine, però, ci hanno mandato all’Inferno i due centrali dell’Atleti: uno-due (sembravano i colpi di cannoni di un’esecuzione) e noi a terra.

Esanimi, aggrappati al ritorno “disperato” dell’Allianz, ma ora chi ci crede più a questa Juventus? Ci ha fatto respirare l’aria salubre della vetta in Italia, mai in discussione (anche senza avversari temibili), ed ora ci ha condotto alle porte dell’Ade della Champions League. Brucia da morire questa Coppa, che sfugge sempre quando ti sentì così forte da poterla stringere, ed ora vuole andarsene tra le braccia di chi sa come corteggiarla per davvero.

Sembravamo adolescenti al primo ballo scolastico, universitari durante un colloquio di lavoro o l’ultima riserva alla lotteria dei calci di rigori. Brividi, soltanto brividi, che hanno fatto tremare le nostre gambe (e i nostri cuori) di fronte alla bava alla bocca di Simeone. Ci hanno azzannato le tre Fiere del Wanda: il Cholo, insieme ai suoi scudieri Gimenez e Godin, i polmoni dell’Atletico che non muore mai.

Chi sarà il nostro Virgilio, mia dantesca Juventus? Ora che l’Inferno è realtà, affrontate le bestie che lo proteggono, come faremo a “riveder le stelle”? Nemmeno un Cristiano ci ha salvati, stretto nella morsa delle sue Champions e di una sfida troppo complessa anche per lui, e neanche le strategie dell’Ulisse Allegri. Il nostro “Cavallo di Troia”, basato sul possesso palla e i cambi di gioco, ci ha fatto crollare sotto i giavellotti madrileni.

Dobbiamo pentirci, almeno questa volta, perché è l’unico modo per tornare a toccare il Paradiso. Il Purgatorio lo sconteremo in campionato, continuando a pensare a come ci siamo persi a Madrid, fino ad ospitare l’ultima nostra speranza. Ora lasciamo che Caronte faccia navigare le nostre anime, derise dall’Italia dei “gufi”, in questa maledetta notte. Maledetta notte che dovrà pur finire…