Indovina Chi? Versione play

di Sandro Scarpa |

PREMESSA

In estate ci siamo divertiti con INDOVINA CHI – Trequarti e Terzino, usando le stats in modo grezzo, scimmiottando quella data analysis che alcuni club –Bolton, Brentford, Midtjylland- usano per pianificare l’attività. E’ un metodo radicato negli sport USA (vedi Moneyball con Pitt o Di Nuovo in Gioco con Eastwood) ma il calcio non è una sequenza di movimenti parcellizzati e le stats non sono certo una bacchetta magica. Eppure i numeri forniscono un livello ulteriore di comprensione, non a caso, basandoci sulle stats, i migliori trequarti furono James e De Bruyne (i più costosi di sempre) e i terzini Alex Sandro (beh!) e Willems (a 23 anni, 2 mondiali e 4 Eredivisie da titolare).

Procediamo quindi con INDOVINA CHI? Versione play!

Cerchiamo il miglior playmaker basso, non mero defensive midfielder, ma motore e cervello della manovra. Il ruolo oggi è “scoperto”, o meglio, copertissimo da un sublime Marchisio (carriera allungata lì) ma senza sostituti: Hernanes non ha passo, fluidità e filtro e Lemina è da scoprire. Non a caso la Juve brama Gundogan (“genio del ritmo” per Klopp) e ha sondato Banega e Moutinho.

Il metodo è semplice: individuiamo le caratteristiche del play ideale definendo le stats corrispondenti e scartando di volta in volta i peggiori del lotto, fino al Prescelto.

IDENTIKIT E STATS

Il nostro play ideale, vice o post-Marchisio, deve avere 4 macro-aree di eccellenza:

  • QUANTITA E PRECISIONE DI PASSAGGIO: numero di passaggi e % di precisione. Non si nasconde ma prende l’iniziativa, non rallenta il gioco ma lo crea e la fa girare;
  • QUALITA’ DI PASSAGGIO: verticalizzazioni, passaggi in avanti, assist e key passes, versatilità;
  • CONTROLLO E DIFESA PALLA: palle perse e dribbling per aggirare il pressing;
  • FILTRO DIFENSIVO: tackle, intercetti, spazzate, dribbling subiti e contrasti persi.

Il database comprende i principali tornei UE (Premier, Liga, Bundes, Ligue1 e Serie A) e CL di quest’anno con dati OPTA, (Whoscored, Squawka) parametrati ai 90 minuti. Buon Viaggio e vinca il migliore!

STEP 1. QUANTITA’ E PRECISIONE DI PASSAGGIO.

Iniziamo col prendere tutti quelli con almeno 50 pass a gara. Anche in piccoli club con poco possesso, se non ne fai 50 non sei il play che cerchiamo. (PS: Ho analizzato anche i dati di EL per club esclusi come l’Anderlecht, ma l’EL è poco indicativa e, ad es., Tielemans e Praet hanno 38 e 29 pass di media,comunque scartati, mentre il miglior play di EL è Elneny, preso dall’Arsenal).

Scartiamo difensori, attaccanti, esterni e centrocampisti offensivi e quelli oltre i 30 anni (addio, ancora, a Xabi Alonso e a Tiago, già dato). Fuori anche chi ha poche presenze e minuti (come i ns. Lemina ed Hernanes).

Ecco gli 84 in gara, in rigoroso ordine di club e con l’età e i passaggi in media.

Ripassateveli velocemente, scegliete il vostro favorito. Tra di loro c’è il nostro PLAY IDEALE.

PLAY DB

Ora procediamo col primo taglio, valutando la precisione ed eliminando gli ultimi per % di pass riusciti. La precisione dipende dal grado di difficoltà del passaggio e magari un Chiellini che appoggia a pochi metri ha una % superiore rispetto ad un Pirlo che cerca angoli nascosti ai più. Tuttavia il ns. play NON PUO’ andare sotto l’80% (la Juve ha una media del’86-88% complessiva). Eliminiamo quindi i più imprecisi.

PLAY PRECI

Addio quindi a Cigarini, Emre Can e a Bender. In classifica notiamo i precisissimi Kroos, Verratti ed Imbula, e qualche difficoltà degli interessanti Koke e Paredes. Marchisio alto in classifica, cosa che ci convince ancor di più del fatto che quelli dal 80% in giù vanno cassati.

Per un ulteriore sotto-step che sfoltisca il gruppone mixiamo quantità e qualità: se fai 90 pass a gara è più facile –e lecito- commettere errori rispetto a chi ne fa poco più di 50.

Procediamo quindi considerando anche la “quantità” dei passaggi “precisi” (PR).


PASS RIU

Altro bel taglio: via Nainggolan, più bravo a rompere e ad inserirsi che a costruire, e –sorpresa!- via (all’Inter…) anche Banega che non brilla né per quantità (sta giocando più avanti) né per precisione (giocare 10 metri avanti penalizza la %), via anche gioiellini come Dahoud, Torres, Veretout e Diawara: sarà per i prossimi anni!

STEP 2. QUALITA’ DI PASSAGGIO

Restano 64 centrocampisti con quantità e precisione. Ora dobbiamo capire se si tratta di pass alla “Chiellini” o di qualità: verticalizzazioni, assist e key passes (che portano ad un tiro). Cerchiamo un play che abbia anche versatilità, nel lungo e nel corto.

La Juve schiaccia i rivali in A mentre in Coppa contro chi ha più palleggio ricorre a ripartenze. I nostri 64 sanno palleggiare e gestire, ma quanti pass “in avanti” fanno? La % dei pass in avanti ci consente anche di scremare quei cc box-to-box, troppo alti, che ricevono pass in avanti piuttosto che farli. A noi serve un play basso. Calcoliamo la % sul totale pass e non la quantità, visto che fare pass in avanti in Ligue 1 al PSG è più facile che farli in Champions al Gent.

PASSAGGI AVANTI

 Ecco qui. Vidal out perché preferisce inserirsi e non impostare, come Rakitic, Ramsey e Rabiot: non sono play ma mezzali con ottime capacità di palleggio. Scartati anche Herrera ed Imbula, come Kondogbia e i due viola che giocano troppo in orizzontale e poco in verticale. Molto alti i CC di contenimento –Gonalons, Leiva, Matuidi, Xhaka, Medel- che però ora affronteranno la tagliola dei key passes e degli assist. Da notare Marchisio al 65%, altro segno del fatto che abbiamo fatto bene a tagliare gli under 60%.

Ora Key Passes. Eliminati i CC troppo alti, scartiamo ora quelli troppo bassi, “mediani” e dighe che non sanno fare l’ultimo pass, non illuminano, non creano chance con lanci e fraseggi. Consideriamo i KP e non gli assist perché se hai davanti Lewa o CR7 i tuoi KP si trasformano facilmente in assist, mentre se giochi nello Schalke sei penalizzato. Consideriamo inoltre la % di KP sul totale dei pass. Perché se tocchi 120 palloni dietro Ibra magari hai molti KP ma non è detto che tu sappia davvero verticalizzare.

KP

Eccoci qua. Eliminati quelli sotto l’1%, meno di 1 passaggio chiave ogni 100 (ecchecà!). Fuori i mastini Mikel, Gonalons, Medel e Matic, come gli interessanti Dioussé, Xhaka e Weigl. Il gioiellino del Borussia, come Gundogan -salvo per il rotto della cuffia- è penalizzato da un BVB in cui le punte sono servite da interni e trequarti. Idem per Busquets, fenomeno nel ruolo che ha davanti chi si occupa di creare chance. Si difende Marchisio, non tra i migliori, segno che si sta occupando più di difendere che di creare. Volano i top Modric, Alcantara e Fabregas. Soprendono Fernando e Cataldi. Ma negli step seguenti capiremo se hanno altre carenze da play bassi.

L’ultimo mini-step qualitativo è la versatilità. Il ns. play deve essere bravo sia nei short passes, che nei long. E’ un ulteriore analisi della precisione, che fa capire se hai piedi buoni con pass di 2 mt o lanci di 40.

Analizziamo il numero di long (LP) e short (SP) e la % di precisione. Scartiamo chi non lancia mai (meno di 2 lanci a gara) chi ne azzecca meno del 50%, chi ha meno di 50 short a gara o meno dell’85% di precisione.

LP E SP

E’ un bel taglio, perché la versatilità in un play è tutto. Pessimi nei lanci lunghi Paredes, Darder e Koke (il mio favorito..grrr), l’uomo di Simeone è al top tra i KP ma è molto poco preciso sul lungo e sul corto. Via l’ottimo Matuidi che incredibilmente non lancia MAI nonostante i fenomeni davanti. Negli short scartati anche Leiva e Quintero: non andare oltre l’85% nei corti è inaccettabile. Fuori anche Moutinho -bella sorpresa!- e Geis che fa molti lancioni ma pochi short. Da notare che Marchisio è il play col numero più alto di Long Passes riusciti (merito di Mandzu ma non solo) Molto alta, decisamente sopra la tagliola del 85% la % sugli short, con Marchisio migliore tra i superstiti, con Kroos e Verratti (94%). Insomma il principino è al top della versatilità dietro Kroos.

STEP 3: CONTROLLO E DIFESA PALLA

Sono rimasti in 22. Hanno quantità e precisione, qualità, verticalità e versatilità. Saper trattare il pallone però non basta in quel ruolo. Davanti alla difesa la sfera non va mai persa ed è fondamentale uscire dal pressing. Consideriamo quindi le palle perse sul totale giocate e poi il numero e la % di dribbling riusciti.

PALLE PERSE

Ecco le palle perse. Scartiamo chi perde, cioè si fa rubare palla in possesso, almeno il 2% delle palle toccate (che non è poco, per un play significano 1/1,5 palla persa a gara). Si ferma il giovane Fred (occhio!), i meno conosciuti Gueye e Kums e, sorpresa, gli esperti Biglia e Diarra oltre a Kramer nei radar di Napoli e Juve. Notevole Jorginho e il solito Kroos. Verratti se ne fa rubare tante ma ne gioca una marea, quindi resiste.

 

Abbiamo eliminato chi perde palla, ora cassiamo al contrario chi rischia poco, non dribbla, e se ci prova non riesce a scartare i rivali.

DRB

Ecco gli eliminati. Cesc dribbla malissimo, Cataldi non ci prova quasi mai e comunque ne perde una su due.  Si fermano 2 uomini su 3 di Premier –Carroll e Surman- e, gran peccato, anche Jorginho, solo 0,3 dribbling a gara, meno di uno tentato ogni 3 gare. Può andar bene in una squadra che viaggia come quella di Sarri con pressing e scudo davanti e ricevitori in verticale, ma in generale la capacità di dribblare sia per evitare il pressing avversario sia per avanzare è una qualità irrinunciabile per il nostro play ideale. Ci provano e spesso Gundo, Thiago e Modric, e vanno quasi sempre via Silva, Verratti e Kroos.

STEP 4: FILTRO DIFENSIVO

Ultimo scoglio prima del gran finale, le capacità difensive.

Prima dell’ultima scremata, soffermiamoci sui top 10 superstiti.

topten

Abbiamo preso migliaia di calciatori, tenuto i centrocampisti ed applicato una dozzina di dati, fredde statistiche, rigide equazioni, stupide cifre.

Prima di iniziare il giochino, scegliendo con i nostri occhi, la nostra esperienza e passione, tutti noi avremmo pronunciato mezza dozzina tra questi, tirati fuori ora solo da filtri statistici: Thiago, Gundogan, Kroos, Modric, Fernandinho. Fa piacere trovare qui Marchisio e sorprendono gli outsider: Fernando della Samp, Lucas Silva il brasiliano del Real in prestito al Marsiglia e Ruben Neves. Si arriva a questo punto non per caso e su questi 3 punterei ad occhi chiusi: avere questi numeri, in squadre come Samp o Marsiglia è davvero difficile.  Stride che il Real ne abbia 3 e contro di noi, senza Modric, abbia schierato Ramos a centrocampo.

Altra notazione: molto meglio Marchisio di Banega, Diarra o Moutinho. O un top, o Claudio lì va alla grandissima.

Proseguiamo. Il nostro play ideale unisce quantità, precisione, qualità, verticalità, versatilità, difesa palla e dribbling. Ma se vuoi fare il play alla Juve devi occuparti anche della fase difensiva (ma anche al Real o al Barca), a meno che tu non sia Pirlo, il miglior play di epoca recente, che si limitava a schermare i passaggi.

Valutiamo quindi tutte le stats difensive: tackle provati e riusciti, intercetti, spazzate, falli subiti.

Prima i contrasti, totali e % di quelli vinti.

TACKLE

Eccoci. Ci salutano proprio Ruben Neves e Fernando che non vincono nemmeno 1 contrasto su 4 (sotto il 25%). La Juve dovrebbe comunque seguire il doriano, unico low cost dei 10 e monitorare Neves. Valutando l’attitudine al contrasto eliminiamo anche Modric. NOOOOO! Come? Forse il miglior play ad oggi, solo perché contrasta poco, nel Real? Ecco, so che l’eliminazione sarà contestata, ma cerchiamo il play ideale per la Juve, non per il Real. A Madrid puoi fare il play fighetto, senza sporcarti gli scarpini, perché al 20’ sei già 4-0, alla Juve invece giochi 38 gare contro gente con coltello e baionetta. Inoltre anche in top club, come PSG (o lo stesso Real o Bayern), Thiago, Kroos e Verratti si azzuffano molto di più

Dopo il filtro, valutiamo l’apporto difensivo: intercetti, spazzate e blocchi, sottraendo gli errori difensivi. Il totale –lo chiameremo D-Factor– va parametrato a quello di squadra. Sarebbe ingiusto eliminare chi difende poco in un PSG o Bayern dominanti a favore di chi difende tanto al Marsiglia. Consideriamo quindi la % dell’apporto difensivo rispetto al totale di squadra. Per capirci: l’insieme dei dati difensivi è il D-Factor, individuale e di club. Scartiamo chi magari contrasta bene, ma partecipa davvero poco alla fase difensiva vera e propria.

difesa play

Ecco qui. Ce lo aspettavamo. Marchisio non solo è il migliore per numeri difensivi, ma anche per maggiore incidenza nella fase difensiva di squadra. Claudio entra nel 10% degli intercetti, blocchi e spazzate. Fuori  Lucas Silva e l’ottimo Toni Kroos (altro mio favorito…). Questi ultimi due, pur in squadre che hanno numeri assoluti di D-Factor simili a quelli Juve, contribuiscono solo al 5% degli eventi, lasciando tutto sulle spalle dei difensori.

Signori. Ci siamo. Ecco i primi 5: Thiago Alcantara, Marco Verratti, Fernandinho, Ilkay Gundogan, Claudio Marchisio. Scommetto che con i due del Real il vostro favorito all’inizio era tra questi.

Procediamo con l’ultimo taglio prima della finale:

STEP 5: LIVELLO EUROPEO

Un top play(er) non riduce il livello delle sue prestazioni tra Campionato e Coppe Europee (si, superstiti giocano tutti la Champions, tranne Gundogan). Se la competizione aumenta è chiaro che i numeri assoluti possono calare, o la prestazione dell’intera squadra può incidere sulla propria e viceversa. Analizziamo quindi le 3 macroaree più importanti (Palleggio, Attacco, Difesa) come variano tra campionato e coppa sempre in % sul totale di squadra. Per Gundogan aggiungiamo un malus dovuto alla maggiore facilità di EL.

livello ue

Eccoci qua. Cade il nostro Marchisio. La sua differenza di performance tra A e Champions è notevolissima, e anche in proporzione con lo scadimento delle prestazioni della Juve (parliamo di numeri, non di score) Marchisio è anche meno influente in Champions di quanto non lo sia in A. Idem per Fernandinho, le cui prestazioni si dimezzano. Stabile Verratti e sale il rendimento di Gundogan tra Bundes ed EL, ma resta stabile la sua incidenza. Straordinario Thiago Alcantara che sale di prestazioni all’aumentare del livello. Anche con un malus per Gundogan, tagliamo Fernandinho e Marchisio, che per l’appunto, va benissimo in A ma deve ancora affermare la sua leadership in Champions, pur con una finale alle spalle.

Ecco i finalisti. Thiago Alcantara, Ilkay Gundogan e Marco Verratti. Il futuro imminente da sfidare, il futuro prossimo da acquistare a giugno e il passato sfumato. Considerando anche che Alcantara e Verratti sono tra i gioielli più irrinunciabili di società stra-ricche, allora, diciamolo in coro, chi è il nostro play ideale? Rispotta esatta! Lo dicono anche i numeri: ILKAY GUNDOGAN, il genio del ritmo.

fine play