Indovina chi – L’attaccante ideale per la Juve

di Alex Campanelli |

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Il toto-attaccante impazza da settimane, la rosa dei papabili invece di sfoltirsi aumenta a dismisura, così qui su Juventibus abbiamo riesumato un giochino che ai tempi aveva riscosso un discreto successo: “Indovina Chi?”, ideato e realizzato originariamente da Sandro Scarpa.

Il funzionamento è semplice: si parte da un numero ampio di possibili candidati, che via via diminuisce all’applicazione di filtri statistici (e non solo), fino ad arrivare a una ristretta cerchia di eletti e al vincitore finale. Ecco i nostri 50 in lizza per la maglia numero 9 della Juventus:

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Come potete vedere c’è un po’ di tutto: giovani di belle speranze, vecchie glorie, giocatori in cerca di rilancio o semisconosciuti alla ricerca di una chance in una grande squadra, così come sono stati considerati centravanti veri ma anche seconde punte, attaccanti di manovra e finti numeri 9 impiegati con continuità in attacco, come Havertz. Abbiamo considerato solamente i giocatori dei 5 principali campionati europei, fatta eccezione per Malen del PSV, accostato alla Juve negli ultimi giorni, mentre non sono stati considerati profili palesemente fuori mercato del calibro di Lewandowski, Messi, Mbappè, Neymar e Griezmann.

Pronti? Scegliete il vostro preferito e scopriamo insieme se arriverà fino alla fine.

Ad ogni scrematura, ci siamo riservati il diritto di “salvare” uno degli eliminati, secondo criteri che verranno spiegati di volta in volta.

STEP 1 – Esperienza europea

La Juventus non può fare altre scommesse e affidarsi a giocatori senza un minimo di pedigree europeo: come primo filtro, abbiamo eliminato tutti i giocatori incapaci di sommare almeno 10 presenze e 10 gol nelle competizioni europee, fatta eccezione per gli Under 23, per i quali sarebbe stato sin troppo penalizzante e ci avrebbe privato di talenti dal sicuro avvenire.

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Ci salutano subito attaccanti dal profilo un po’ troppo “provinciale” come i nostrani Simeone, Caputo e Lasagna e altri fenomeni più o meno locali come Aspas e Zaha. Dal mucchio salviamo Zapata, non più di primissimo pelo ma in crescita costante, sicuramente più meritevole di tutti gli altri eliminati.

STEP 2 – Partecipazione al gioco

Il nuovo centravanti della Juve, prima ancora che essere un goleador, dev’essere un ottimo giocatore di calcio, capace di dialogare con compagni di reparto del calibro di Dybala e Cristiano, e di essere rifinitore oltre che stoccatore. Attraverso i dati di Whoscored, abbiamo eliminato tutti quelli che non raggiungono il 75% di passaggi riusciti a gara, chiudendo un occhio su chi compensa la quantità con la qualità servendo almeno 0,8 key pass ad ogni partita; se sbagli più di un quarto degli appoggi che effettui, non puoi giocare nella Juventus di Pirlo.

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Tra i giocatori “troppo grezzi” ci sono a sorpresa Morata (penalizzato dal contesto dell’Atletico, ma la percentuale è davvero troppo bassa) e Giroud, ma tra tutti decidiamo di salvare Haaland, sui quali difetti possiamo chiudere un occhio di fronte alla montagna di pregi che porta con sé. Pollice verso per i romantici che speravano in SuperMario, e non fate caso a Immobile lassù in alto, è un bug del nostro cervellone elettronico, un po’ come i suoi 36 gol.

Step 3 – Produzione offensiva

Understat.com ci corre in aiuto con Expected Goals ed Expected Assist, che misurano la produzione offensiva di un calciatore generata da una conclusione da lui scoccata (xG) o da quella effettuata da un compagno da lui smarcato a rete (xA), a seconda della possibilità che tali tiri si trasformino in gol. La soglia di sbarramento è di 0,65 xG+xA a partita, appena sotto i due terzi che significherebbero 2 xG-xA prodotti ogni 3 partite.

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Spaventa il primo posto indiscusso di Cavani, efficacissimo nelle poche occasioni in cui è sceso in campo (dati relativi alla sola Ligue 1), ancora salvi outsider come Kean e Kramaric, la classe media se la cava ma qualche scivolone illustre arriva comunque: rispetto ai vari Depay, Aubameyang e Lacazette scegliamo di salvare Harry Kane, fin troppo penalizzato da una stagione grigia per lui e per il Tottenham, ma sul cui valore non c’è ombra di dubbio.

Step 4 – Massima efficienza

In una squadra con Cristiano Ronaldo lì davanti a monopolizzare le conclusioni, difficilmente la punta della Juve avrà a disposizione molti tiri per andare in gol. Fin troppo generosi, abbiamo tagliato solamente chi non raggiunge il tasso di conversione del 20% (calcolato grazie agli algoritmi di Squawka.com), ovvero non trasforma in gol almeno uno ogni 5 tiri effettuati, un requisito davvero minimo.

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Ripresici dal disumano rendimento di Haaland, a stupire sono i meno incensati ma estremamente efficienti Ben Yedder e Kramaric, tengono botta anche i giovanissimi Havertz, Malen e Thuram e a sorpresa ci salutano Cavani, il quale ha bisogno di essere coinvolto molto per segnare, e Benzema, di pochissimo sotto la soglia voluta da questo gioco spietato. Decidiamo però di non salvare né loro né il pupillo di Mendes Raul Jimenez, bensì Edin Dzeko, che a una limitata affidabilità sotto porta coniuga una cascata di benefici altrettanto importanti, e appare decisamente più raggiungibile di Benzema.

Step 5 – Gioco aereo

I candidati rimasti sono tutti validi in assoluto, ma a noi serve il giocatore giusto per la Juve, e la Juve potrebbe aver bisogno in qualche occasione di affidarsi a un totem capace di vincere i duelli aerei e proteggere palla, e che possa rappresentare una minaccia sulle palle alte in modo che la difesa avversaria non si concentri sul solo Cristiano. Non serve per forza uno specialista o un corazziere, ecco perché la soglia si attesta sul 33%, almeno 1 duello aereo su 3 vinto. Da qui in avanti non si fanno più sconti, quindi stop con i ripescaggi.

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A stupire è la posizione dei ragazzi della Bundes Thuram e Havertz, con Kramaric che li saluta per un soffio, insieme a Immobile (finalmente) e ai piccoli Aguero e Ben Yedder. Interessante come il metro e 82 di Suarez basti per portarlo a pochissimo dal capofila Dzeko, segno che è l’attitudine prima della statura a far la differenza in questo fondamentale.

Step 6 – Money matters

Qui usciamo dal campo per concentrarci sul mercato: gli 11 calciatori rimasti in corsa sembrerebbero tutti investimenti interessanti, ma alcuni costano più di altri, a volte molto di più, e la Juve non può sganciare cifre astronomiche senza liberarsi di uno di Dybala e Cristiano, prospettiva che però aprirebbe tutto un altro tipo di scenario. Esagerando un po’ col portafoglio di Paratici, abbiamo eliminato tutti quelli che, secondo i valori di mercato del CIES (preferito a Transfermarkt in quanto il suo algoritmo tiene conto anche degli anni di contratto residui), richiederebbero un esborso superiore ai 50 milioni di euro.

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4 dei 5 nomi in rosso sembravano effettivamente complicati sin dall’inizio: Lukaku verrebbe difficilmente venduto a una diretta concorrente, Havertz è promesso sposo del Chelsea, Kane costa da sempre uno sproposito mentre Haaland è appena arrivato a Dortmund e non sembra che Raiola voglia muoverlo di lì.

Prima dell’ultima fase, concentriamoci sui 6 sopravvissuti:

Edin Dzeko – L’usato sicuro, forse sicurissimo, non è un rapace d’area e ha già raggiunto le 34 primavere, ma è uno dei migliori centravanti di manovra dell’intero listone dei 50 e sarebbe il “lampione” perfetto per coprire e assistere le scorribande del 7 e del 10.

Duvan Zapata – Strapotere fisico, freddezza in area e un’abitudine sempre maggiore a giocare la palla, pescarlo a 29 anni e farne una punta da Juve sarebbe un capolavoro, ma permane la sensazione che possa essere uno dei tanti giocatori dal rendimento “gonfiato” dal calcio di Gasperini.

Arkadiusz Milik – Un piccolo Dzeko, meno bravo nel gioco aereo e col piede debole, ma anche con 8 primavere in meno e un potenziale ancora in parte inespresso, intrigante nonostante l’incognita relativa alla propensione agli infortuni.

Luis Suarez – Il pistolero in rotta col Barça fa gola a molti club europei, le primavere sulle spalle sono ormai 33 ma il suo rendimento è pressoché intatto, è piuttosto da verificare la sua voglia di restare nel grande calcio.

Marcus Thuram – Il grande outsider, l’uomo che non ti aspetti. Agli juventini non può che far gola in quanto figlio di Lilian, ma il fatto che sia giunto fin qui significa che è già un calciatore vero, capace oltretutto di giostrare sia da punta che da esterno alto.

Donyell Malen– E se fosse un altro protetto di Raiola l’uomo giusto per la Juve? L’attaccante del PSV è esploso quest’anno, stupendo per freddezza e velocità di corsa e d’esecuzione, resta da verificare sul lungo periodo, ma ha le stimmate del centravanti vero.

Ognuno dei 6 ha i suoi punti deboli, che siano tecnici, anagrafici o ambientali, ma ogni nuovo acquisto ha insita in sé una percentuale di rischio; interessante inoltre come da una lista di 50 nomi decisamente eterogenea siano emersi 5 profili su 6 (escluso il solo Thuram) che nelle ultime settimane la Juventus pare effettivamente aver sondato, stando ai media di ogni genere. Segno che, forse, c’è davvero qualcuno che studia e pianifica gli acquisti da fare in casa Juve.

Sarebbe bello chiuderla qui e lasciarvi scegliere il vostro preferito, ma ogni gioco ha bisogno di un vincitore, quindi andiamo con l’ultimo atto.

Step finale – Valore assoluto

Non esiste, per fortuna, un indice che riveli se “il giocatore A è più forte del giocatore B”, così per stilare una classifica finale abbiamo deciso di utilizzare le valutazioni complessive indicate da Whoscored e Sofascore, prendendo in considerazione anche la stagione 18/19 per dare un senso più ampio e meno “istantaneo” alla graduatoria. Eccovi il verdetto:

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I numeri, spesso, confermano le nostre sensazioni: Luis Suarez è ancora uno dei migliori attaccanti d’Europa ed è il profilo ideale per la Juventus di Andrea Pirlo. Dietro di lui, due “ripescati”, Dzeko e Zapata, prodotti di una Serie A che sa ancora sfornare attaccanti di caratura elevata, due che non hanno il pedigree europeo dell’uruguagio ma che per motivi diversi potrebbero fare al caso della Juve.

Chiudiamo con un applauso a Malen e Thuram, a 21 e 23 anni già capaci di rivaleggiare col gotha del calcio europeo e, a differenza di Dzeko e Zapata, mai finiti sotto la soglia di sbarramento (come peraltro Milik, rivelatosi profilo più che idoneo); è solo un gioco, certo, ma se nel giro di un paio d’anni la classifica di cui sopra venisse rovesciata, non stupitevi più di tanto.