In “media” stat Juventus

di Nevio Capella |

Verso Frosinone-Juventus con una rassegna che ci mostra come arrivano alla partita media e addetti ai lavori

Quante volte ci siamo soffermati ad osservare la corposa quantità di materiale repertato tra giornali, TV e social che ha come argomento principale la Juventus? Parlo ovviamente della nostra squadra vista non con gli occhi del tifoso ma di chi, da ormai diversi anni, ne deve “sopportare” le vittorie e a tratti la dittatura, senza essersi ancora abituato ad affrontare questa situazione con animo sereno. In questo modo si è costituito involontariamente un piccolo esercito di personaggi che, con una costanza a volte preoccupante, riescono a fare “outing” di vario genere rendendoci partecipi dei loro pensieri spesso paradossali, a volte quasi isterici, ma nella maggior parte dei casi estremamente rappresentativi di uno stato d’animo di insofferenza generale.

 

 

 

 

In genere però siamo abituati a raccogliere le dichiarazioni più svariate nelle ore e nei giorni che seguono le nostre partite, mentre nel contempo non sarebbe da sottovalutare la qualità della “produzione” antecedente al match-day: da questo punto di vista se ci impegnassimo a trasformare la raccolta di materiale in una sorta di “Award”, questo potrebbe essere, chessò, un “premio Mihajlovic” tanto per ricordare un avanguardista di spicco dei proclami pre partita, o una “Haters League” in cui far gareggiare i soliti noti in un campionato che a fine stagione assegni lo scudetto della perseveranza compulsiva, ennesimo titolo alternativo ai nostri vinti sul campo.
Proviamo allora a vedere come arriviamo a Frosinone-Juventus, dopo che gli ultimi due impegni ufficiali ci hanno regalato, con gli episodi che hanno coinvolto Douglas Costa e Cristiano Ronaldo, un paio di situazioni con cui giornali e tv, se possibile, avrebbero riempito almeno un mese di programmazione.

 

 

 

 

Innanzitutto era logico aspettarsi una vigilia carica da parte dei ciociari in virtù della partenza a dir poco complicata che li vede ancora senza reti segnate e dell’abitudine al risveglio dei bellicosi sensi delle squadre che si accingono ad affrontarci;  tra l’altro, la presenza di un “vecchio cuore granata” come Moreno Longo in panchina e di Molinaro (solitamente pieno di belle parole per la sua ex squadra) in campo, sembravano essere garanzia di proclami, invece mentre chiudo il pezzo l’unico urlo di guerra lo ha lanciato Marco Capuano annunciando che lui e i suoi compagni “lotteranno come forsennati su ogni pallone”. Parole che sicuramente non saranno condivise da un Sebastiano Vernazza che sembra tornato in grande spolvero e ai fasti di un tempo, probabilmente ritemprato dalla vittoria europea della sua squadra del cuore che gli fa auspicare, sulla prima della Gazzetta di ieri, un’acquisizione definitiva di identità da parte dei nerazzurri che però non possono “sperare in un passo falso della Juventus, impegnata contro una squadra imbarazzante

 

 

Vernazza che già all’indomani di Inter-Tottenham aveva condiviso con i suoi lettori l’incontenibile adrenalina sottolineando che non conta vincere ma è molto più importante farlo nel modo unico in cui riesce la sua “beneamata”, una squadra che “sa stare al mondo

 

 

 

Ma a proposito della prima giornata di Champions League, come è stata vissuta la vittoria bianconera in inferiorità numerica al Mestalla?

Mario Sconcerti, ad esempio, pur non avendo ancora guarito la ferita del suo vecchio cuore viola per lo scippo della scorsa estate, ammette dagli studi Rai che “Bernardeschi, pur non essendo fenomenale ha acquisito una mentalità europea” consigliandogli di andare a giocare in Inghilterra o in Spagna per “migliorare ulteriormente e fare anche più gol”.
Sempre in Rai, avevano iniziato la settimana con un giustizialismo dagli strani echi dittatoriali lanciando un sondaggio che forse più che una domanda conteneva un auspicio

 

 

 

Abbiamo poi l’ineffabile Maurizio Pistocchi che, probabilmente ancora in estasi per l’espulsione di Ronaldo, si distrae nei festeggiamenti a tal punto da non rendersi conto che se il nostro motto è “fino alla fine” non è un caso e la partita, anche se in 10 e senza il nostro migliore giocatore, l’abbiamo vinta lo stesso

 

 

 

Altro solito noto in stato confusionale è “lo juventino” Crosetti che retwitta e condivide una fake news secondo la quale Agnelli avrebbe aggredito negli spogliatoi l’arbitro tedesco Brych commentando così

 

 

 

allegando un maccheronico fotomontaggio di una pagina Gazzetta originariamente risalente al famoso Real Madrid-Juventus dello scorso anno.
Eccitato dallo scoop clamoroso fatto a caldo dal collega, si affretta a retwittare anche l’istrionico Stefano Tamburini, il profeta della “disinformatja”,  creando così un fenomeno nuovo: il retweet fake della notizia fake.

Più sottile invece il multidirettore Zazzaroni che tra i vari giornali a sua disposizione, sceglie il Corriere dello Sport per titolare utilizzando una delle più abusate prese in giro fatte ai tifosi della Juventus, mascherandola però come una severa presa di posizione nei confronti della Uefa e del torto subito dalla Juve, il tutto mentre il prototipo standard del webete condivide e ridacchia.

 

 

Diretto e sincero invece Salvatore Esposito, il celebre Genny Savastano di Gomorra, che su Instagram coglie l’occasione per celebrare due pensieri fissi dei tifosi napoletani, San Gennaro e, ovviamente, la Juventus:

 

 

Non abbiamo però solo contributi relativi alla partita di Champions perchè c’è comunque chi vive una nuova stagione ancora (per ora) a tinte bianconere con non poche difficoltà a mantenere un atteggiamento super partes, come una certificazione con spunta blu, oggettivamente misteriosa in questo caso specifico, richiederebbe

 

 

Ma siccome so che siamo tutti abitudinari, già vi immagino essere arrivati fin qui e domandarvi con sorpresa se davvero non manchi qualcuno di veramente importante in questa rassegna: come dicevano i latini “dulcis in fundo”, quindi godetevi questa epica tripletta con particolare attenzione alla prima perla che contiene in una sola frase due errori grossolani, specie per chi si spaccia per addetto ai lavori: