In Italia il regno, in Premier la democrazia

di Jacopo Azzolini |

Viviamo in un calcio in cui i campionati sono ormai diventati proprietà privata di pochissimi club, quando non di uno soltanto. L’unica “anomalia” è presente in Inghilterra, che in queste stagioni ha visto un’elevata alternanza di vincitori.

tabella

Come si può vedere, negli ultimi cinque anni hanno vinto il titolo ben quattro squadre diverse – e se il Liverpool nel 2014 non avesse perso al fotofinish un campionato che pareva già vinto, ci sarebbero addirittura stati cinque campioni diversi in cinque stagioni -;merito anche di anni di lavoro nel corso dei quali si è strutturato un prodotto che fa dell’elevata competitività interna la propria forza grazie anche a una distribuzione dei diritti televisivi che segue e incoraggia questa logica, visto che la ripartizione inglese è la più equilibrata d’Europa.
Basta solo questo aspetto per capire come mai la Premier sia il campionato più venduto: perché rispetto agli altri campionati ha un numero più elevato di squadre in grado di lottare per il titolo (senza ovviamente dimenticare gli stadi di proprietà e tutti gli altri fattori che rendono il calcio inglese un prodotto attrattivo): Arsenal, Manchester United, Manchester City, Chelsea e Liverpool sono tutte società che hanno le risorse per puntare alla vittoria finale. La differenza deriva dalla bravura della dirigenza in sede di mercato e quella dell’allenatore nel guidare la squadra: il Manchester United, nonostante il fatturato di 520 milioni di euro, è reduce da tre annate sportivamente deludenti, mentre l’Arsenal non riesce a vincere la Premier addirittura dal 2004.
Se è vero, e lo è, che chi ha più soldi ha maggiori probabilità di una vittoria finale (e l’almanacco testimonia questo), sono le abilità degli uomini chiamati a compiere delle scelte a guidare il destino.Il campionato inglese, nonostante sia tradizionalmente riservato a un novero ristretto di club, offre maggiori risorse alle medio-piccole inglesi, decisamente superiori rispetto a quelle italiane e/o spagnole, aumentando la qualità media delle squadre richiamando un maggior numero di giocatori appetibili.
La Premier facendo sistema ha aumentato la competitività delle proprie formazioni: ed è la stessa strada che stanno seguendo in Germania e dall’anno prossimo in Spagna. Avere un fatturato superiore alle altre – che, è bene ricordare, non casca dal cielo ma è frutto di lavoro e piani industriali – non è condizione automatica per ottenere risultati sportivi: la Juventus è dove è perché nel 2011 ha iniziato con persone competenti un nuovo percorso, che ha portato ai risultati che tutti conosciamo, mentre Milan e Inter hanno compiuto scelte errate perdendo quel vantaggio economico che avevano accumulato. La nostra Serie A è diventata un impero per meriti di una società e perché le milanesi hanno abbandonato il loro ruolo storico: il nostro campionato migliorerà e sarà globalmente più competitivo quando sarà in grado di ragionare da azienda.