DAI LETTORI – In Fede, Miralem Pjanic

di Juventibus |

di Mariano Pio Gorgoglione

“In fede, Miralem Pjanic”: è intriso di burocratese il punto di svolta che anticipa lo scioglimento della vicenda, in attesa delle ufficialità che seguiranno. A Roma volano gli stracci e non ne esce bene nessuno. A Torino contenti e allegri e, soprattutto, contento è Allegri. Come il fotografo che aspetta la luce giusta per realizzare lo scatto perfetto e alla fine l’ottiene, così lo immagino, il sorriso gaudente di chi vede finalmente palesarsi il personaggio chiave, il tassello mancante della trama ideata sin dal principio della storia in bianconero.Se calma, tecnica e qualità sono i 3 comandamenti base del credo calcistico allegriano, questo matrimonio s’ha proprio da fare!

Mentalità e continuità: gli ultimi gradini prima di raggiungere il gotha dei centrocampisti e la consacrazione definitiva. Il posto è quello giusto, non c’è dubbio. E pazienza, Mire, se vecchi amici non ti parleranno più.
Pazienza se il telecronista tifoso, che Giotto ti chiamava, ora ti augura l’Emerson-bis “con annessi e connessi” (Guido, risolleverai ancora tu la nazione?). Pazienza se per bomber Pruzzo di colpo non sei più decisivo.
Questo calcio è così, brucia tutto troppo facilmente e sembra avere sempre più bisogno di contorno che non di sostanza.

Ormai è corsa al retroscena, chat segrete, “L’hanno venduto!”, “Si è venduto!”, Ha fatto tutti lui!, becere minacce e auguri d’ogni male sulle pagine social, lettere private che segrete non restano perché c’è da provare a placare la rivolta in corso del tifo avvelenato: l’esaltazione di un’esasperazione che non avrebbe ragione di esistere mai. Lasciateci godere della magia di questo gioco, l’attesa del primo gol su punizione dal limite o del primo assist al bacio, il pallone solo da spingere in rete e su impressa quella firma: “In fede, Miralem Pjanic”.