In difesa di Miralem Pjanic

di Milena Trecarichi |

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Miralem Pjanic si conferma anche quest’anno l’uomo più chiacchierato del calciomercato Juventino. Nonostante la continuità di rendimento non sia proprio il suo forte, il bosniaco non smette di avere estimatori in giro per l’Europa. La Juve dovrebbe cederlo? Se si, a che prezzo?

Prima di dare una risposta a queste domande sarebbe opportuno fare delle riflessioni. Prima dell’infortunio rimediato con la sua Bosnia, Pjanic sembrava uno dei tanti calciatori rivitalizzati dalla cura Sarri, fornendo prestazioni deluxe, con verticalizzazioni, giocate di prima, passaggi ad un tocco, conditi da gol e assist. Non a caso i primi mesi di un Pjanic onnipotente, corrispondono alle migliori partite disputate dalla Juve. Poi, complice qualche acciacco, e un evidente calo fisico dovuto agli straordinari in campo, dato che Sarri a Miralem non ha rinunciato praticamente mai (un motivo ci sarà), ecco che il bosniaco è tornato nuovamente sulla terra, fornendo prestazioni abuliche, anonime, talvolta dando l’impressione di essere sceso in campo svogliatamente.

Il talento di Pjanic, come dimostrato nei primi mesi di campionato, rimane indiscutibile, ma a certi livelli potrebbe non bastare. Il regista bosniaco ha dimostrato di saper fare quanto richiesto da Sarri, ma come detto in precedenza, la mancanza di continuità dimostrata in questi anni, stavolta potrebbe essergli fatale in sede di calciomercato. Ad onor del vero, bisogna ammettere che non sarebbe semplice per nessun playmaker del mondo, giocare con a fianco delle mezzali che cambiano o ruotano sempre, dotate di poca qualità. Per capirci, Pirlo aveva di fianco Vidal, Pogba o Marchisio, a fargli da schermo. Pjanic non ha mai giocato costantemente con le stesse due mezzali di fianco. Prima con Khedira e Matuidi, poi con Bentancur e Rabiot, per finire con Ramsey e Matuidi. Quindi la continua rotazione delle mezzali e la loro poca qualità di certo non sono un aiuto per il bosniaco. Motivo per cui se Pjanic, fosse affiancato da mezzali più tecniche, che lo aiutino in fase di impostazione (quello che doveva fare proprio Rabiot, ma l’esperimento sembra ormai fallito) o da mezzali in grado di abbinare fisicità e tecnica (Pogba o Milinkovic Savic), con in più la presenza già in rosa di Bentancur, probabilmente il suo rendimento ne gioverebbe.

Trovare playmaker completi e soprattutto “in vendita” nel panorama europeo, appare veramente difficile. Inoltre come già preannunciato svariate volte da Paratici, quest’anno si assisterà ad un calciomercato diverso, più fantasioso, creativo e caratterizzato da scambi, in stile NBA, tra i cartellini dei calciatori. Pjanic, come già detto, è uno dei centrocampisti più richiesti in Europa. In particolar modo, sembra essere entrato nei radar di Psg (un interesse datato, ma mai assopito) in ottica di uno scambio con Icardi, del City di Pep, suo grande estimatore da sempre, del Chelsea (si parla di uno scambio col pupillo di Sarri, Jorginho) e nelle ultime ore alla lista pare essersi iscritto anche il Barcellona (si ipotizza uno scambio con Arthur). I nomi proposti per un eventuale scambio con Pjanic non convincono pienamente (diverso sarebbe il caso in cui il Man Utd accetterebbe il regista bosniaco come eventuale contropartita tecnica per Pogba), offerte solo cash che non deprezzino il valore del calciatore e che permettano un’ottima plusvalenza, sembrano difficili da ipotizzare al momento. Tutti aspetti che rendono Pjanic non incedibile certo, ma che danno l’impressione di come la Juve non sia ben disposta, giustamente, a privarsene a cuor leggero.


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