Sarri e le impressioni d’ottobre

di Marco Ruggiero |

Se Parma e Napoli potevano essere considerate come l’anteprima del campionato, le ultime partite dalla Fiorentina all’Inter costituiscono il primo vero blocco della stagione. Quali impressioni abbiamo oggi? Che considerazioni si possono fare?

Primo aspetto: il modo in cui abbiamo rimediato agli infortuni. In trasferta a Firenze perdiamo subito Douglas Costa. Male Berna nel 433, meglio Cuadrado.
A Brescia, Sarri decide di cambiare impostazione, non più 433 ma 4312. Dopo 20’ si fa male anche Danilo e Cuadrado viene arretrato come terzino, con risultati ottimi. Questa doppia emergenza (mancanza di esterni alti e di terzini) paradossalmente si rivela una fortuna. Anche grazie al nuovo assetto migliorano fraseggio e tenuta difensiva.

Secondo: i tre titolari di centrocampo. Escludendo per un attimo il trequartista, abbiamo visto che i giocatori più utilizzati sono stati Khedira, Pjanic e Matuidi, praticamente il centrocampo di Allegri. Non c’è tanto da meravigliarsi, però. Sarri, infatti, da anni imposta il suo centrocampo con un regista in mezzo, un mediano molto dinamico e una mezzala di inserimento. Le caratteristiche sono quelle. Se regge Khedira possiamo stare tranquilli, dovessimo perderlo per i suoi soliti problemi muscolari, le alternative sono due: Bentancur ed Emre Can. Non mi sento di escludere totalmente l’idea di Ramsey mezzala destra, anche se vista la qualità con cui ci delizia nel ruolo di trequartista spostarlo da lì è quasi un delitto.

Terzo aspetto: crescita delle prestazioni dei singoli. Migliorata nettamente l’intesa tra Bonucci e de Ligt ad esempio. Coppia ben assortita con ultime partite giocate a livelli molto alti.
Poi non si può non parlare di Pjanic. Dubbi dissolti, crescita impressionante. Forse in questo momento il giocatore più decisivo. Al di là della quantità di palloni giocati, sorprende soprattutto qualità e velocità dei tocchi. Potenziato!
Se parliamo di miglioramenti, va nominato obbligatoriamente Gonzalo Higuain. Partita da incorniciare contro il Leverkusen e gol vittoria a San Siro da subentrato. Non andare più in nazionale e lavorare costantemente con Sarri gli fa sicuramente bene. Rigenerato!

Quarto aspetto: i giocatori da rivedere. Tra questi sicuramente c’è Demiral, in difficoltà nella sua unica uscita (nessun allarme); Bentancur che da riserva di Pjanic ora pare prima alternativa a Khedira; poi Rabiot il più indietro di tutti e, infine, Bernardeschi. Federico contro l’Inter ha fatto una buona prova in fase di non possesso. Capiremo meglio più avanti la sua utilità.
Giocatori da vedere, finora mai visti, Rugani e De Sciglio. Quest’ultimo apparso solo a Parma e sostituito subito contro il Napoli. Riguardo a Rugani, ci si augura possa ritrovare certezze e minutaggio al più presto.

Conclusioni. Se ad agosto a una settimana dal campionato avevamo sensazioni incoraggianti e fiducia doverosa in Sarri oggi siamo di fronte ad alcune certezze di base, sensazioni che diventano convinzioni:
– migliorata fase difensiva, nonostante gli infortuni;
– migliorato nettamente gioco e qualità del palleggio, come auspicato;
– cresciuta intesa tra molti giocatori. Detto di Bonucci e de Ligt, anche i vari attaccanti ben si combinano nel gioco delle coppie. L’intesa tra Dybala e Ronaldo potrebbe oltrepassare confini finora solo vagheggisti.

Promosso nei primi due mesi Maurizio Sarri, che ha eliminato alcune perplessità nei suoi confronti: turn-over, integralismo tattico, adattamento ai giocatori a disposizione. Tutto superato.

Ultima domanda: con Douglas Costa cosa succederà?
Pazienza e a giorni si parte col nuovo blocco e secondo miniciclo intenso, dal Bologna al Milan, passando per Lecce, derby e Mosca.