Gli imprescindibili della Juve di Sarri

di Francesco Cionfoli |

Ci sono giocatori e giocatori: come in ogni ambito, così nel bel gioco del calcio esiste la categorizzazione e nell’azione del secondo gol bianconero di Juve-Parma i fantastici quattro che ne hanno ordito la trama, si sono iscritti ufficialmente (caso mai ce ne fosse ancora il bisogno) alla categoria degli imprescindibili. Chiariamo subito che uno dei quattro, quello che ha segnato 11 gol nelle ultime 7 partite di campionato, più che imprescindibile è unico: il ragionamento è facile, lui più altri dieci.
Tuttavia, tra i dieci da scegliere volta per volta, alcuni si stanno dimostrando delle costanti troppo fondamentali per poter solamente pensare di rinunciarci; le 3 costanti di questa nuova Juve, della Juve di Sarri, ovvero Bonucci-Pjanic-Dybala, ovvero giocatori molto tecnici, di quelli che sanno far cantare la palla e far godere allenatore e tifosi, che ormai oltre alla vittoria esigono una certa estetica al netto delle cicliche critiche sui singoli.
La tecnica non è di certo la sola componente che un certo giocatore deve avere; a chi milita nella Juventus  si richieda tenacia, concentrazione, personalità e mentalità, roba che difficilmente acquisisci da un giorno all’altro, roba insomma che devi avere per indole, sia pur essa espressa dagli albori o nel mentre.
Bonucci, che ha intercettato la palla dandola a Pjanic correndo subito in area avversaria per un eventuale tap-in, ha un po’ tutto delle prerogative descritte sopra. Anzi, non sarebbe azzardato asserire che proprio quella “roba” lo ha reso un grande giocatore, unico per certi aspetti nel panorama europeo. La defezione di Chiellini, oltre ad assegnargli temporaneamente la fascia, lo ha reso ancor più carismatico e punto di riferimento assoluto nello spogliatoio bianconero. Sarri non può, almeno per ora, rinunciarci: è infatti il primo per minuti totali giocati fino ad ora (2325), primo in campionato e terzo in Champions League.
Pjanic, che ha fatto il suo con quella verticalizzazione per Dybala, pur vivendo di alti e bassi peccando a volte di concentrazione e personalità, pur non toccando 150 palloni ogni partita, pur essendo marcato a uomo e seguito ovunque sempre, è troppo importante per l’idea di gioco di Sarri, abituato da sempre ad avere un regista di qualità davanti ai due centrali di difesa; ora che ne ha uno con più estro dei precedenti non ci vuole affatto rinunciare e i numeri lo dimostrano: secondo per minuti totali giocati (2125), primo in Champions e secondo in campionato.
Dybala, che ha fornito l’assist vincente (il settimo stagionale), è diventato pedina insostituibile che, insieme al quarto imprescindibile (l’unico), si diverte a non dare punti di riferimento toccando la palla come un mago che fa numeri anche nelle situazioni più estreme (ho ancora in mente l’uscita palla al piede saltando tutti dalla nostra area). Sembra inoltre cresciuto a livello mentale e tutti aspettiamo si consacri finalmente nei momenti in cui il pallone scotterà un po’ di più; non è tra i primissimi per minuti giocati per l’alternanza continua con Higuain e le panchine di inizio stagione: ora il vento è decisamente cambiato.
L’unico, che unico nel cosmo in area avversaria anche ieri si è dimostrato, è chiaramente il perno attorno a cui gira il sistema, colui che non gioca quando sa di dover rifiatare e che mai può esser sostituito, perchè “ti crea un problema e ne risolve cento“; terzo per minuti totali giocati (2114) e secondo, bel paradosso, nei minuti giocati in Champions, a solo sei minuti da Pjanic.
3 + 1, uno per ogni reparto più l’altro, a formare uno scheletro di squadra riconoscibile quando bisogna tenere la palla e costruire la vittoria, una come quella col Parma, una tra le tante e magari poi, alla fine, una speciale…