L’importanza di vincere il girone

di Jacopo Azzolini |

Se l’incredibile arrivo di Cristiano Ronaldo lascia intendere piuttosto chiaramente quali siano le ambizioni europee della dirigenza, la grandezza e lo status della Juventus passa anche dalle “piccole” cose: ossia, vincere senza patemi il girone. Può sembrare un qualcosa di scontato ma in realtà non lo è visto che, nonostante le finali raggiunte, il leitmotiv di queste stagioni è stato caratterizzato dal disputare fasi a gironi piuttosto mediocri, all’interno delle quali ci si è spesso complicata la vita contro avversari abbordabili o comunque di fascia sensibilmente inferiore.

Il sorteggio è andato nel complesso abbastanza bene, evitando le due squadre che a mio avviso erano di categoria superiore: Liverpool e Tottenham. Manchester United e Valencia non saranno una passeggiata di salute, ma si tratta di un livello di difficoltà tutto sommato nella norma all’interno di un girone di Champions: rappresentano. Lo Young Boys, inoltre, era una delle avversarie più agevoli della quarta fascia. Tutti avversari che, nella media, esprimono i valori della fascia di appartenenza

Più che altro, se parliamo degli inglesi, è difficile oggi prevedere quale sarà nei prossimi mesi la loro evoluzione: i Red Devils si trovano forse nel momento più buio e incerto dal post Ferguson, con una situazione interna scoppiettante. Se il pessimo rendimento della squadra era evidente da più di un anno e mezzo, i recenti terribili risultati hanno aperto gli occhi anche ai meno critici e gettato più di una incognita sul futuro prossimo dello United, con Mourinho che in questo momento appare non in controllo della situazione.

Praticano un calcio assai anacronistico (che di fatto rifiuta buona parte delle evoluzioni del football contemporaneo, ) che difficilmente la Juve può soffrire. Inoltre, pure se effettuano lunghissime fasi di non possesso – la stampa inglese li critica a più non posso – non si può certo dire che difendano bene, con continue amnesie sia di reparto che del singolo. Basta vedere il crollo contro il Tottenham di lunedì scorso. Insomma, lo stato di salute attuale è terrificante e oggi è un avversario abbordabilissimo, ma la rosa possiede comunque giocatori di livello: tutto dipenderà da come si evolverà la situazione nel medio periodo, anche perché la panchina di Mourinho non sembra così salda.

La posizione di Marcelino è invece ben più solida: dopo aver fatto benissimo a Villareal, si è spostato di pochi chilometri e ha guidato il Valencia a una qualificazione in Champions che ha riscattato anni di grande crisi e sofferenza per la quarta società di Spagna. Come successo nel corso della sua esperienza precedente, il tecnico asturiano ha instaurato un 442 piuttosto ortodosso e compatto difensivamente, costruendo una squadra con la prerogativa di arrivare in porta velocemente privilegiando soprattutto le corsie esterne e le continue combinazioni tra terzino e ala. La rosa è stata rinforzata soprattutto in attacco, con gli acquisti di Gameiro e Bathsuayi: Marcelino ne dovrà scegliere uno da affiancare al titolarissimo Rodrigo, il quale si muove molto sia verticalmente che orizzontalmente per coprire linee centrali un po’ svuotate.

La Juventus si deve preparare a un avversario senza un attacco posizionale troppo sofisticato e imprevedibile (quando gli spazi mancano sovraccaricano l’area di cross), ma ben messa in campo, attenta difensivamente e difficile da superare. Contro il Valencia è assai rilevante il fattore campo: si tratta di una squadra che in casa è molto più intensa e pericolosa, non a caso le grandi di Spagna (Madrid, Barca e Atlet) faticano sempre quando vanno a giocare al Mestalla, indipendentemente dalla classifica.

Insomma, oltre a essere un girone ampiamente alla portata della Juve, rappresenta forse l’ideale per una squadra che vuole arrivare fino in fondo: si affrontano fin dal principio avversari tanto prestigiosi quanto allenanti, i quali possono essere un’ottima vetrina (sia di immagine che di “diagnosi tecnica”) per iniziare al meglio l’avventura europea.

Poi certo, se a Manchester avvenisse – come si sta vocifernado – la clamorosa sostituzione di Conte con Mourinho, qualche preoccupazione in più ci sarebbe. Ciò non toglie che, forse più che mai, per la Juventus sarebbe importante disputare un bel girone. Se le due finali di CL non sono bastate, magari CR7 sarà un fattore in più.