L’impatto commerciale e sportivo di Cristiano Ronaldo alla Juventus

È stato definito l’affare calcistico del secolo. Già solo questo, in un mondo che macina ogni anno decine di miliardi di euro, dovrebbe fornire la misura adeguata di tale operazione. CR7 alla Juve non è un semplice acquisto di calciomercato (“non è neanche lo stesso campo da gioco, c@##o”) è una joint venture, un accordo commerciale tra imprese di prima fascia al fine di raggiungere uno scopo ben determinato.

Proprio per la preponderanza dell’aspetto economico su quello sportivo, la prima parte di questo articolo verterà sui risvolti commerciali dell’operazione.

In primo luogo liberiamoci di alcune sovrastrutture mediatiche, attrezzate in fretta e furia, atte a speculare su una “bomba di mercato” calata improvvisamente tra capo e collo del peggior comparto giornalistico italiano, quello sportivo. L’ineguatezza e la mancanza d’esperienza a confrontarsi con simili affari ha fatto sì che il “nostro” venisse trattato alla stregua di un Meggiorini al Chievo (non me ne vogliano).

Questa è una operazione inedita (non se ne vedevano di simili dal 2006, toh) per i nostri confini. Il contratto sarà, probabilmente, tra i più lunghi mai scritti in questo ambito.

CR7 lo portano la proprietà ed Exor, non certamente Marotta in prima persona, le cui prerogative non rientrano nei parametri di un simile piano finanziario. Senza il loro intervento, la ricontrattazione delle sponsorizzazioni e/o il pagamento di una parte dello stipendio, l’operazione sarebbe stata impossibile.

Economicamente è un investimento imponente, Exor sta assumendo un importante rischio di impresa per garantirsi come testimonial delle proprie consociate, il volto sportivo più conosciuto al mondo. Eppure, i più preoccupati sembrano i tifosi, non gli Agnelli-Elkan e i loro “135 miliardi di fatturato annuo” né i mercati finanziari (anzi).

L’obiettivo – evidente – è l‘incremento dei ricavi ricorrenti del settore commerciale (sponsor & merchandising) volto ad allineare il fatturato della Juve, attualmente il decimo in Europa, a quello degli altri top club. Proprio per questi motivi i risultati sportivi tendono quasi ad essere un aspetto secondario rispetto a quelli economici, essendo non ricorrenti.

In un calcio europeo sempre più elitario e lontano dalle logiche campanilistiche di provincia, il prossimo lustro sarà fondamentale nella definizione dei rapporti di forza tra club e associazioni calcistiche (nazionali e UEFA). Andrea Agnelli, presidente ECA oltre che della Juve, ha già tracciato senza nascondersi un percorso preciso, e pare intenzionato a percorrerlo dritto come un treno.

 

*INTERVALLO*
“CR7 alla Juve attirerà altri campioni in Italia”
Certo, come fatto da PSG e Bayern in Francia e Germania…
CR7 alla Juve attirerà altri campioni alla Juve. ‘spiace...

Dopo aver trattato il lato economico della faccenda una domanda sorge spontanea: checcefrèga di Exor, di Agnelli e della loro scalata al gotha del calcio mondiale? Parliamo di calcio!

Qui sotto verranno presentate le statistiche salienti delle ultime stagioni di campionato e CL di CR7. L’analisi dell’andamento di tali valori nel corso degli anni ci fornirà un quadro sintetico delle sue prestazioni sportive e di cosa aspettarci dal suo arrivo alla Juventus.

Cristiano Ronaldo nasce ala, nel corso degli anni sposta il suo raggio di azione sempre più in prossimità della porta avversaria. Oggi, a 33 anni, può considerarsi la punta più prolifica della storia con 573 gol, 400 in campionato e 121 in CL (record assoluto).

Analizzando i dati complessivi delle ultime 3 stagioni potrebbe apparire a primo acchitto un graduale calo delle prestazioni.

 

Facciamo però attenzione a questi numeri:

2015/16 – 1 Gol o Assist ogni 70′
2016/17 – 1 Gol o Assist ogni 82′
2017/18 – 1 Gol o Assist ogni 74′

Diminuendo il numero di presenze, l’influenza diretta o indiretta sui gol rimane pressoché identica.

 

Qui possiamo meglio apprezzare la linearità di CR7 nel trovare la via del gol.

Sottolineando:

– la costanza in CL
– la bravura nel gioco aereo
– la predilezione per il gioco manovrato
– l’abitudine ad avere palloni in area

 

Per quanto riguarda la precisione, si registra un leggero aumento del numero di tiri a partita nel corso degli anni. È più preciso in CL (a parte nel 2016/17) rispetto alla Liga. Possiamo evincere che:

Tiri Totali x 90′ – 6.4 (Liga) 6.3 (CL)
Tiri in Porta x 90′ – 2.7 (Liga) 2.5 (CL)
Gol x 90′ – 1.1 (Liga) 1 (CL)

Si ottiene un rapporto Gol/Tiri in Porta di 0.4, costante in Liga e CL. Questo si traduce nella spaventosa media di 1 gol ogni 2 tiri in porta.

 

Rapportando la produzione offensiva del Real a quella di Ronaldo negli ultimi 3 anni otteniamo il suo contributo offensivo alla squadra. Emergono alcuni dati interessanti. (*)

CR7 è responsabile di circa il 30% dei tiri totali della squadra, realizzando un terzo dei gol in Liga e oltre la metà del totale in CL. I numeri delle chance create parlano da soli e ci torneremo più avanti.

*c’è un errore del sito sul numero di presenze della stagione CL 2015/16 (19 invece di 13) ma le statistiche sembrano esatte.

 

Confrontando Real e Juve (ultime due stagioni di campionato) si evidenziano 70 xG contro una media di 45 xG, anche se il rapporto xG/tiri (ultimo valore) è simile. Il Real è in grado di produrre una mole notevole di gioco offensivo, la Juventus dovrà avere più coraggio il prossimo anno, creare un numero maggiore di occasioni e sfruttare a fondo il proprio potenziale offensivo, a scapito, magari, di una minore imperforabilità. Come visto in precedenza, infatti, CR7 è un mostro di finalizzazione ma le chances vengono create col supporto della squadra.

Le statistiche (da macchina) degli ultimi 3 anni di CR7. Il Real, con lui in campo, partiva sull’ 1 a 0.

Incrociando i dati, approssimativamente, CR7 segna il 75% dei gol di destro da dentro l’area. Aggiungendo a ciò la corrispondenza tra xG e Gol segnati (leggerissimo underperforming), indifferentemente dal tipo di competizione (anzi, ha saltato la maggior parte delle sfide minori, quindi il valore dei gol si alza), azzardo l’ipotesi che la sua forza sia identificabile nel fare i gol che deve fare. Sebbene abbia saputo estrarre, in carriera, diversi conigli dal cilindro (tipo una rovesciata ai quarti di CL) è la sua costanza nel trovare la porta ad essere pressoché unica.

 

Punizioni dirette e rigori.

È nitido nella memoria il capolavoro ai Mondiali 2018 e la sua posa iconica prima di calciare è un vero marchio di fabbrica. Le statistiche, però, dicono che su 89 tentativi ha segnato solo 4 volte. I suoi nuovi compagni, Pjanic e Dybala, hanno uno score decisamente migliore.

Discorso diverso per i rigori, realizza il 75% di quelli che tira e la percentuale di conversione aumenta proporzionalmente all’importanza della competizione, indice della sua invidiabile forza mentale.

Conclusione

Cristiano Ronaldo è il miglior finalizzatore dei nostri tempi, una macchina da gol. La questione dell’età è secondaria di fronte ai numeri sopra esposti e all’arcinota cura maniacale che ha per il proprio fisico.

Ha imparato a dosarsi in campionato per poter dare il meglio là dove conta, là dove tifosi, dirigenza e proprietà vogliono che dia il massimo. Centrale, da quanto si evince dalle statistiche, sarà il contesto nel quale verrà inserito. CR7 ha bisogno del supporto di una grande squadra e di un volume di gioco degno della propria voglia di primeggiare. Sarà compito della Juve (e di Allegri) trasformarsi in quella grande squadra.

Ronaldo, con la sua cultura del lavoro e la sua mentalità vincente, forgiata da dozzine di finali, potrà, sicuramente, mostrare ai nuovi compagni La Via. Percorrerla fino in fondo sarà solo una loro scelta.

di Ryuk delle Mele