Immaginate Cristiano campione operaio?

Cari ottavi di Champions League, ci siamo. La Juve è qualificata anche quest’anno fra le 16 migliori squadre e a febbraio saremo lì; saranno serate sicuramente complicate, speriamo anche felici. Ci sarà da soffrire, ma siamo pronti.

Che partita è stata con il Valencia? Come potremmo sintetizzarla? Nella chat fra noi tifosi, la mia arguta osservazione tecnico-tattica è stata “Ostici questi qui”: in 8 o 9 nella propria tre quarti, buona tecnica, provano a ripartire sempre. A momenti, al minuto 45, ci infilzano di testa (Tek, ti abbiamo amato più di Tex).

Cosa serve in questi casi? Come la risolvi questa partita? Con i singoli, e noi ne abbiamo uno che sia chiama CR7. Lo abbiamo preso apposta per questo (a parte coloro che sono convinti sia un bluff…lasciamoglielo pensare).

Non lo abbiamo visto brillare, in questo match: stranamente impreciso, qualche errore, lui che non ne commette quasi mai; ma la risolve lui, perché il gol decisivo è 99% suo e il resto del croato col 17, che la deve solo spingere dentro (e ha il merito di farsi trovare, come quasi sempre peraltro).

CR7 fa una cosa che, dopo molti replay, ancora non si riesce a capire: accarezza il pallone nascondendo gamba e palla al difensore; guadagna un metro in meno di due, e poi quei 30 centrimetri per metterla in area piccola; il tutto in un lampo; aveva già fatto una cosa simile contro il Napoli, mandando per le terre Hysaj.

Il Ronaldo della Juve appare sempre più questo: uno che non ha alcuna remora a mettersi a servizio dei compagni, a sacrificarsi, a “limitarsi” all’assistenza; e all’ultimo secondo è lì, nel cerchio di centrocampo, a dare indicazioni alla difesa. Si è accorto di questo anche Marcelino, uno che lo conosce bene: “L’ho visto più partecipativo”.

Dopo il gol Cristiano si dirige verso la bandierina: gli verrebbe quasi di fare la sua esultanza classica, ma si trattiene: si gira ed accoglie il beneficiato goleador con un abbraccio, sembra il Cristo che c’è a Lisbona; Marione lo guarda come si guarda uno che ti ha fatto un grande favore e tu non lo sai se te lo meritavi.

Diventerà “operaio”, il CR7 di stanza a Torino? Può essere. E sarà meno campione, per questo? Non lo crediamo. Il campione non stempera di un grammo la propria classe se si mette a disposizione del collettivo; e se sarà un’altra, nuova, dimensione di questa immensa carriera, noi saremo felicissimi di averla vista in bianconero.