Il senso di Agnelli, Verratti & co.

di Giacomo Scutiero |

Dall’intervista fotografica de “Il senso della vita” di Paolo Bonolis a quella di Juventibus: cinque immagini, cinque estemporanee ispirazioni; guardare e commentare, senza pensarci su. Scutiero proietta le diapositive; Momblano libera le sensazioni.


 


M:Agnelli ha lavorato all’obiettivo. Ha studiato. Ha stabilito le giuste amicizie ed acquisito la meritata stima. Erano altri tempi…Ricordo di aver letto un’intervista ad Umberto Agnelli su Il Campione del 1962; declinata sull’Europa invece che sull’Italia potrebbe essere oggi il manifesto di Andrea per questa personale missione, fatta soprattutto di visioni. Poi, chissà, magari si riveleranno strategicamente vincenti. Oggi è presto per dire, ma papà sarebbe fiero. Anzi, alla sua età avrebbe probabilmente fatto la stessa mossa.
S: Il CONI è orgoglioso, la FIGC…Lasciamo perdere.

 

 

 


Ci è voluto tempo, il Real gli ha dato tempo e lui si è preso il suo tempo. L’Isco di oggi è quanto sì era intravisto a Malaga, proiettato poi nel mondo di una big assoluta. Da oggi, da giugno, da domani, avrà pane per i suoi denti: perché, forse, talento senza discussioni, non ha la cattiveria dell’immarcabile a meno che non riesca a diventare davvero un uomo a tutto campo (non sembrerebbe averne le caratteristiche, ma Spagna-Italia è il suo nuovo biglietto da visita). Alla Juve non l’avrei visto nei tempi in cui se ne parlava, certo comunque più per un Allegri che per un Conte.
30 milioni spesi discretamente…

 

 

 


Nulla di nuovo, se non a destra una catena che dopo due anni dovrebbe andare a occhi chiusi, consapevole dei suoi limiti e delle sue possibilità. Poi, chiaro, messi in campo così il pallino che deve diventare un pallone è per forza quello sopra il nome di Pjanic.
È l’ora del pallino-pallone, eh.

 

 

 


L’avrei tenuto. Metti il link dove spiego i perché, non fare il furbo Giacomo…
Signorsì.

 

 

 


Le due partite che ridimensionano Verratti sarebbero da riguardare. Vale per lui e per chi lo critica: una al Camp Nou e una al Bernabeu. Ricordo Pirlo uscire con le ossa rotte anche in campo secondari, eppure vedevi cosa poteva essere. C’è sempre un prezzo da pagare per diventare grandissimi.
Mi sta passando la voglia…E sai come/quanto l’ho patrocinato!