Il ruolo di Danilo nel calcio fluido di Andrea Pirlo

di Roberto Nizzotti |

Nel calcio moderno, soprattutto grazie ad allenatori come Pep Guardiola, c’è un ruolo che ha subito un’importante trasformazione ed è quello del terzino, sempre più lontano dall’essere quel giocatore che crea solo solchi sulle fasce, diventando invece letteralmente più centrale nello sviluppo del gioco.

Nella Juventus stiamo vedendo come Pirlo stia utilizzando Danilo proprio in questa nuova accezione di terzino, ponendolo come terzo a sinistra, o destra, di una difesa a 3 e facendolo giocare spesso in posizione centrale, pronto poi ad allargarsi quando la difesa diventa a quattro nella fase di non possesso.

Heatmap di Danilo in queste prime giornate della Serie A 2020/21 (sofascore)

 

Il brasiliano ex Manchester City non ha abbandonato la fascia (suo il cross per il goal di Cristiano Ronaldo vs la Roma), ma sempre più spesso lo possiamo vedere agire all’interno del campo, nel vivo del gioco.

A supporto di questo ci sono le statistiche che vedono Danilo con una media di 110 tocchi a gara nella Serie A 20/21 a fronte dei 65 della scorsa stagione, segno del maggior coinvolgimento del numero 13 bianconero nello sviluppo della manovra.

Questo scivolamento centrale di Danilo è un movimento importante nel tipo di calcio che Andrea Pirlo vuole veder giocare dalla Juve, un movimento che in fase di costruzione dal basso consente di creare superiorità numerica nella zona nevralgica del gioco, volta a superare la pressione avversaria.

Oltre ad essere un’opzione di scarico in più per difensori centrali e per i mediani, che nel caso della Juventus potrebbero essere Bonucci e Arthur, avere il terzino più centrale consente all’ala di abbassarsi per poter dare un’opzione di sviluppo esterno alla giocata. Per fare un esempio possiamo immaginare Cuadrado che scende, riceve la palla e, per superare la pressione del terzino o esterno avversario, effettua un triangolo con Danilo che fa da sponda liberando il colombiano in campo aperto.

Il portare il terzino in posizione più centrale consente all’allenatore di poter armare una squadra con caratteristiche più offensive senza però perdere in equilibrio, questo perché viene liberato spazio sulla corsia consentendo alle ali che hanno meno compiti difensivi, di giocare gli 1 vs 1.

Un esempio in tal senso lo abbiamo avuto ieri sera con un Federico Chiesa che, liberato da compiti difensivi (faceva il 4^ di centrocampo e non il terzino), ha potuto concentrare i suoi sforzi nella trequarti offensiva giocando con più lucidità e freschezza fisica negli ultimi metri (dribbling decisivo nella giocata del vantaggio di Morata).

heatmap di Danilo vs la Dynamo Kyiv (sofascore)

 

 

Heatmap di Chiesa vs la Dynamo Kyiv (sofascore)


Inoltre un vantaggio in termini offensivi la squadra lo guadagna grazie alle mezze ali che, a loro volta, possono scivolare per dialogare con gli esterni sapendo che la loro posizione è coperta dal terzino.

La presenza in mezzo al campo di Danilo mostra la sua importanza anche nelle situazioni di transizione negativa quando, lasciato come ultimo uomo soprattutto nelle situazioni di palla inattiva, grazie alle sue qualità fisiche da terzino, unite ad una buona capacità di lettura delle situazioni di gioco, può disinnescare la transizione avversaria reagendo in tempi brevi sia per andare in anticipo, se la giocata avversaria si sviluppa centralmente, sia per scivolare e andare in marcatura preventiva se il contrattacco si sviluppa per vie esterne.

A livello europeo abbiamo importanti esempi di questa evoluzione del terzini come il  Dani Alves di Barcelona, oppure Kimmich e Alaba del Bayern Monaco, tutti e tre sotto la guida di Pep Guardiola, allenatore al quale Andea Pirlo si ispira.

Questi ultimi sono l’eccellenza per quanto riguarda la moderna interpretazione del ruolo di terzino, giocatori che non solo possono spingere e aiutare ad eludere il pressing dando opzioni di scarico, ma che sanno gestire i tempi di gioco della squadra impostando con grande qualità la giocata, diventando veri e propri registi.

Heatmap di Alaba nella Bundesliga 19/20 (sofascore)

 

Heatmap di Kimmich nella Bundesliga 19/20 (fonte Sofascore)

 

Danilo non è a questi livelli ma può interpretare senza problemi questo compito avendo dimostrato versatilità tattica e mentale, componenti che alla Juve possiamo ritrovare anche in un elemento diventato chiave come Juan Cuadrado.

Il colombiano, soprattutto nella scorsa stagione, ha evidenziato le sua qualità in fase di costruzione ricoprendo il ruolo di terzino moderno in una difesa a 4, contribuendo allo sviluppo della giocata pur restando piuttosto defilato rispetto a all’interpretazione chiesta a Danilo.

Heatmap di Cuadrado nella stagione 2019/2020 (sofascore)

 

Proprio la posizione centrale del brasiliano consente al numero 16 della Juve di poter agire più liberamente sulla corsia e nella metà campo avversaria sviluppando la sua qualità nell’1 vs 1 e nel dialogo stretto con la mezz’ala di riferimento o il trequartista, movimento spiegato in precedenza.

Il calcio che ha in mente Andrea Pirlo per la sua Juve è un calcio moderno, fluido, senza ruoli fissi e statici, un calcio posizionale,  di movimento e di letture che consenta di sviluppare una manovra fluida senza snaturare le caratteristiche dei giocatori, e il lavoro che stiamo vedendo con Danilo è, a mio avviso, una conferma di tutto ciò.