Il Ronaldo centravanti secondo Sarri

di Davide Rovati |

Ronaldo centravanti, Ronaldo terminale offensivo della squadra di Sarri. I giornali hanno confermato l’indiscrezione anticipata qualche giorno fa da Juventibus, che ci fornisce il primo indizio importante su come il tecnico toscano stia cominciando a immaginare la sua Juve.

Già nella conferenza di presentazione, Sarri aveva parlato del numero di gol di Ronaldo quasi come fosse uno degli indicatori della bontà del suo lavoro, facendo un paragone esplicito con il record di gol stabilito da Higuain nella stagione 2015-16.

Ronaldo e Higuain però sono due attaccanti talmente diversi che potrebbero persino giocare insieme, non fosse che la carriera dell’argentino ha preso una china discendente che sembra impossibile da invertire.

Non è lesa maestà, ad esempio, notare come Higuain abbia un repertorio più ampio da “centravanti di manovra” rispetto a Ronaldo, per pulizia di esecuzione delle sponde e visione periferica.

Difficile quindi immaginarsi Ronaldo unica punta centrale in un 433 analogo a quello visto a Napoli, dove l’attaccante centrale era un regista offensivo a tutti gli effetti. Se sarà questa la disposizione scelta da Sarri per la sua Juve, i compiti dei giocatori che completeranno il tridente offensivo dovranno essere diversi e la rifinitura più distribuita sugli esterni.

Il modo di interpretare il ruolo di centravanti da parte di Ronaldo cambierà di partita in partita, di azione in azione, a seconda delle situazioni di campo e delle irrinunciabili prerogative di CR7. Nel suo repertorio ci sono tutti i movimenti giusti per fare da terminale offensivo in una squadra molto verticale e possiamo aspettarci che Sarri trovi finalmente il modo di premiarne gli incessanti scatti in profondità, un patrimonio tecnico dilapidato dall’ultima Juve.

Sappiamo anche, però, che nelle situazioni di gioco in cui il possesso è consolidato e la difesa avversaria schierata, Ronaldo non ama giocare centrale, anzi ha una tendenza naturale a svariare sull’out di sinistra per provare poi ad accentrarsi con combinazioni e dribbling, alla ricerca di un tiro dalla zolla preferita.

Sarà molto interessante capire come Sarri intenderà bilanciare questo tipo di protagonismo del suo centravanti designato. Potrebbe essere la mezzala destra di un 433 ad attaccare l’area con costanza – non è difficile quindi immaginare in quel ruolo giocatori fisici come Can oppure incursori dai tempi perfetti come Ramsey.

Sarri potrebbe però anche scegliere di giocare con un’altra punta vicino a Ronaldo, deputata a muoversi in maniera incessante e sempre complementare alla posizione del fuoriclasse portoghese, in modo da tenere occupate le difese avversarie anche quando Ronaldo vorrà svariare al largo. In questo caso, l’identikit che mi viene in mente è più simile alle caratteristiche di Kean che a quelle di Dybala.

Insomma, per quanto il portoghese sia senz’altro un finalizzatore eccezionale negli ultimi 16 metri, il suo modo di stare in campo non si è ancora “asciugato” così tanto da poterlo ipotizzare soltanto come animale d’area di rigore.

Più che fluttuare in area e sbucare al momento giusto, alla Trezeguet, Ronaldo ama arrivare dinamicamente in area, dopo aver identificato la falla da attaccare nella struttura difensiva avversaria. Un po’ come nel gol dell’Amsterdam Arena con la nostra maglia, o come nel primo gol di Cardiff con la maglia dei nostri avversari.

Per questo la vera sfida per Sarri non riguarderà tanto la posizione in campo di Ronaldo, che comunque giocherà secondo quelle che sono le sue caratteristiche e le abitudini consolidate in anni di carriera da vincente seriale. La vera sfida, nonché la chiave verso il record di gol in Serie A, riguarda la rifinitura, l’innesco, il modo per accompagnare verso la porta il terminale offensivo più prolifico della storia della Champions League.


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