Il ritorno di Edwin mani di forbice

di Claudio Pellecchia |

Nei giorni in cui si fa un gran palare di Buffon, del record, di Zoff, del discusso (e discutibile) Sebastiano Rossi, è passato quasi sotto silenzio il ritorno di Ewin Van der Sar. A 45 anni, e a 5 dal ritiro, il lungagnone olandese ha deciso di rimettersi i guanti per dare una mano al  VV Noordwijk, squadra dilettantistica che lo aveva lanciato nel grande calcio. E, come nella migliore tradizione favolistica, prima partita e subito rigore parato:

https://www.youtube.com/watch?v=6C9pS0Cj3-U

Devo confessare che, in fondo, mi ha fatto piacere. Sarà l’età, sarà il tempo che lenisce ogni ferita, ma il non doverlo (o volerlo) più ricordare per quella paperaccia su Salas che, a conti fatti, ci costò uno scudetto (ben più di quella che favorì il 2-2 di Montella nella partita dell’ “editto Nakata”) mi fa stare meglio. Anche perché, prima di dirgliene di tutti i colori in quel 2001 un pò così, nel tristemente ribattezzato “Edwin mani di forbice” io ci credevo. E parecchio, al netto dei millantati problemi alla vista che, all’apparenza, sembravano spiegare l’involuzione dell’ex Ajax.

Il resto, come si suol dire, è storia. Noi ci si è consolati con Gigi, lui con la terza Champions League nella storia del Manchester United. Con Sir Alex che gli deve ben più di un semplice grazie. Sempre per un altro rigore parato. Solo, un filino più importante di quello dell’altro ieri:

E oggi come allora la domanda che mi tormenta è sempre la stessa: “Edwin ma svegliarsi un pochino prima, no?”