Il Processo e la Metamorfosi – La giornata kafkiana della signora J

di Mike Fusco |

Peccato che non ci sia più Sarri.
Peccato soprattutto perché avremmo avuto quella scusa già pronta che tanti proseliti ha fatto di “Aver perso lo scudetto in albergo”.

Contro la stessa squadra, la Fiorentina, con lo stesso risultato e con le stesse modalità (in 10 dopo pochi minuti) che videro il Napoli soccombere all’epoca.

Addirittura potremmo lamentarci, far partite un hashtag di protesta #conBorjaValeroespulso come fecero 3 anni fa a reti unificate, organizzare un simposio in un’università sabauda per interrogarci sulle pieghe e sulle piaghe del diritto sportivo o magari svegliarci tra qualche anno e chiedere dei fantomatici audio tra La Penna e i suoi assistenti al VAR.
Ma anche lo stesso Sarri sarebbe stato in difficoltà nel ricapitolare l’ abbondanza di decisioni cervellotiche in cui si è trovata impantanata la Juve a 3 dicasi TRE ORE dall’ inizio di una partita non di cartello ma quantomeno fondamentale per il prosieguo della stagione e particolarmente sentita a certe latitudini.
Tralasciando la “giustizia” del verdetto, per noi o per altri che hanno rispettato alla lettera il protocollo, fa specie che lo stesso venga pronunciato nell’ imminenza di una partita che riguarda FORTEMENTE una delle 2 parti in causa, seppur suo malgrado; già farlo nello stesso giorno sarebbe stato strano, ma addirittura a due ore dal fischio d’ inizio appare quantomeno singolare. Probabilmente, altrove, qualcuno si sarebbe rifiutato di scendere in campo ANCHE stavolta.
L’ emblema, il fiocco sul pacco incartato per Natale di tutta la serata paradossale della Juventus è la “Situazione Rabiot”. Il francese, che doveva scontare la giornata di squalifica contro il Napoli, si è visto improvvisamente catapultato in un mondo kafkiano in cui non sapeva se, perché, come e quando dovesse scontare la sua pena. La stessa Juve, non ricevendo risposte certe nè da Figc nè dalla Lega sulla possibilità di schierarlo, riteneva opportuno non convocarlo onde evitare uno 0-3 a tavolino (che col senno di poi nulla avrebbe cambiato).


Anche Fabio Paratici, ai microfoni di Sky, metteva le mani avanti ostentando una sicumera dettata solo da un’ INTERPRETAZIONE del regolamento: «Rabiot in tribuna? Noi per sicurezza abbiamo adottato questa linea. Il regolamento è chiaro. Un giocatore squalificato deve saltare la prima gara successiva alla sentenza. In questo caso, essendo la sentenza uscita alle 18, la partita in questione è quella di questa sera contro la Fiorentina».
Perché, come se non bastasse, al momento ancora non si è capito se tale giornata venga così ritenuta scontata perché dalla Lega fanno sapere che non è sicuro (NON E’ SICURO!!!) che Rabiot abbia scontato la giornata di squalifica contro la Fiorentina. Due i motivi: il codice stabilisce che le sentenze siano operative dalle mezzanotte (quindi dopo la sfida con la Fiorentina), e poi per rendere ufficiale il recupero con il Napoli servirà un atto formale della Lega. Rabiot così oltre la partita con i viola rischia di dover saltare anche quella del 3 gennaio contro l’Udinese.

E la partita con i viola altro non è stata che l’applicazione al campo di una giornata surreale che ha minato tante certezze dentro e fuori dalla Juve, in primis la convinzione che fattori esterni possano influire poco sulla testa dei calciatori del nostro livello e la presunzione che questi episodi possano servire per caricarli ulteriormente e dare nuovi stimoli come è successo negli ultimi 9 anni. Non è stato così ed è probabilmente il dazio da pagare per una squadra che ieri è apparsa non più solida e costante mentalmente, non più in grado di buttare cuore e gambe oltre gli ostacoli degli avversari, delle avversità e delle avversioni anche arbitrali.
Se Atalanta, Barcelona e Parma avevano rilanciato e rientusiasmato i tifosi e l’ ambiente dopo un inizio stentato, la giornata di ieri speriamo faccia da “unicum” e da punto infimo di riferimento oltre il quale sia davvero impossibile scendere.
Siamo ad un terzo della stagione e nulla è perduto, però serve ritrovare convinzioni, leaders e soprattutto solidità per il nuovo anno, magari intervenendo immediatamente sul mercato per colmare quelle 2 o 3 lacune di rosa. Ma serve farlo subito, perché Gennaio sarà sì un mese cruciale per il destino di questa stagione, ma apportare modifiche alla rosa alla fine del prossimo mese servirebbe a poco o niente.
Questa nostra vecchia signora J non può improvvisamente svegliarsi e, guardandosi allo specchio nel 2021, accorgersi di essere diventata uno scarafaggio.