Il primo compleanno da titolare di Rodrigo Bentancur

di Nevio Capella |

A distanza di tre anni dal suo approdo alla Juventus, Rodrigo Bentancur si regala il suo primo compleanno da titolare e lo fa il giorno prima di tagliare un altro importante traguardo rappresentato dalle 100 gare ufficiali in maglia bianconera.
Una media di circa 33 a stagione, con quella in corso alla quale però mancano ancora almeno una dozzina di gare, non male per chi a Torino ci è arrivato nel bel mezzo dell’operazione che ha consentito il ritorno a casa dell’Apache, Carlos Tevez, con una formula che ricordava molto gli scambi ai tempi del baratto, del tipo “liberate il nostalgico Carlitos e noi in cambio vi diamo un giovane promettente”.

Quale sia il confine tra il grande colpo d’intuito di Fabio Paratici e la proverbiale botta di fortuna non lo sappiamo, ma di sicuro “El lolo”, per gli amici più intimi, deve aver fatto subito un’ottima impressione al suo primo allenatore torinese, Max Allegri, se è vero che il suo esordio da titolare arriva non in una partita qualsiasi, ma al Camp Nou e in Champions League.
Una stagione quella che sembrava partita bene, ma che poi ha visto l’uruguagio scivolare lentamente nelle gerarchie del centrocampo e chiudere con un minutaggio tra i più bassi della rosa.
Diversa è stata invece la piega lo scorso anno, quando con l’ormai tristemente nota cronicità degli infortuni di Khedira e i problemi di salute di Emre Can, Don Rodrigo si è preso almeno un trimestre di titolarità costante, quadruplicando il minutaggio e chiudendo al terzo posto della rosa per presenze, 40 di cui 29 da titolare, ma soprattutto imponendosi per quelle che sono le sue qualità.

Tecnica di altissimo livello supportata da un fisico prestante che fa valere tutta la sua stazza nei contrasti senza però influire su un’eleganza dei movimenti che risalta subito agli occhi quando lo si vede all’opera, ambidestro (che non è mai cosa banale) e con una propensione che sembra quasi naturale per la costruzione di trame di gioco e la gestione della palla.
Se a questo quadro generale si aggiungono anche i numeri molto interessanti relativi agli intercetti e ai tackle, si delinea la figura di un calciatore assolutamente completo ma si entra anche in quello che ad oggi sussiste ancora come ultimo interrogativo sulla sua collocazione in campo: il suo futuro sarà da mezz’ala o da play basso?

Risposta apparentemente difficile da dare riguardo a un giocatore che a soli 23 anni dice di sé di “aver già giocato in tutti i ruoli tranne quello di portiere” e di cui il capo degli osservatori del Boca Juniors, la squadra in cui il Lolo è cresciuto umanamente e calcisticamente, tempo fa disse “è talmente un giocatore universale che ovunque giochi, lo fa bene”, per esaltarne l’adattabilità”.
La prima impressione è che gli manchi un ultimo step di crescita sia per giocare da interno che per collocarsi a guardia della difesa, rispettivamente una maggiore vena realizzativa (appena 3 le reti segnate nelle 99 presenze bianconere) e maggiore prudenza negli interventi che finora gli sono costati spesso dei cartellini (26 gialli e 2 rossi) pesanti o comunque evitabili.

A giudicare dai primi movimenti sul mercato della dirigenza e sentendo le risposte di Maurizio Sarri alle domande in cui gli si chiede di Rodrigo, sembra proprio che il suo imminente futuro sia quello di prendere le chiavi del centrocampo juventino diventandone regista e sarto, esaltando la capacità che lui stesso si attribuisce di essere un giocatore di controllo.

Rodrigo una volta ha raccontato che da bambino tutte le torte dei suoi compleanni avevano la forma del pallone di calcio, a proposito di quando si dice “il segno del destino”.
Auguri e 99, anzi 100 di questi giorni e di queste presenze.


JUVENTIBUS LIVE