Il perchè del ritorno alla Juventus di Igor Tudor

di Roberto Nizzotti |

Sembra ormai imminente il ritorno alla Juventus di Igor Tudor ( da risolvere con l’attuale società di Tudor, l’Hajduk Spalato, che chiede un indennizzo di 1 milione di €) che entrerà a far parte dello staff di Andrea Pirlo occupandosi della fase difensiva.

Il croato, legato alla Juve per i suoi trascorsi da giocatore (7  stagioni e mezza compresa quella di serie B) racchiusi per molti in quel goal all’ultimo minuto vs il Deportivo la Coruña, il Super Depor, che diede, nel 2002/2003, la vittoria e il passaggio del turno ai bianconeri, durlante sua ultima esperienza italiana come allenatore che lo aveva visto sedersi sulla panchina dell’Udinese per circa 8 mesi, ha rilasciato alcune dichiarazioni che potrebbero aiutare a capire l’apporto e supporto che potrà dare a Andrea Pirlo.

Di seguito ecco alcuni estratti delle interviste rilasciate dal tecnico croato quando sedeva sulla panchina dei friulani, un accenno Tudor pensiero

Da queste dichiarazioni si può intuire il tipo di calcio che ha in mente Igor Tudor, il perché Andrea Pirlo lo abbia scelto per far parte del suo staff in questa sua prima, importantissima, stimolante e difficilissima esperienza da allenatore.

Tudor è un tecnico che cura molto la fase di non possesso (l’Udinese, con Tudor alla guida, dopo le prime 7 giornate della stagione 19/20, aveva subito 6 goal, gli stessi della Juve, classificandosi come 5^ miglior difesa della Serie A), che vuole vedere la sua squadra dare spettacolo, costruire la giocata offensiva partendo dal palleggio arretrato, con una mentalità offensiva volta ad attaccare, tutti concetti comuni ad Andrea Pirlo.

Ma oltre al campo Igor Tudor potrà dara un importante apporto anche sotto l’aspetto psicologico, e questo lo si può intuire dal concetto espresso riguardo al fatto che il passato non deve essere motivo di pressioni e paure, al concetto della mentalità come fattore più importante della qualità.

E leggendo il pensiero sul non avere paura del passato, se lo si porta al mondo Juve  non può che collegarlo alla Champions, vissuta quasi come un’ossessione, fonte di forti pressioni e che ogni anno porta con se i fantasmi del passato.

L’aspetto psicologico ricopre un ruolo importantissimo nella gestione di una squadra e avere nello staff elementi come Tudor, che possono con la loro esperienza, aiutare a superare certi “blocchi” può risultare determinante.


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