Il paradosso tattico del centravanti over 30

di Andrea Mangia |

Io non ci credo. Non dopo i proclami di rinnovamento, le parole di Pirlo su attitudine in campo, pressing e recupero palla veloce e la necessità di ridurre il monte ingaggi. Non credo ad un centravanti over 30 e con ingaggio stra-oneroso. Analizzando il parco attaccanti attuale, notiamo che la Juve, in attacco, il giocatore di esperienza già lo ha. E che esperienza.

Dybala poi, pur ancora 27enne, comincia ad avere anche lui il suo bel chilometraggio ed un invidiabile bagaglio in maglia bianconera.

Questi due fenomeni, in ogni caso i punti fermi da cui ripartire là davanti, non sono certo due giocatori adatti o avvezzi al pressing alto. In fase di non possesso, per dirla tutta, sono pressoché ininfluenti. Ed allora, i nomi che stiamo sentendo in questi giorni, non possono non lasciarmi quanto meno perplesso, e non certo per il loro valore assoluto. Cavani, Dzeko, Suarez, Benzema, giocatori formidabili, che però hanno in comune alcune caratteristiche poco in linea con ciò che, apparentemente, la Juve cerca, almeno a parole.

Ingaggi alti, acciacchi vari, occhio della tigre un po’ sopito, curriculum e palmares da prime donne e l’impressione che, nonostante la grandezza, il meglio lo abbiano già dato tutti abbondantemente. Certo, saper dialogare con CR7 ha la sua importanza, e ciascuno dei sopra citati né é certamente in grado, in un range qualitativo che va dal bene al benissimo, ma credo che l’impostazione e l’attitudine di squadra nella fase di non possesso abbia un peso ben maggiore.

Prendiamo Dzeko e Suarez, i due di cui si parla maggiormente negli ultimi giorni, rispettivamente 172esimo e 175esimo tra gli attaccanti europei per azioni di pressing nell’ultimo terzo di campo (per le cronaca, Ronaldo è 176esimo). Siamo proprio sicuri che un apparente trio meraviglia, sulla carta, sia ciò di cui tatticamente la Juve ha bisogno per cambiare la propria mentalità?

Io ho dei dubbi. Anzi, penso che la vera necessità vada in direzione diametralmente opposta rispetto a quanto stiamo leggendo sui giornali.

Ciò che serve alla Juve è un centravanti affamato. Generoso ed affamato. Uno che sappia dialogare coi compagni ma al tempo stesso che sappia sacrificarsi e pressare, consapevole che la palma del capocannoniere, in stagione, spetterà comunque a qualcun altro.

Io questa fame non andrei a cercarla in giocatori sopra i 28 anni, onestamente. Anzi, io il centroavanti di punta (non per questo titolare inamovibile), in questo preciso momento storico votato al rinnovamento, lo cercherei giovane. Giovane, famelico ed integro. Che non lesini mai su uno scatto in più.

Quello di esperienza, al contrario, lo vedrei invece come attaccante di completamento, di supporto tattico, se vogliamo.

Tra i giocatori affamati e giovani non metterei onestamente Moise Kean. La sua esperienza all’Everton è stata a dir poco fallimentare. Giocatore ancora molto giovane, ottimo potenziale, ma tatticamente monotematico o quasi. Utile in un 15% scarso di situazioni di gioco nel corso di specifiche fasi di altrettanto specifiche partite.

Gli attaccanti giovani costano, direte voi. Certo, ma anche i mega ingaggi di ultratrentenni  pesano eccome a bilancio.

Qualche nome? Lo so, state tutti pensando ad Haaland, probabilmente il centravanti più forte dei prossimi 10 anni. Premesso che sono consapevole che oggi sia pressoché impossibile, credo fermamente che la Juve sarà in prima fila per pagare la sua clausola rescissoria, non appena questa si attiverà.

C’è un giocatore che mi intriga più di ogni altro, e che plasmato a dovere potrebbe diventare a dir poco inarrestabile. Sto parlando di Marcus Thuram, figlio d’arte che milita nel Borussia Moenchengladbach. Partito come punta esterna sta pian piano scalando verso il centro dell’attacco data la sua vena realizzativa ed il fisico imponente. Grande progressione e piedi educati. Prezzo ancora non proibitivo, probabilmente l’ultimo anno buono per acquistarlo prima che sfoderi una stagione da 30 gol e costi uno sproposito. Scuderia Raiola.

Altro giocatore molto interessante è Malen del PSV, ma a differenza di Thuram, l’Eredivisie non è campionato sufficientemente provante per potersi imporre da subito in Serie A.

Piccola menzione anche per Tammy Abraham, che ha mostrato di saper stare nel calcio che conta vestendo i panni del centravanti moderno. Non il mio preferito, e nemmeno un mio pallino, ma ritengo che mai come oggi le caratteristiche del giocatore incidano molto di più del nome.

Ed alle loro spalle? L’usato sicuro. In questa ottica ben venga allora Dzeko (il migliore in assoluto in questo ruolo). Letta cosi, non sarebbe nemmeno peregrina l’idea di un ritorno di Mario Mandzukic, non a fare il titolare, bensì la quarta punta. Giroud è un altro nome adatto al ruolo, volendo.

Lo so, un po’ vi capisco, la tentazione di avere un centravanti dal nome formidabile è tanta, dopo il tracollo psico-fisico di Higuain.

Certo a giocatori come Suarez o Cavani, il cambio di ambiente potrebbe dare anche qualche stimolo in più, almeno il primo anno sì, d’accordo ma poi? (cit. Califano)

Ti ritroveresti tra un anno nella stessa identica situazione di Higuain oggi.

I veterani in questa squadra, anche alla fine di questo mercato, non mancheranno in ogni caso.

Szczesny, Buffon, Bonucci, Chiellini, Ronaldo, Cuadrado, Dybala ed Alex Sandro con tutta probabilità saranno di nuovo ai nastri di partenza.

Il calcio di questi ultimi mesi (o anni) ha mostrato chiaramente che non è più tanto il chi, bensì il come, che fa la differenza.

Quell’identità di gioco che Sarri non è stato in grado di dare ma che è stato il primo punto toccato da mister Pirlo in conferenza. Entusiasmo. Chi meglio di qualche giovane mirato può portare questo entusiasmo?

Certo, in Champions conta anche il nome sulla maglietta, a patto però, che quel nome sulle spalle viaggi alla stessa velocità di quei  giovanotti affamato e sconosciuti che ti sfrecciano accanto.

Dopotutto, il Bayern ha rivinto la Champions nell’anno dell’addio simultaneo di Robben e Ribery, probabilmente gli esterni più forti degli ultimi 15 anni.

Io lo so, me lo sento, che la Juve saprà stupirci, e oltre al probabile Dzeko, sfodererà un colpo in prospettiva.

Il tutto aspettando il principino francese di origini algerine ad incantarci, là in mezzo.


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