Il pagellone dei campioni

di Riceviamo e Pubblichiamo |

Premessa: non ci sono parole che bastino per descrivere una società che riesce nell’impresa di trionfare per 7 anni consecutivi nel massimo campionato italiano e 4 volte consecutive nella Coppa nazionale. Nel 1995 io avevo 4 anni e ancora non sapevo bene che forma avesse il pallone; nello stesso momento Gigi Buffon esordiva in Serie A. Ora ho 27 anni e per me il calcio senza Buffon non è mai esistito. Mi mancherai Gigi.

#1 GIANLUIGI BUFFON voto 9,5: sesto ed ultimo anno da capitano che lo porta ad entrare nel Mito con il settimo scudetto di fila (11esimo in carriera con la Juve). Un anno difficile: un lungo infortunio e due delusioni parecchio scottanti, vedi Svezia e Madrid. La possibilità negata di poter essere l’unico a partecipare per 6 volte alla Coppa del Mondo e lo sfogo post Madrid la dicono lunga sulle difficoltà emotive per un pluricampione, che, a 40 anni, non riesce a lasciare quella porta a cui dà le spalle da quando ne aveva 12. Ciononostante lotta come un guerriero ed è sempre l’ultimo a mollare, trascinando il gruppo, da vero capitano, al quarto double di fila. Non sarà mai la stessa cosa senza il miglior portiere della storia del calcio a difendere la tua porta. UN1CO

#2 MATTIA DE SCIGLIO voto 7-: fascite plantare e acciacchi vari limitano le sue presenze in maglia bianconera. Riesce a comunque a far vedere il potenziale per cui è stato acquistato, impreziosendo la sua stagione con il primo goal in serie A. Il “ritrovare sé stesso” è appena iniziato. Ci si aspetta molto da lui. IL FU MATTIA DE SCIGLIO

#3 GIORGIO CHIELLINI voto 9+: il vero leader di una difesa che è stata criticata tanto, soprattutto dopo la partenza di Bonucci. Spirito di squadra e abnegazione vanno a nascondere i limiti tecnici e, quando non è in campo, la sua assenza si sente tantissimo. Erediterà la fascia da Gigi con grande merito. GORILLA CAPITANO

#4 MEDHI BENATIA voto 8-: la cessione di Bonucci gli dà grande spazio e responsabilità. Le sue prestazioni però, peccano di discontinuità, soprattutto per quanto riguarda la concentrazione. Ciò risulta evidente agli occhi di tutti nella seconda parte della stagione, tant’è che Allegri “lo manda al prato” come i cavalli che hanno bisogno di rifocillarsi. Compensa le volte in cui (suo malgrado) è stato decisivo nella nostra aerea, con le volte in cui lo è stato nell’aerea avversaria, totalizzando ben 4 goal. SPIRIT CAVALLO SELVAGGIO

#5 MIRALEM PJANIC voto 8+: padrone di un centrocampo in cui spesso e volentieri gli vengono affiancati due incontristi, è responsabile dell’intera fase di costruzione dell’azione. Quando non è in giornata ne risente pesantemente la qualità del gioco e il rendimento di tutta la squadra. Maestro dei calci piazzati e del cartellino giallo inutile. Da lui ci si aspetta un salto di qualità che lo proietti nei top europei in quel ruolo, mentre spesso si limita a ripulire l’azione. LAVATRICE

#6 SAMI KHEDIRA voto 8: stagione quasi impressionante se si parla di inserimenti senza palla e finalizzazione dell’azione (9 goal all’attivo); il voto scende per quanto riguarda costruzione del gioco e rapidità nel capovolgere l’azione. Forse colpa anche del fatto che, in un centrocampo a 3, fa da alter ego a Matuidi. PASTORE TEDESCO

#7 JUAN CUADRADO voto 8: il suo ritorno dall’infortunio è manna dal cielo per Allegri che pur di farlo giocare lo schiera anche terzino (e quasi non ci costa lo scudetto). I suoi spunti e la sua velocità, nonché i suoi goal, smuovono una Juve parsa compassata nella fase cruciale della stagione. PANITA

#8 CLAUDIO MARCHISIO voto 7: un’altra stagione in cui non raggiunge neanche il 50% di presenze. Gli viene spesso preferito anche l’ultimo arrivato Bentancur. Tutto ciò dipende sicuramente da una condizione fisica non ancora ottimale ma anche dallo scarso rendimento. Fa male vederlo così per chi ricorda il principino dei primi 4 anni. Le voci su una sua possibile partenza si fanno sempre più insistenti; la cosa sicura è che ha bisogno di una scossa. PRINCIPE CERCA MAGLIA

#9 GONZALO HIGUAIN voto 8,5: un netto calo in termini di media-goal e prestazioni da top nel ruolo per il Pipita, ma, quando il pallone si fa pesante, la butta sempre dentro e dipinge di bianconero dei fortini ostici come San Siro, Wembley e il San Paolo. Lo vogliamo vedere meno regista d’attacco e più cannibale dell’area di rigore. SAZIO

#10 PAULO DYBALA voto 8+: un avvio di stagione strepitoso che fa brillare gli occhi al mondo intero. Si sprecano paragoni con i più grandi di oggi e di ieri mentre il Gioiello bianconero trascina la Signora a suon di triplette. Poi un calo e un infortunio calmano il fervente spirito dell’argentino. Quando sembra aver ripreso per mano la squadra, si autoesclude sul più bello (quarti di Champions contro il Real) con una stupida espulsione e conseguente squalifica. MAI UNA JOYA

#11 DOUGLAS COSTA voto 9: passato il periodo di ambientamento Allegriano dei primi mesi, che, in questi anni, non ha risparmiato nessuno, il brasiliano diventa un’arma letale. Spacca le partite con velocità, tecnica e assist formidabili. Quelli che “se era buono Ancelotti mica ve lo dava” devono ricredersi. E’ in grado, da solo, di portare in fondo la stagione di una Juve visibilmente senza energie. FLASH

#12 ALEX SANDRO voto 7,5: con lui in campo la Juventus quest’anno non ha mai perso un incontro in Serie A. Fin qui sembra un’ottima cosa, se non fosse che, nelle partite che contano, gli viene preferito Asamoah. E queste non sono scelte scellerate di Allegri, come si può pensare, perché il brasiliano è solo un lontano parente di quello ammirato gli scorsi anni. E’ da un annetto che si vocifera della sua voglia di partire e forse per la Juve ci sarà aria di grande rinnovamento delle fasce. SAUDADE

#14 BLAISE MATUIDI voto 8-: arrivato tra lo scetticismo dei più, viene più rimpianto a Parigi che acclamato a Torino. L’impatto fisico sul campionato è devastante: Allegri ne è innamorato per la professionalità e lo stakanovismo. Alla lunga, però, vengono fuori dei limiti tecnici che non possono essere sottovalutati in un centrocampo che, come detto per Khedira, mostra delle inadeguatezze. Il pirotecnico avvio di stagione lo si ritrova solo in un video dei festeggiamenti “Comme on dit des feux d’artifice en italien”. BRUTTO ANATROCCOLO

#15 ANDREA BARZAGLI voto 8: l’arrivo di Howedes e l’ormai scarso uso della difesa a 3 presagiva un impiego con il contagocce per l’ormai 37enne toscano. Infortuni dei compagni e scelte tecniche dovute al sempre affidabile rendimento di Andrea, gli fanno collezionare ben 38 presenze stagionali. In alcune si è notato il sopravanzare dell’età (per sua stessa ammissione), in altre abbiamo ammirato il roccioso difensore a cui siamo abituati. Sempre l’ultimo a mollare, grande eroe dei 7 titoli di fila. TOTEM

#16 CARLO PINSOGLIO sv (senza voce): lo abbiamo visto nelle amichevoli estive poi solo ogni volta che c’è da esultare ed urlare. Grande uomo spogliatoio, purtroppo, nella mezz’ora giocata in stagione (esordio assoluto in serie A), subisce incolpevole il goal di Cerci che impedisce alla Juve di infrangere il record di clean-sheet. CLOWNTERAPIA

#17 MARIO MANDZUKIC voto 8,5: meno incisivo in zona goal, ma è pesantissima la doppietta al Bernabeu che, nonostante l’infelice epilogo, resterà negli annali. Imprescindibile per dare fisicità al reparto offensivo, che questa stagione si è forse affidato un po’ troppo alle giocate dei singoli. Se andrà via si cambia canovaccio tattico o si va sul mercato. HIGHLANDER

#21 BENEDIKT HOWEDES voto 6,5: arriva abile e arruolabile dallo Shalke con una coppa del mondo stampata sul petto e con tante partite alle spalle da capitano di una buona squadra. Dopo il suo arrivo diventa parte integrante del J Medical e, se non fosse per il goal contro la Sampdoria, tutti si ricorderebbero di lui solo per il singolare modo di stappare le birre. OKTOBERFEST

#22 KWADWO ASAMOAH voto 8-: finisce in crescendo la sua avventura bianconera non ricevendo il giusto plauso solo perché ha deciso (forse troppo presto) di andare all’Inter. Diventa fondamentale per sostituire un evanescente Sandro disputando partite all’altezza della situazione. Non sarà facile trovare un giocatore con le sue qualità che accetti di fare il comprimario. LASCIO KASA

#23 WOJCIECH SZCZESNY voto 8: dopo tanti potenziali eredi di Gigi, finalmente quello definitivo. Il colosso polacco merita ampiamente questa pesante eredità per quando mostrato quest’anno e anche negli anni precedenti con le maglie di Roma e Arsenal. E’ l’incubo dei giornalisti che scrivono di lui. COPIA E INCOLLA

#24 DANIELE RUGANI voto 7,5: la crescita di Daniele sembra procedere più lentamente del previsto. Paga un po’ la sua eccessiva eleganza e (a volte) la sua leggerezza in marcatura. Nel primo anno senza BBC spreca un’occasione di prendersi il posto da titolare. L’anno prossimo arriverà il suo coetaneo Caldara ad aumentare ulteriormente la concorrenza. PUBERTA’

#26 STEPHAN LICHTSTEINER voto 8-: un altro eroe dei 7 titoli che saluta. Sicuramente con meno rimpianti e meno lacrime dei tifosi. Sta di fatto che il suo apporto risulta fondamentale, viste le defezioni nel ruolo. A Wembley, strana casualità, l’ingresso suo e di Asamoah spaccano la partita. Lo ringraziamo tanto ma non lo rimpiangiamo; insegnerà come protestare su ogni rimessa laterale data all’avversario. DISSING

#27 STEFANO STURARO voto 5: ai margini della rosa, gioca spezzoni di partita di uno standard qualitativo parecchio al di sotto delle aspettative. In un anno è passato da “jolly che ogni allenatore vorrebbe avere in rosa” a “meno male che c’è la panchina lunga altrimenti sarebbe sempre in tribuna”. ON SALE

#30 RODRIGO BENTANCUR voto 7+: giovanotto di belle speranze che con la giusta sfrontatezza non ha paura di prendere in mano le redini del centrocampo. Sicuramente in qualche match è stato lanciato un po’ allo sbaraglio, ma non si è mai tirato indietro. Il futuro è suo. DON RODRIGO

#33 FEDERICO BERNARDESCHI voto 7,5: l’agguerrita concorrenza, il passaggio in una realtà importante e qualche acciacco fisico, hanno frenato la stagione comunque buona di Federico. La Juve crede molto in lui e qualcuno gli avrebbe addirittura affidato il numero 10 da subito. Ha la qualità per imporsi nel grande calcio, il prossimo anno non deve farci ricredere. ROCK’N’ROLL

#MASSIMILIANO ALLEGRI voto 9: quarta doppietta di fila che lo proietta nell’olimpo degli allenatori più vincenti in Italia. In 219 partite cambia ben 206 formazioni di partenza, il che la dice sulla lunga sulla capacità di gestire una rosa profonda come quella messagli a disposizione dalla società. Mai apprezzato fino in fondo da tifoseria e addetti ai lavori, infrange anche il suo precedente record di punti in serie A, chiudendo a 95. “Innanzitutto c’è da fare i complimenti ai ragazzi” è il suo must: noi i complimenti li facciamo a lui che non va mai sopra le righe, che ci fa ridere in conferenza e vincere sul campo, che non si lamenta quasi mai anche se gli stravolgono la rosa ogni anno, che ci ha fatto rialzare la testa in Europa dopo anni bui e, se qualcuno ci teme, entro i confini e oltre, è grazie soprattutto a lui. SIR MAX ALLERGUSON

 

a cura di Silvio Russo