Il nuovo Mattia De Sciglio

di Riceviamo e Pubblichiamo |

 

E’ un nuovo Mattia. Forse il fu Mattia De Sciglio, quello degli esordi folgoranti al Milan, allenatore Massimiliano Allegri.

Nel positivo periodo Juve, sia sul piano fisico che nella cifra del gioco espresso, si esaltano la velocità e i dribbling di Douglas Costa, la cattiveria di Higuain, la generosità e capacità di prendersi gli spazi di Matuidi e lo strapotere dominante di Benatia. Ma è De Sciglio l’outsider, la sorpresa, l’uomo che si sta prendendo la sua rivincita, a furia di prestazioni convincenti. L’esordio in bianconero tra un Lukaku che lo brucia e un Camp Nou che lo vede uscire malconcio era stato shock, ma dopo due mesi lontano dal campo, abbiamo assistito ad una trasformazione.

Il lavoro per recuperare la condizione fisica e anche quella mentale ha dato frutti più succosi del previsto. Mattia ha iniziato a collezionare una serie di prestazioni in crescendo, dopo la discreta prova contro il Benevento (e fin lì…), arriva il primo gol in A contro il Crotone, quello per cui “non sapevo come esultare“. Poi le prove contro Napoli, Olympiacos e Inter sono quelle della decisiva maturità: soprattutto contro partenopei e nerazzurri contribuisce alla causa comune di annichilire Insigne e Perisic, probabilmente i due calciatori più pericolosi e prolifici di A. L’ascesa di De Sciglio è confermata a Bologna, dove l’ex-milanista spicca per la precisione in fase di costruzione dal basso e per alcune discese arrembanti nel secondo tempo.

La sensazione è che De Sciglio, stop di ieri a parte, stia conquistando un posto da titolare nel cuore dei tifosi (con tanto di coro dedicato al Dall’Ara) oltre che nella testa di Allegri. Chissà che ne pensano Fassone e Mirabelli, oltre ai milioni di tifosi rossoneri che in estate parlavano di furto con scasso alla Juve per averci rifilato il bidone De Sciglio a 12  milioni, nell’affare Bonucci preso a 40.

La rivincita di Mattia ha un padrino principale, Allegri, l’uomo che ha sempre creduto in lui ed è stato bravo a dosare il suo esordio alla Juve, dandogli la giusta fiducia, le motivazioni e i compiti e i ruoli in campo. Riportato terzino destro, il duttile Mattia pare un giocatore diverso rispetto al terzino fragile e svagato del Milan. De Sciglio si giova di un’organizzazione tattica precisa e di compagni come Benatia o Barzagli sul suo lato (o Cuadrado in alcune gare) e appare un giocatore nuovo: attento nei ripiegamenti, addirittura ottimo anche quando scala sulla linea dei centrali giocando quasi a 3 e allo stesso tempo ottimo in fase di costruzione grazie a piedi precisi e al suo essere ambidestro.

Non è un campione, non è Alex Sandro (degli anni scorsi) o Dani Alves, ma ad oggi è una scommessa stra-vinta, quello di cui la Juve ha bisogno a destra: un giocatore pulito, diligente, scolastico in un certo senso, che in fase di pressing rivale fa uscite pulite, cosa che con Lichtsteiner abbiamo visto poche volte.

Soffre contro giocatori più tecnici e veloci di lui, ma con le spalle coperte da due muri come Benatia o Barzagli, riesce a cavarsela egregiamente. Dal punto di vista mentale invece, Mattia pare maturare di gara in gara, anche all’interno della stessa partita, con la Juve che funge da guscio protettivo, come è sempre accaduto, nel recupero fisico, mentale, tecnico e tattico di tutti i giocatori arrivati e migliorati negli ultimi anni. Il paperotto timidino di Milano sembra quasi un cigno reale quando -ancora troppe poche volte- vola sulla fascia.

Ora un nuovo infortunio ai flessori della coscia sinistra lo terrà di nuovo lontano dal campo proprio quando De Sciglio stava per spiccare definitivamente il grande salto e prima di un altro big match. Al rientro Mattia dovrà confermare l’andamento, magari scrollandosi di dosso quella timidezza nei minuti iniziali del match e allontanando eventuali tentazioni di mercato dei bianconeri a Gennaio. Di terzini (ambi)destri l’Europa scarseggia e Mattia ha già dimostrato che alla Juve anche gli ex-bidoni possono spostare gli equilibri…

 

di Federica Marzano