Il nuovo allenatore? Un progetto complesso

di Leonardo Dorini |

Quando il 17 maggio è stato ufficializzato che Massimiliano Allegri non era più l’allenatore della Juventus, si è ritenuto che la tempistica dovesse dare il giusto spazio ai festeggiamenti per i 5 incredibili anni di guida tecnica del livornese, oltre che per lo scudetto della stagione 2018/19.

Molti sono stati i commenti alla conferenza stampa con il Presidente Agnelli, il giorno successivo, su quella che subito è parsa una decisione sofferta ed anche travagliata, dopo giorni di confronto interno; ma probabilmente i più erano anche convinti che l’annuncio del nuovo allenatore sarebbe stato pressochè immediato, dopo il giusto tributo all’allenatore di 11 trofei.

Invece non è stato così; i tifosi sono in ansia e l’attenzione dei media, in particolare sui social, è a livelli parossistici; e non poteva essere altrimenti, stiamo parlando dell’allenatore di uno degli 8 top Club europei e di un risiko di panchine che sembra appena iniziato.

I nomi più gettonati che sono sul tavolo li sappiamo, mentre Paratici proprio in queste ore chiede tempo; dice giustamente che “non c’è un tempo limite” ed ovviamente ha ragione: il mercato durerà fino al 2 settembre e il cantiere Juventus 2019/20 è appena alle battute iniziali.

Quello che ci pare essere chiaro è che la vicenda dell’allenatore della Juventus si sta muovendo su piani e su tavoli difficilmente riconducibili al classico circuito del cosiddetto “calcio-mercato”: come già è successo con Cristiano Ronaldo lo scorso anno, qui parliamo di complesse operazioni finanziarie che muovono centinaia di milioni di Euro e spostano professionisti, aziende e partnership da un Club all’altro.

Ed è giusto che sia così, se è vero che la Juventus si è resa protagonista di un processo di “industrializzazione” che, finalmente, anche in Italia inizia a pervadere il mondo del calcio verso nuovi modelli gestionali. E quindi non ci stupisce che molti rumours, informazioni, notizie, provengano da ambienti finanziari, o direttamente dalla City londinese, come è stato chiaro nei giorni scorsi.

Allora, come dice Paratici, serve “un po’ di pazienza”.

Non sappiamo come finirà, e come disse Allegri con il suo classico atteggiamento sardonico “qualcuno in panchina bisogna che si sieda”; tutto lascia però supporre che si stia lavorando ad un progetto importante, di enorme rilievo e di grande respiro, che richiede tempistiche adeguate; non si tratta di firmare un contratto standard con un tecnico, sia pure di standing; sembrano esserci interessenze, sponsor, accordi non banali da dettagliare; va scritto un adeguato piano su più anni, vanno trovate le giuste compatibilità.

E non sarà lavoro sprecato, in qualsiasi direzione si andrà poi a concludere questo interregno del dopo Allegri.


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