Il muro di gomma

di Juventibus |

Due anni fa, in occasione della semifinale contro il Real, è circolata un’immagine in rete in cui si prospettava una finale tutta spagnola della massima competizione europea: Messi e Ronaldo si guardavano attraverso un buco nel muro, sul quale era impresso il simbolo (ormai desueto) della Juve. Dopo la fine della partita di ritorno, in cui la Juve pareggiò 1-1 al Bernabeu cementando la vittoria dell’andata, aggiunsi a quella immagine il mio personalissimo pensiero:

 

 

Il muretto sgangherato si era rivelato essere la Barriera, nella ricostruzione in effetti speciali tratta dalla popolare serie tv “Games of Thrones”.
Spesso mi è capitato di affermare che la Juve abbia (ampiamente) la miglior difesa del mondo e altrettanto spesso mi sono visto ridere in faccia per averlo fatto. Devo fare una piccola premessa: è piuttosto nota la mia antipatia per uno dei pilastri di quella difesa, che ritengo inadeguato e molto al di sotto dei compagni di reparto (o per meglio dire “compagni di fase”) e al quale attribuisco velleità da primadonna che non appartengono minimamente ai passati (clamorosi) interpreti del ruolo. Questa premessa era doverosa per rigettare accuse di ipocrisia e di “saltare sul carro del vincitore”, roba che detesto.

Allegri, dopo un iniziale scetticismo, è riuscito a riportare la Juve sul podio mondiale dei club calcistici, dopo calciopoli, dopo i settimi posti, dopo Conte. La cosa più grande del suo lavoro è stato attribuire in toto la responsabilità ai giocatori, defilandosi e dandosi poca importanza, proprio perché le primedonne a Torino hanno vita breve.

Ha creato un sistema difensivo in cui persino gli attaccanti hanno grosse responsabilità e si devono fare il mazzo per dimostrare di essere all’altezza in caratteristiche che neanche pensavano di avere (e che altre squadre non hanno mai chiesto loro). Mandzukic è l’emblema di questa attitudine e la partita di Barcellona per lui si è trasformata in un inferno di corsa, pressing ed appoggi, il cosiddetto “lavoro oscuro”.

 

 

Per contro, il Barça non ha giocato una brutta partita: è riuscita nell’impresa non tanto scontata di non far segnare la Juve, giocando piuttosto ordinatamente e concedendo poco all’attacco bianconero. Peccato che il calcio è una coperta corta e questo ha fatto sì che non siano riusciti ad impensierire più di tanto la retroguardia dei campioni d’Italia. Proprio come aveva previsto Allegri.

Quanto sia sottovalutata la squadra del tecnico livornese è cosa cognita e quindi i vari “capiscers” del web hanno dedotto che, se la squadra con l’attacco più forte del mondo e l’attaccante più prolifico di questa edizione di Champions non siano stati in grado di segnare, è perché era stata ampiamente sopravvalutata. Banderuole: un mese fa esaltavano i catalani dopo la “remuntada” ai danni dell’evanescente PSG, irridendo e dando per spacciata la Juve dopo il sorteggio di Nyon.

 


 

Stronzate. Il Barcellona non ha saputo fare il Barcellona perché ha incrociato un avversario che, con le solite armi, non era in grado di attaccare: volevano arrampicarsi sulla Barriera con precisi colpi di picchetto, credendo di trovare una parete di roccia gelata. Purtroppo per loro il picchetto non può niente contro un muro di gomma.

 

di Federico Rozzone (@rozzone1)