Il mondo alla rovescia

di Massimo Zampini |

 

Avete presente quando il mondo va al contrario e si ribaltano le certezze di una vita?

La classifica, intanto, con Napoli e Inter a comandare, la Juve a inseguire, per di più con ancora tanti scontri diretti da disputare in questo finale di andata.

Vedi il Napoli solido, cinico, gol dell’1-0 e poi tutti dietro. Il gioco spettacolare può aspettare, ora non conta più, “gli scudetti si vincono con queste vittorie”. Non conta più, come col City, giocare bene a costo di fare 0 punti: se si vince a Udine o Ferrara così, “finalmente sappiamo vincere gestendo le energie”. Rigore, ribattuta, gol, poi l’obiettivo è arrivare al novantesimo, ancora una volta senza prendere gol.

E’ un mondo alla rovescia, con diversi juventini a pensare a falli e rigori altrui e soprattutto un plotone di interisti scatenati in una appassionata difesa degli arbitri.

Indignati per le proteste altrui.

Attenti”, ci dicono, “così rovinate il calcio”: non mi riferisco a quei pochi (come per esempio Michele Dalai) mai stati complottisti, ma a quella orda di nerazzurri che da vent’anni ci ricorda come un presunto fallo possa essere all’origine dei mali del mondo e solo pochi mesi fa era pronta alla panolada per una punizione in difesa per la Juve fatta ribattere e ripescata dal canale ufficiale tre giorni dopo la partita.

Oggi, se qualcuno ha delle riserve su un gol o se Skriniar sgambetta Perotti in un match importante, guai a chi osa sollevare dubbi: l’Inter è forte, basta con queste polemiche che rovinano questo bel clima.

Noi, sia chiaro, li preferiamo così. Del VAR, di Perotti, di Perisic, non ce ne frega nulla: l’Inter vince perché Icardi è pazzesco, ben assistito dal croato e la squadra prende pochi gol.

Basta che tra due settimane o due mesi non cambino idea, se qualcosa girerà diversamente. Lo premettiamo perché alcune giravolte le abbiamo già viste: il loro complottismo 1998-2006 si era poi trasformato in un “siamo più forti e basta” rispetto alle lamentele della Roma di Spalletti (…) negli anni post Calciopoli, per poi tornare alle panoladas non appena si è tornati a inseguire (da lontano) i primi in classifica.

A oggi, comunque, sappiate che se vi viene in mente di contestare una decisione arbitrale (o peggio il santo VAR) dovrete fare i conti anche con il vostro più caro amico interista, strenuo difensore della straordinaria professionalità della categoria.

E’ un mondo alla rovescia, perché nel big match decisivo per un campionato, un pallone entrato e non visto non darà vita ad anni di cabaret moviolistico e complottistico, ma viene derubricato già la sera stessa a episodio di cui è inutile parlare dall’allenatore di chi quell’errore l’ha subito. Pensate che mondo!

E’ un mondo alla rovescia, perché Dybala non fa il Dybala, Barzagli fa due cross alla Dani Alves e De Sciglio vive un momento da Nedved, con quel tiro a più di cento all’ora che chiude la partita.

Perché la Juve non ha più la miglior difesa, ma segna da 43 partite di fila, ha il miglior attacco in campionato e, decisamente il dato più preoccupante, dopo anni di costanti pronostici di sconfitte sta cominciando a vincere i big match negli algoritmi di Caressa.

Poi, certo, ci sono cose che non cambieranno mai: dai rossi a De Rossi al gioco brutto della Juve (pure se fa 20 tiri a 0), da Sarri che si lamenta – stavolta delle condizioni del campo – a Varriale che difende arbitri e VAR se danno rigore al Napoli, ma li critica se assegnano un gol alle rivali.

E in fondo, tra tifosi napoletani per cui vincere è l’unica cosa che conta e interisti preoccupati per i troppi veleni sugli arbitri, si tratta proprio di quelle poche certezze di cui, talvolta, ogni uomo ha bisogno.