Il mercato Juve più indecifrabile degli ultimi anni

di Riceviamo e Pubblichiamo |

Di Andrea Mangia

Diciamoci la verità: nemmeno il tifoso juventino semplice, raziocinante e non in preda a deliri isterici, riesce proprio a decifrare questa sessione di mercato.

Eravamo partiti molto bene. Acquisti mirati, proprio dove servivano. Due innesti a centrocampo pressoché top arrivati a ZERO, un colpo straordinario per la difesa pagato il giusto, dato il valore del giocatore e poi…una serie di “aggiustamenti” il cui fine, ad oggi, 5 agosto, non riusciamo ancora completamente a comprendere.

La parola d’ordine sembra diventata “plusvalenza”. Spinazzola, con conseguente acquisto di Pellegrini, che si vocifera potrebbe andare in prestito. Kean, che molti già rimpiangono. Personalmente non sono tra questi, avevo pronosticato già da tempo l’uscita di Kean, ma, in un mercato che poteva apparire “lineare”, mi ero immaginato che Kean portasse il denaro necessario (e liberasse la casellina) per arrivare ad Icardi.

La trama, ad oggi, sembra essersi complicata parecchio.

Perché la corsa alla plusvalenza, va spiegata, va compresa. Fermo restando che finché il sistema calcio (mercato) rimarrà questo, le plusvalenze saranno elemento sempre più indispensabile per le società (e, purtroppo, si comincia ad intravedere qualche “bolla”, con giocatori il cui valore è palesemente gonfiato).

Fatto sta che il tifoso Juventino, ad oggi non riesce proprio a vedere il quadro completo.

L’affare Ronaldo ci ha prosciugato fino all’ultimo centesimo e queste sono le conseguenze? La Juve sta racimolando denaro da investire in un ultimo sensazionale colpo? La dirigenza sta cercando di monetizzare giocatori che, seppur tecnicamente valenti, non lo sono altrettanto dal punto di vista professionale? La nostra dirigenza non è in grado di cedere i giocatori fuori dal progetto e per far tornare i conti si indirizza verso chi ha maggiore mercato?

Molti interrogativi, poche risposte.

Lo scambio Dybala-Lukaku è l’emblema di questi dubbi. Dybala scaricato in maniera netta, plusvalenza monstre all’orizzonte ed improvviso interesse per un centravanti che poco sembra adattarsi al gioco del nuovo mister, emblema, quest’ultimo, di un cambio di mentalità che ad inizio mercato sembrava la linea guida di ogni tipo di operazione in entrata e soprattutto in uscita (con i giocatori tecnici come la Joya saldamente al centro del nuovo progetto).

Ora che Dybala appare orientato a rifiutare l’offerta dei Red Devils, i prossimi giorni appaiono ancora più incerti, se possibile. Col mercato inglese che chiude, in entrata, tra 3 giorni, sarà importante capire se Dybala potrà rimanere o se è intenzione della Juve liberarsene in ogni caso. E soprattutto, capirne il perché.

Bilancio o questioni disciplinari? Non basterà cedere gli esuberi e liberarsi del loro lauto ingaggio per coprire la spesa de Ligt? Ho spesso criticato il Dybala sbiadito di quest’anno, lo ammetto. E’però innegabile che la curiosità di vederlo con un mister come Sarri, alla luce, almeno per il sottoscritto, di come sia riuscito a trasformare in un falso nueve super prolifico il buonissimo ma non eccelso Dries Mertens, c’è eccome.

Il popolo bianconero pare non aver dubbi. Il fascino del sinistro fatato di Dybala è irresistibile. La società desisterà dall’idea di cedere Paulo? Lo vedremo. Io ho qualche dubbio, ed anche un piccolo terrore. Ovvero quello di vederlo davvero inserito in extremis in uno scambio con Icardi. Non per Mauro, che per me è formidabile (entourage permettendo), ma perché l’Inter un Dybala come premio per la gestione dell’affaire Icardi, proprio non lo merita. Eppure, anche se la prospettiva appare distante, sarà proprio in quel momento che avremo le risposte che cerchiamo: Icardi sarebbe (sarà) acquistabile a prescindere da Dybala? Dybala va ceduto a prescindere da tutto il resto per questioni disciplinari e/o di bilancio, fosse anche l’Inter la società acquirente? Un bel dilemma.


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