Il ‘Loan Army’ bianconero e tutte le sue prospettive

di Michael Crisci |

La Juve aveva, tra le sue missioni, in questo mercato estivo di settembre, quella di riuscire a liberarsi dei cosiddetti esuberi, un’operazione in cui aveva fallito nella scorsa finestra estiva.

La componente Covid ha maggiormente sparigliato le carte e sottratto possibilità di spesa a tutto il calcio mondiale, prova ne è il fatto che la formula maggiormente usata in questa finestra è stata quella del prestito secco. Un diritto di riscatto, o addirittura un obbligo, sono stati merce rara, ad ogni latitudine.

La Juve non ha chiaramente fatto eccezione, vista anche la necessità di snellire la rosa e abbassare, almeno per una stagione, un monte ingaggi troppo esorbitante per quanto espresso negli ultimi due anni.

Senza contare i vari Nicolussi-Caviglia (in prestito al Parma, in quanto il nuovo proprietario americano dei ducali, da simpatizzante Juve, voleva un bianconero in squadra), Zanimacchia, finito al Real Zaragoza, Olivieri (tornato all’Empoli, dopo aver esordito in Champions League contro il Lione), la Juve ha provveduto a prestare, se non un vero esercito, almeno un battaglione di giocatori da prima squadra.

Due di questi prestiti, quello biennale di Christian Romero all’Atalanta, e quello annuale, ma con vista biennale, di Rolando Mandragora all’Udinese, hanno sicuramente maggiori prospettive di diventare cessioni permanenti.

L’argentino, prelevato dalla Juve per una somma vicina ai 30 milioni di euro dal Genoa (nell’ambito della cessione di Sturaro, comprato dal club di Preziosi per 18 milioni di euro), non ha mai realmente convinto la dirigenza bianconera. L’articolata cessione all’Atalanta, che ha portato subito 2 milioni di euro in cassa, cova il desiderio che questi possa crescere in nerazzurro, con Gasperini, a tal punto dal convincere Percassi a esercitare l’opzione di riscatto fra due stagione, che ammonta a 16 milioni di euro, più altri 2 milioni di bonus.

Il centrocampista campano, prelevato dai bianconeri sempre al Genoa, nel 2016, ha avuto molta sfortuna in questi anni. La Juventus lo ha venduto all’Udinese per fare plusvalenza, con la promessa, nel caso i friulani non fossero riusciti a venderlo prima, di ricomprarlo dalla società di Pozzo. Gli infortuni gravi, appunto, hanno minato queste speranze. Nonostante un timido interesse della Fiorentina, il giocatore è rimasto a Udine, e dopo l’ennesimo infortunio, è stato ricomprato dalla Juve per 10.7 milioni, con contratto quinquennale. Mandragora è stato immediatamente rimandato in prestito a Udine, dove continuerà il suo recupero dopo la recente rottura del crociato, e dove potrà rimanere anche la prossima stagione, qualora l’Udinese lo schierasse per quelle poche gare sufficienti per far scattare il rinnovo del prestito. L’idea è quella di rilanciare il giocatore per renderlo appetibile al mercato dal 2022.

I prestiti di Mattia Perin, Mattia De Sciglio e Douglas Costa hanno una cosa in comune: tutti e tre i calciatori, alla fine di questa stagione, avranno il contratto a un anno dalla scadenza, e probabilmente saranno più semplici da piazzare. Anche se si parla di 3 calciatori molto fragili.

Il portiere di Latina, anche lui proveniente dal Genoa, ha firmato nel 2018 un contratto quadriennale. Comprato per 12 milioni più 3 di bonus, dopo la prima stagione in bianconero, e il fallito trasferimento al Benfica, è tornato in prestito secco in rossoblu, sia la scorsa stagione che l’attuale in corso. Il prossimo anno, Perin avrà un costo storico di poco meno di 4 milioni di euro, e un solo anno di ingaggio. Anche se tutto porta a pensare che il classe 92 tornerà a legarsi al Genoa a titolo definitivo, il prossimo anno la Juve avrebbe maggiori possibilità di venderlo anche ad altri club, che potranno avvalersi delle sue prestazioni senza sborsare cifre esorbitanti, sia di cartellino che di ingaggio.

De Sciglio ha scelto il Lione per rilanciarsi. Arrivato nel 2017 dal Milan, dopo aver firmato un quinquennale, pagato 12 milioni (in un’operazione parallela, ma comunque legata al trasferimento di Bonucci in rossonero), il terzino lombardo avrà un residuo storico di poco più di 2 milioni. L’idea è che in Francia possa riuscire a giocare con continuità, nonostante l’incognita dell’affidabilità fisica, per poi poter essere maggiormente appetibile nella prossima finestra estiva di mercato.

Per quanto riguarda Douglas Costa, la faccenda è un po’ più complicata. Riscattato dal Bayern nel 2018 per 40 milioni, vi ha fatto ritorno allo scadere dell’ultima sessione, permettendo alla Juve di risparmiare, almeno per un anno, il pesante ingaggio a salire sottoscritto con la Juve (che ha raggiunto i 6 milioni di euro netti). Al ritorno dal prestito in Baviera, Douglas sarà vicino ai 31 anni, e avrà un peso a bilancio pari a 23 milioni per un altro anno, considerando gli 11 milioni di costo storico residuo e i 12 milioni di stipendio al lordo. La speranza è che non si ripeta con il brasiliano lo stesso bailamme che ha visto protagonisti Higuain, Mandzukic e Khedira (faccenda, quella con il tedesco, non ancora risolta). Molto dipenderà, come detto, dalle sue condizioni fisiche.

Il prestito di Daniele Rugani è sicuramente dettato dalla voglia del difensore toscano di giocare e, anche lui, di rilanciarsi ad alti livelli nel mercato internazionale. Rugani ha ancora 26 anni, e spesso ha ricevuto abboccamenti da club importanti, soprattutto di Premier (Chelsea, Arsenal), ma nessuno ha mai veramente voluto affondare il colpo. Il contratto dell’attuale centrale del Rennes (che lo ha prelevato in prestito secco oneroso per 1.5 milioni) scade nel 2023, e il costo storico è al minimo possibile, visto che la Juve lo prelevò dall’Empoli quando ancora giocava in primavera. Pare che sia stato lui stesso a non chiedere il diritto di riscatto, o per tornare a rigiocarsi un posto in bianconero, o per poter scegliere, eventualmente, club più blasonati del Rennes nella prossima finestra di mercato. l’ingaggio, che quest’anno verrà pagato totalmente dai francesi, ammonta a circa 3 milioni di euro annui.

Infine, Pjaca e Pellegrini, prestati al Genoa, anch’essi per un anno. Il croato deve semplicemente riuscire a giocare senza infortuni una stagione intera. A 25 anni, dopo tanti infortuni e prestiti falliti, il croato, che ha recentemente rinnovato il contratto fino al 2023, per spalmare l’ammortamento, vuole finalmente trovare stabilità. Il prestito in Liguria è una delle ultime spiagge per dimostrare di poter dare ancora qualcosa ad alti livelli, e la Juve spera fiduciosa in un suo riscatto. Il terzino romano, arrivato nello scambio contabile con Spinazzola nella scorsa finestra estiva di mercato, non è mai entrato nel cuore dei dirigenti bianconeri (pare anche per questioni caratteriali). Il prossimo anno avrà un costo residuo di 11 milioni, e la Juve spera, in relazione alla giovanissima età, che una sua stagione importante possa portare acquirenti, in modo da evitare una minusvalenza o, magari di ricavarne una nuova plusvalenza.


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