Il livido viola fa male, ma la Juve è viva e cresce

di Roberto Nizzotti |

Le pause solitamente servono per fare un attimo il punto della situazione, per valutare, a bocce ferme, lo stato della propria squadra.

In questa sosta natalizia ho deciso di dare un’occhiata alle stats fornite finora dalla Juventus analizzando nello specifico il centrocampo e l’apporto dato dalla squadra nell’atto del pressing.

Il centrocampo è, come sappiamo, il reparto cardine di una squadra, quello che serve a dare equilibrio nella fase di non possesso e qualità in quella di possesso, ed è anche quello che è più spesso sotto la lente di ingrandimento, e “sotto attacco”.

Quello della Juventus 20120/2021, nonostante l’acquisto di Arthur e l’esplosione, per chi non lo conosceva, di McKennie, non viene ritenuto un centrocampo di livello assoluto, con critiche importanti mosse nei confronti di elementi come Bentancur, Ramsey o Rabiot, ritenuti inaffidabili in fatto di continuità, di integrità fisica o di personalità.

Ho voluto quindi guardare, avallandomi del sito Fbref, le statistiche, rapportato ai 90 minuti, del reparto mediano bianconero e l’attenzione mi è caduta, pensando al tipo di calcio che sta attuando Mr Pirlo, su due voci che ritengo essere importanti, e cioè i passaggi effettuati sotto pressione e i passaggi filtranti.

I passaggi effettuati sotto pressione vedono Arthur Melo leader con 9.80, Ramsey 2^ con 8.43, con Rabiot, McKennie a ruota e con Bentancur più distanziato. Importante il contributo di Kulusevski che è 3^ con 7.89 pass.

A mio avviso questa statistica denota che la mediana della Juve è composta da elementi dalla grande fisicità, in grado di leggere correttamente le situazioni di gioco in fase di non possesso riuscendo ad arginare la pressione avversaria, evitando così di perdere palloni in zone pericolose del campo. Nel calcio attuale che viene giocato con molta fisicità e ritmo, mi sembra un valore importante.

Da migliorare invece è la quantità dei passaggi filtranti, quelli che devono servire l’uomo appostato tra le linee avversarie, quelli che servono per dare verticalità al gioco. In questa stats il migliore è Aaron Ramsey con 0.59, valore sempre rapportato ai 90 minuti, seguito da McKennie con 0.45 mentre Rabiot e Bentancur effettuano solo, rispettivamente, 0.24 e 0.12 pass filtranti.

La Juventus fatica a giocare contro le squadre che le cedono il pallino del gioco e l’aspettano, compatte, dietro la linea della palla, atteggiamento tattico che cerca di superare giocando in ampiezza così da allargare le maglie difensive per poi trovare lo spazio per la verticalizzazione.

Questo avviene ancora troppo poco, sia per un giro palla non sempre rapido e preciso e sia per un movimento dei giocatori tra le linee che non sempre aiuta a trovare le linee di passaggio.

Per quanto concerne invece la giocata del pressing, com’è facile intuire visto la dinamicità di qualità alla quale ci ha ormai abituato, è Weston McKennie a capeggiare la statistica con 23.2 azioni di pressing per 90 minuti, la maggior parte tra il centrocampo (13.2) e la 3/4 difensiva (5.45) ma con un apporto nella 3/4 offensiva comunque buono viste le 4.5 azioni (valori sempre rapportati ai 90 minuti).

A conferma del suo grande valore, sottolineato appena può da Mr Pirlo che ha per lui sempre parole importanti, Ramsey primeggia anche in questa statistica con 14.7 pressioni portate tra mediana (8.43) e 3/4 offensiva (6.27, migliore tra i centrocampisti), pressione che è più di pensiero che di fisicità, confermando la sua enorme qualità nella lettura della gara.

Guardando il rendimento in questa specifica voce secondo me sono da sottolineare le prestazioni fornite da Kulusevski e Federico Chiesa che riescono a fornire una buonissima pressione non solo in zona offensiva ma anche nella mediana e nella zona difensiva, fornendo statistiche equilibrate. Questo a mio avviso è una conferma del potenziale dell’ex Fiorentina e dell’ex Parma e di come hanno tutto per diventare dei calciatori totali, intendendo con questo ultimo aggettivo quella tipologia di giocatore che non incide solo in una delle tre fasi ma in tutte e con la medesima, importante, efficacia.

Esulando poi dal contesto del centrocampo ci sono due elementi della rosa che meritano una citazione per quanto riguarda la fase di pressione, e sono Paulo Dybala e Matthijs de Ligt.

La Joya, non ancora al massimo dopo i malanni avuti ad inizio stagione (tra i quali il COVID, non dimentichiamolo) viene accusato da alcuni di giocare con poca voglia, con poca determinazione mentre le 7.80 azioni di pressing portate sulla 3/4 e le 5 portate a centrocampo, dicono esattamente il contrario. Che Dybala non sia nel suo miglior momento e debba crescere di condizione è abbastanza evidente, ma da qui ad accusarlo di giocare svogliato no, e le ultime gare hanno dimostrato come non sia così.

Per quanto riguarda invece De Ligt il dato delle 5.14 azioni di pressing portate nella zona mediana del campo sono un dato che conferma la mentalità del ragazzo che va di pari passo con quella che Pirlo vuole dare alla Juve, una mentalità aggressiva che porti ad avare un baricentro molto alto, situazione nella quale l’ex Ajax è aiutato anche da Leonardo Bonucci che porta 2.57 azioni di pressing a centrocampo (dati sempre rapportati ai 90 minuti).

Una Juventus che deve ancora migliorare e crescere, è ovvio, ma che comunque ha fatto passi importanti che non devono essere dimenticati per colpa di una gara, quella persa vs la Fiorentina, nata male e condizionata troppo da un approccio sbagliato e un’espulsione, giusta, che ha condizionato il piano gara.

Il 3 gennaio si ritorna in campo per ricominciare a crescere, e tornare a vincere.


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