Il leasing di Cuadrado

di Mario Sironi |

Il nuovo contratto per le prestazioni sportive di Juan Cuadrado sottoscritto tra Juventus e Chelsea apre, a mio avviso, una nuova strada sulle combinazioni finanziarie in ambito calcistico.
L’ho paragonato ad un leasing dove l’utilizzatore paga un canone periodico per lo sfruttamento del bene (con eventuale anticipo) per poi riscattare l’effettiva proprietà,  per es. di un’auto, a fine contratto.
Nel nostro caso abbiamo:
– un prestito triennale del costo di 5 milioni annui (a conto economico ogni anno tra i costi);
– la facoltà (che diventa obbligo in base a parametri sportivi raggiunti dal giocatore, ad es. presenze o più difficilmente gol) di riscattare ogni fine stagione il giocatore al prezzo di 25 milioni, prezzo dal quale verranno detratti i “canoni” pagati per 1, 2 o 3 anni; l’ammortamento a bilancio partirà dunque nell’anno del riscatto e mi sembra di poter dire che il prezzo di carico a bilancio sarà di 25 meno 5 milioni per ogni anno sfruttato in prestito; pagamento da effettuarsi in tre tranches di cash; situazione che in questo modo consente a Juventus S.p.A di ottenere una forte flessibilità di bilancio, potendo in qualche modo scegliere tra costo puro annuo e ammortamento pluriennale, scelta che impatterebbe in futuro su eventuali plus o minusvalenze grazie alla detraibilità delle annate di prestito;
– infine, un extra costo fino a 4 milioni di euro che la Juve riconoscerà al club londinese se raggiungerà come club determinati risultati sportivi non meglio precisati.

Come si nota, un’interessante formula che consente di testare a più riprese l’utilità del giocatore al progetto tecnico, rinviando ad un momento successivo l’inizio dell’ammortamento vero e proprio ma recuperando in qualche modo quanto già speso e mettendolo in relazione variabile con parametri sportIvi raggiunti.
Se invece il rendimento del giocatore non sarà soddisfacente e il colombiano sarà scarsamente utilizzato, la Juve potrà restituirlo a fine prestito senza impegno anche se non è chiaro dai comunicati se il triennio di prestito dovrà essere per forza completato o se la “restituzione” possa avvenire a fine giugno di ogni anno.
Un contratto a mio avviso che dona stabilità e tranquillità al giocatore ma lascia aperte varie possibilità di prosecuzione  o meno della partnership.