Il Fair Play Finanziario allenta la presa sui Club

di Leonardo Dorini |

Giorni di grande lavoro per il Comitato Esecutivo dell’UEFA che il 17 giugno ha varato i nuovi calendari delle competizioni internazionali, mentre nella riunione del 18 giugno si è occupato di Fair Play Finanziario (FPF) cioè di tutte quelle norme che i Club devono rispettare per assicurare la convergenza verso criteri omogenei di solidità finanziaria.

Forse vale la pena ricordare quanto il mondo del calcio, come in generale tutto l’entertainment industry, sia stato colpito dall’emergenza Covid, tanto da far dubitare molti, nei momenti più incerti e complicati della pandemia, della sopravvivenza stessa del movimento: molta parte delle entrate dei Club sono messe a dura prova dal fermo delle competizioni. Per rimanere in Italia, come noto Sky non ha saldato l’ultima rata dei diritti televisivi, dando origine ad un contenzioso di cui si vedranno gli esiti; se almeno la ripresa della stagione agonistica in molti Paesi sembra creare le condizioni per un accordo (le Tv tornano ad avere il loro prodotto), di certo ci sono altre aree che rimangono “a secco”, come ovviamente, in primis, i ricavi da match-day (tema sul quale è tornato di recente il presidente Agnelli).

Sui ricavi del settore commerciale, le tensioni dovrebbero essere inferiori: il merchandising ha sicuramente avuto una flessione, ma potrà probabilmente superare l’empasse, mentre le sponsorizzazioni, essendo strutturate su contratti pluriennali, potrebbero non subire scossoni particolari, soprattutto ora che la ripresa dei tornei riprenderà a dare visibilità agli sponsor.

Con queste premesse, come prevedibile, l’UEFA ha attenuato i vincoli di FPF dando alle Società più tempo per la verifica dei vari parametri:

1) la verifica sui debiti scaduti per trasferimenti, pagamenti ai calciatori e fiscali e previdenziali è posposta di 30 giorni, dal 30 giugno al 31 luglio (e poi al 30 settembre);

2) la break-even rule”, cioè la verifica del pareggio di bilancio, è spostata per l’anno finanziario 2020 di un anno e sarà valutata insieme al 2021; la valutazione dei risultati dei due esercizi sarà fatta sulla media dei due, al fine di stemperare l’effetto emergenza.

Nella stessa riunione del Comitato è stata decisa l’armonizzazione della finestra dei trasferimenti ponendo al 5 ottobre 2020 il periodo per la registrazione dei cambi di casacca, in connessione con la (ri)partenza dei Gironi delle nuove competizioni UEFA 2020/21.


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