Il Douglas Costa che ci meritiamo

di Francesco Cionfoli |

Un anno fa ci chiedevamo cosa avrebbe potuto dare in più rispetto alla prima stagione in bianconero, un anno fa pensavamo fosse niente ciò che avevamo già visto e speravamo in lui e Cristiano appena arrivato, mica male averli insieme nel reparto offensivo. Ora un anno è passato e, dopo aver sentito parlare di Costa più fuori dal campo che dentro, siamo ancora fiduciosi e pronti ad investire su di lui; la società ha fatto la sua scelta, perché un giocatore del genere va messo in condizione di far bene, perché un giocatore così è unico e per fortuna ce l’abbiamo in casa.

La partita di inizio campionato di Douglas costa è stata una partita da 7 in pagella, un esordio tutto tecnica e velocità mostruosa, giusto per mettere le cose in chiaro. Nel primo tempo di Parma-Juve (già molto sarriano), si è vista l’imprevedibilità senza schemi negli ultimi metri di campo che lo stesso allenatore toscano ha avallato; il brasiliano si cercava spesso con Ronaldo e Higuain, con tocchi di prima e scambi nello stretto, spesso accentrandosi da destra in cerca del tiro a giro o per lasciare spazio sulla fascia a Khedira e De Sciglio, a tratti terzino offensivo che non conoscevamo ancora.

Douglas Costa di ieri è il giocatore che ci è tanto mancato, quello che dribbla nello stretto nascondendo la palla e procurandosi il fallo quando l’avversario riesce almeno a prendere le gambe. Se poi quel gol annullato a Ronaldo per un deltoide in fuorigioco fosse stato valido, Costa avrebbe già messo la sua firma nella classifica assist-man, dove ci aspettiamo primeggi a fine stagione; prende palla,avanza mettendo il turbo e superando l’avversario prima di servire Ronaldo rientrato dal fuorigioco mezzo secondo dopo del tempo necessario. Peccato per le statistiche di entrambi, ma rimane la grande azione e un’intensa già promettente seppur acerba.

Il brasiliano finisce inoltre il primo tempo con un grande recupero in velocità su Inglese, che dalla fascia destra di attacco del Parma era diretto in porta verso Szczesny; un Douglas costa che quindi non corre solo in avanti, ma si dedica anche alla fase difensiva, come quando recupera un’altra palla su Gervinho in una sfida tutta tra velocisti, prima di lasciare il campo per crampi.

Se c’è una grande incognita sull’esterno d’attacco bianconero è decisamente la sua fragilità fisica, che lo rende spesso soggetto a problemi muscolari, legati anche al modo in cui gioca. Dal mio punto di vista, l’altro problema, la “fragilità mentale”, che è venuta fuori spesso nella passata stagione, non si ripeterà ancora; era evidente che si fosse rotto qualcosa con Allegri, come è stato evidente il suo cambiamento d’umore all’arrivo di Sarri, con parole al miele per lui e la società Juve che ha deciso infine di trattenerlo ed investire ancora su di lui.

Come fare del resto a lasciare libero di andar via “un top player non ancora esploso”?
Ieri ha solamente acceso la miccia, e noi speriamo esploda presto come il rumore forte del tuono che segue “Flash“, come lui vuol esser chiamato.


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