Il Derby di Zaza: interpretazione e statistiche

di Alex Campanelli |

Le discese vertiginose e i ripiegamenti perfetti di Alex Sandro, l’ennesima bomba di Dybala, l’altruismo e la ritrovata lucidità di Morata: tutto bello, anzi bellissimo, ma Juventus – Torino 4-0 è stato soprattutto il Derby di Simone Zaza. Protagonista sin dall’inizio della gara e incisivo non solo grazie alle due reti realizzate, dato che il centravanti lucano ha interpretato la gara in maniera sublime dal punto di vista tattico. Se Allegri ha impartito al numero 7 l’ordine di fungere da vero e proprio alter ego di Mario Mandzukic, mentre Morata faceva le veci di Dybala con qualche inevitabile variazione sul tema, si può affermare con decisione che Zaza ha svolto il suo compito alla grande, al di là di qualche eccesso di foga che ha giustamente spinto Max a sostituirlo dopo 53′ di gioco.

Per descrivere la partita di Zaza basterebbe analizzare la frazione di gara che va dal 23′ al 28‘. Prima l’attaccante, nel tentativo di recuperare palla sulla trequarti, entra in tackle su Bruno Peres con colpevole ritardo e viene giustamente sanzionato col cartellino giallo. Tre minuti dopo l’ex Sassuolo prova a impedire al portiere granata Ichazo di giocare il pallone con i piedi e si lancia su di lui in scivolata in perfetto stile Mandzukic; l’intervento suscita clamore tra le fila dei granata solo perché effettuato sull’estremo difensore, rivedendolo alla moviola è infatti chiaro come Zaza entri in maniera irruenta ma nei limiti del regolamento. Subito dopo arriva il gol del vantaggio; Zaza arretra sul lato sinistro della trequarti e serve Morata sulla fascia, lo spagnolo ubriaca i difensori del Toro e mette in mezzo un pallone che il centravanti bianconero, appostatosi all’altezza del dischetto del rigore, corregge in rete con un pregevole sinistro di controbalzo che indirizza la sfera sotto l’incrocio.

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Inoltre, la heatmap di Zaza mostra come il suo impegno in fase di non possesso e di costruzione, prevalentemente dalla propria metà campo in su, sia controbilanciato da una buona presenza in area, in particolare nel centro-sinistra. Proprio da quella posizione, in seguito a una mischia, arriverà il secondo gol del centravanti di Policoro, che con una finta mette a sedere Moretti e ancora col mancino spedisce il pallone nell’angolino basso della porta granata e sotto le gambe del capitano Glik.

heatmap zaza

Anche le statistiche puramente numeriche raccontano come quello che dovrebbe essere il “quarto attaccante” della Juve abbia disputato una gara encomiabile. Spiccano i soli 25 tocchi in 53 minuti: tra questi, 14 passaggi ai compagni di cui 11 riusciti (un ottimo 78%) e 3 tiri, tutti nello specchio, con due reti realizzate. Tre falli fatti (con il primo subito sanzionato con il giallo) e altri interventi un po’ troppo irruenti hanno spinto Allegri a sostituirlo anzitempo per evitare alla Juventus di restare in 10 uomini e annullare così il vantaggio territoriale dovuto all’espulsione di Molinaro. Prestazione e numeri da man of the match, che potrebbero spingere Allegri a impiegarlo più spesso, magari in coppia col “gemello” Morata che gli ha già servito due assist tra campionato e coppe e col quale sembra trovarsi alla perfezione.