Il cuore oltre l’ostacolo: 48 ore al cardiopalma

di Alessio Lavino |

Poco più di 48 ore e il nostro destino sarà finalmente scritto nero su bianco. Due colori non casuali, i colori del nostro cuore, due colori che troppo spesso abbiamo dimenticato di indossare negli ultimi anni tra senso di appagamento per vittorie ormai di “inerzia” e senso di sdegno e sconforto per un’annata decisamente storta.

Troppo appagati nel primo caso o troppo severi nel secondo, non è questo il momento per stabilirlo, ora non c’è tempo per guardarsi indietro. In queste 48 ore non ci sarà un solo minuto per distrarsi, un solo secondo per avere rimpianti. Ogni momento sarà decisivo nella preparazione di una gara che dovrà essere affrontata con la concentrazione e determinazione di chi vuole raggiungere un traguardo con tutte le proprie forze ma allo stesso tempo con la leggerezza d’animo di chi sa che se dai tutto per questa maglia, allora si, rimpianti non ce ne dovranno mai essere.

Quella leggerezza che viene dalla consapevolezza della propria forza, da un senso d’identità che ha sempre contraddistinto chiunque abbia abbracciato la Vecchia Signora almeno una volta nella propria vita. Non c’è tempo per pensare a chi sarà il prossimo allenatore o se questo o quell’altro giocatore meriti una seconda chance il prossimo anno. Ora, in questo minuto, in questo presente conta una e una sola cosa: restare uniti e tifare tutti per la propria maglia, quella dai colori bianco e nero, quei colori che basta uno sguardo rapido e si è subito persi, rapiti in una sorta di irrazionale contemplazione, quei colori che rivelano la nostra identità nella loro semplice intimità, nel loro apparente contrasto.

48 ore a un destino che sappiamo non dipendere solo da noi ma che non deve e non può lasciarci rimpianti di alcuna sorta. Un destino che scriveremo in 90 minuti di apnea, con uno sguardo rivolto qua e là dove il campo verde sarà unico vero giudice. E il pensiero non può non andare al primo momento in cui questa bellissima storia ha iniziato a muovere i suoi primi passi, alle prime parole del nostro presidente Andrea Agnelli, parole che dovranno riecheggiare nelle menti e nei cuori di tutti noi, tifosi e giocatori:

“Sappiamo gioire, sappiamo soffrire, sappiamo stringere i denti, sappiamo vincere! Noi siamo la gente della Juve. Siamo gente che si riconosce quando ci si guarda negli occhi, occhi che sanno accettare i risultati conseguiti sul campo, su un campo verde come questo, solcato da linee bianche che definiscono il nostro destino. Linee che non mentono perché il campo dice sempre la verità. Un prato come questo ci ha consacrato 29 volte Campioni d’Italia, 2 volte Campioni d’Europa e 2 volte Campioni del Mondo. Oggi scriviamo un nuovo capitolo di questa leggenda, una leggenda che supera amarezza e gioie, una leggenda che supera i presidenti e i calciatori, una leggenda che ha scaldato i cuori di intere generazioni.”   

Allora, cari fratelli e sorelle bianconeri, restiamo uniti, ora più che mai, schiena contro schiena, abbracciamoci, piangiamo e soffriamo insieme, sempre uniti in questa corsa contro il tempo, tempo che ci dirà cosa saremo, ma che non deve assolutamente cancellare una grande certezza, ossia sapere chi siamo: “Siamo la gente della Juve!” Forza Juve, fino alla fine!


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