Il culo di Allegri

Al fischio finale di Juventus-Tottenham 2-2 impressionano sui social i commenti di molti sedicenti tifosi bianconeri che parlano della fine del culo di Allegri. Come se allo Stadium si fosse appena consumata l’ultima e definitiva Waterloo bianconera e non un pareggio che impone ai nostri un’impresa in terra inglese, ma che lascia di certo ancora sufficientemente aperte le porte della qualificazione ai quarti di Champions.

Incredulo di fronte a questi commenti, chiedo a me stesso un piccolo sforzo mnemonico. Ma quand’è che Allegri ha avuto culo? In quattro anni di Allegri allenatore della Juve, per quanti sforzi faccia, non ricordo alcun colpo di fortuna. Ammetto di essere partito prevenuto nei confronti del nostro tecnico ma nel tempo ho potuto apprezzarne le finezze tattiche e strategiche, la capacità di interpretare al meglio le tendenze degli avversari di turno, quella di sfruttare i loro punti deboli, quella di leggere i momenti delle singole gare. Tutto questo senza mai stare a lamentarsi di infortuni, errori arbitrali, calendari, orari di svolgimento delle gare, condizioni climatiche, ecc..

Capisco che per arrivare a conclusioni di questo genere sia necessario masticare un minimo di calcio, non inteso nel senso puramente estetico ma in termini di basilari concetti tecnici e tattici. Ma anche volendosi limitare ai soli risultati, è evidente a chiunque che non può essere culo se in quattro anni si vincono consecutivamente tre campionati di Serie A, tre Coppa Italia e si raggiunge per ben due volte la finale di Champions non essendo nè favoriti, nè la migliore squadra del torneo. Inutile aggiungere che peraltro nella stagione in corso la squadra di Allegri è anche in corsa in tutte e tre le competizioni, quindi con uno score ancora aperto.

Inoltre, ho visto la squadra di Allegri passare con grande naturalezza attraverso i più vari moduli di gioco. Ho visto – e vedo – la Juve giocare col 3-5-2, poi passare al 4-1-3-2, al 4-3-2-1, al 4-4-2 più puro. Provate a fare un esercizio mentale e a pensare al nome di un allenatore che metta la propria squadra nelle condizioni di esprimersi in più di un paio di varianti tattiche nell’arco di una stagione.

Ho visto la Juve giocare dal vivo ed apprezzare accorgimenti tattici raffinatissimi e giocare con automatismi di squadra meravigliosi, con due linee da 4 muoversi armonicamente in meno di 20 metri.

Ho visto la Juve di Allegri eliminare dalla Champions nelle doppie sfide il Real ed il Barcellona, le massime espressioni calcistiche di questi anni. Ma non ho mai visto colpi di culo. Solo tanto lavoro dietro a stagioni di successi conquistati con capacità, con sapienza, con estrema serietà e rigore.

A pensarci bene però il culo l’ho visto. E’ quello che ha avuto la Juve e che abbiamo avuto noi tifosi, di avere in panchina un tecnico preparato, capace ed entusiasta. Sarà difficile sostituire Allegri quando il suo tempo alla Juve sarà finito. Ma questo sarà un bel discorso da affrontare in futuro, soprattutto con chi oggi crede che i risultati raggiunti da Allegri siano frutto di fortuna. E questi ne avranno di tempo per pentirsi…

di Michele Scimè  michelescime@gmail.com